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Valsartan: clinical trials on heart failure, aortic disease, and other conditions

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In breve

Questo articolo riassume gli studi clinici che stanno valutando Valsartan, da solo o in combinazione, in diverse popolazioni di pazienti. I trial analizzano soprattutto efficacia, sicurezza e risultati clinici in persone con scompenso cardiaco, malattie ereditarie dell’aorta, trapianto renale e altre condizioni.

Punti chiave

  • Gli studi clinici su Valsartan riguardano soprattutto lo scompenso cardiaco, ma anche la sindrome di Marfan, altre malattie ereditarie dell’aorta, il trapianto di rene e alcune condizioni cardiache specifiche. La maggior parte dei trial è in fase 3, con alcuni studi di fase 1 su formulazioni diverse e uno di fase 2 su un nuovo trattamento in pazienti con scompenso. In diversi studi Valsartan è usato da solo, mentre in altri fa parte di sacubitril/Valsartan o viene confrontato con altri farmaci. Gli obiettivi più comuni sono misurare la funzione del cuore, il rimodellamento cardiaco, la dilatazione dell’aorta e gli eventi clinici come ricoveri o peggioramento dello scompenso. Alcuni studi includono adulti con scompenso, altri bambini e giovani adulti con malattie dell’aorta, e alcuni volontari sani per confrontare formulazioni.

Panoramica degli studi su Valsartan

Nei trial raccolti, Valsartan compare in studi su più malattie, soprattutto cardiache, ma anche in un trial su pazienti trapiantati di rene e in uno su malattie ereditarie dell’aorta. Alcuni studi usano Valsartan da solo, mentre altri lo studiano come parte di sacubitril/Valsartan, cioè una combinazione di due farmaci valutata come trattamento unico nello studio. I trial includono sia studi già completati sia studi autorizzati e ancora in corso.

Studi nello scompenso cardiaco

La parte più ampia della ricerca riguarda lo scompenso cardiaco, cioè quando il cuore non pompa bene il sangue. Alcuni trial studiano se sospendere o continuare la terapia farmacologica dopo una buona risposta alla terapia di resincronizzazione cardiaca, cioè un trattamento che aiuta il cuore a battere in modo più coordinato.

Nel trial DRUGLESS-CRT si valuta se la sospensione della terapia neuro-ormonale non sia peggiore del mantenerla, in pazienti con cardiomiopatia non ischemica, nessuna fibrosi visibile alla risonanza magnetica, test genetici negativi e una risposta molto buona alla resincronizzazione cardiaca. L’endpoint principale è la ricomparsa della disfunzione del ventricolo sinistro o dei sintomi di scompenso entro 6 mesi.

Nel trial REMOVE si studia di nuovo la sospensione del trattamento farmacologico in pazienti con scompenso e funzione del ventricolo sinistro recuperata dopo resincronizzazione cardiaca. Il risultato principale è la ricaduta della cardiomiopatia, definita da calo della frazione di eiezione, aumento dei volumi del ventricolo sinistro o bisogno di cure urgenti per scompenso peggiorato.

Altri studi valutano se iniziare insieme o in sequenza terapie per lo scompenso, come sacubitril/Valsartan e un inibitore SGLT2, oppure se ottimizzare la terapia in modo diverso in uomini e donne. In questi studi il focus non è solo sui sintomi, ma anche su sicurezza, ricoveri, qualità di vita e aderenza alla terapia, cioè quanto bene i pazienti riescono a seguire il trattamento prescritto.

Studi nelle malattie ereditarie dell’aorta

Un gruppo importante di trial riguarda la sindrome di Marfan e altre malattie ereditarie dell’aorta, cioè condizioni in cui l’aorta può dilatarsi o andare incontro a complicanze. In questi studi Valsartan viene valutato per vedere se può rallentare la dilatazione della radice aortica in bambini e giovani adulti.

Il risultato principale è il cambiamento annuale del diametro della radice aortica misurato con ecocardiografia transtoracica, un esame con ultrasuoni del cuore e dei grandi vasi. Questo tipo di studio è importante perché coinvolge pazienti giovani e mira a capire se il trattamento può rallentare un cambiamento strutturale del vaso nel tempo.

Altre popolazioni e altri obiettivi clinici

Alcuni trial su Valsartan non riguardano direttamente lo scompenso cardiaco, ma condizioni collegate al cuore o ai reni. In un trial su pazienti con diabete di tipo 2, Valsartan è tra i farmaci confrontati in una strategia di prevenzione di eventi cardiaci, con attenzione a morte cardiaca e ricovero cardiaco.

In un altro studio, Valsartan è valutato in pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva e ipertensione arteriosa, confrontato con idroclorotiazide per vedere come cambia il gradiente del tratto di efflusso del ventricolo sinistro a riposo. Questo è un parametro che aiuta a capire quanto il flusso di sangue sia ostacolato all’uscita del cuore.

C’è anche un trial in pazienti trapiantati di rene con segni di glomerulopatia post-trapianto, dove si vuole capire se Valsartan possa aiutare a prevenire il calo della filtrazione glomerulare, cioè della funzione di filtrazione del rene. In questo studio non è indicato un endpoint primario specifico.

Endpoint e misure di risultato

Gli endpoint primari cambiano molto da uno studio all’altro, ma quasi sempre servono a misurare se il trattamento funziona davvero. Nei trial sul cuore, gli endpoint includono ricaduta dello scompenso, cambiamenti della frazione di eiezione, variazioni dei volumi del ventricolo sinistro, ricoveri e peggioramento dei sintomi.

Alcuni studi usano misure di laboratorio come NT-proBNP, una sostanza del sangue che può aumentare quando il cuore è sotto stress. Altri usano esami di imaging come risonanza magnetica, ecocardiografia o cateterismo cardiaco per misurare volume, pressione, fibrosi o funzione del cuore.

Nei trial di bioequivalenza, l’obiettivo è diverso: si confrontano due formulazioni di sacubitril/Valsartan per vedere se il corpo le assorbe in modo simile. In questi studi gli endpoint principali sono l’area sotto la curva e la concentrazione massima del farmaco nel sangue, cioè misure di esposizione del corpo al medicinale.

Chi può partecipare

I partecipanti variano molto da studio a studio. Alcuni trial includono persone con scompenso cardiaco con frazione di eiezione ridotta, preservata o lievemente ridotta, mentre altri richiedono una cardiomiopatia non ischemica, una risposta eccezionale alla resincronizzazione o condizioni genetiche specifiche.

Altri studi sono riservati a popolazioni più particolari, come bambini e giovani adulti con sindrome di Marfan e malattie correlate, pazienti trapiantati di rene o volontari sani per i test di bioequivalenza. Questo significa che la possibilità di partecipare dipende dal problema di salute studiato e dai criteri del singolo protocollo.

Fasi degli studi e tipo di studio

Quasi tutti i trial su Valsartan riportati qui sono interventional, cioè gli studiosi assegnano un trattamento e osservano i risultati nel tempo. La maggior parte è in fase 3, che di solito serve a confrontare trattamenti in gruppi più grandi di pazienti e a confermare efficacia e sicurezza in una popolazione più ampia.

Ci sono anche studi di fase 1 nei volontari sani per confrontare formulazioni diverse di sacubitril/Valsartan e valutare la bioequivalenza, cioè se due prodotti si comportano in modo simile nel corpo. Un trial è di fase 2 e valuta una nuova molecola, XXB750, in pazienti con scompenso, ma include anche terapie standard come Valsartan o sacubitril/Valsartan nel trattamento di base.

Domande frequenti

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