La ricerca si concentra sulla anemia falciforme, una malattia genetica che colpisce i globuli rossi, rendendoli rigidi e a forma di falce. Questo può causare episodi dolorosi chiamati crisi vaso-occlusive (VOC), che richiedono spesso cure mediche. Lo studio esamina l’efficacia e la sicurezza di un farmaco chiamato crizanlizumab (noto anche come SEG101), somministrato per via endovenosa, confrontandolo con un placebo. Il crizanlizumab è un anticorpo progettato per ridurre la frequenza delle VOC bloccando una proteina chiamata P-selectina, che contribuisce all’adesione dei globuli rossi alle pareti dei vasi sanguigni.
Lo scopo principale dello studio è confrontare due dosi di crizanlizumab (7,5 mg/kg e 5,0 mg/kg) con un placebo, per vedere quale sia più efficace nel ridurre il numero di VOC che portano a visite mediche. I partecipanti possono continuare a ricevere le cure standard, come lidroxiurea o lidrocarbamide, durante lo studio. Lo studio coinvolge adolescenti e adulti con anemia falciforme che hanno avuto almeno due VOC nell’anno precedente.
Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo di tempo stabilito e saranno monitorati per valutare la frequenza delle VOC e altri aspetti della loro salute. L’obiettivo è determinare se il crizanlizumab può offrire un miglioramento significativo rispetto al placebo, contribuendo a ridurre il numero di crisi dolorose e migliorare la qualità della vita dei pazienti con anemia falciforme.

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