Lo studio si concentra sulla stenosi dell’arteria carotide, una condizione in cui le arterie che portano il sangue al cervello si restringono a causa dell’accumulo di placche. Questo restringimento può aumentare il rischio di ictus. Il trattamento in esame utilizza un farmaco chiamato omalizumab, noto anche come Xolair, che è una soluzione per iniezione. Omalizumab è un anticorpo monoclonale anti-IgE, progettato per ridurre l’attivazione delle cellule mastocitarie all’interno delle placche aterosclerotiche. Le cellule mastocitarie sono un tipo di cellula del sistema immunitario che può contribuire all’infiammazione e alla progressione delle placche.
Lo scopo dello studio è determinare se un breve trattamento con omalizumab può limitare l’attivazione delle cellule mastocitarie nelle placche aterosclerotiche. I partecipanti allo studio riceveranno iniezioni di omalizumab o una soluzione salina fisiologica, che funge da placebo. Durante il corso dello studio, verranno monitorati i livelli di attivazione delle cellule mastocitarie e altri indicatori di infiammazione per valutare l’efficacia del trattamento. I partecipanti saranno sottoposti a un intervento chirurgico chiamato endoarteriectomia carotidea, che permette di rimuovere le placche dalle arterie carotidee e di analizzarle.
Lo studio mira a comprendere meglio come omalizumab possa influenzare l’infiammazione e la stabilità delle placche, con l’obiettivo di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari come l’ictus. I risultati potrebbero fornire nuove informazioni su come gestire la stenosi dell’arteria carotide e migliorare la salute dei pazienti affetti da questa condizione. Lo studio è previsto per concludersi entro il 2027.

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