La ricerca riguarda l’infezione da HIV-1, un virus che colpisce il sistema immunitario. Lo studio confronta due terapie a lunga durata: una combinazione di teropavimab e zinlirvimab, due anticorpi monoclonali somministrati per via endovenosa, insieme a lenacapavir, un inibitore del capside somministrato per via sottocutanea due volte l’anno; l’altra terapia è costituita da cabotegravir e rilpivirine, iniezioni intramuscolari somministrate ogni otto settimane.
Lo scopo è valutare se il passaggio alla prima combinazione mantiene la soppressione virale altrettanto bene quanto la seconda. I partecipanti, già con il virus sotto controllo, cambieranno la terapia e riceveranno le iniezioni secondo il calendario previsto, con visite regolari per prelevare sangue. Nei campioni verrà misurato l’RNA del virus, cioè la sua informazione genetica, e si controllerà il numero di CD4+ T-cell, cellule del sistema immunitario che l’HIV attacca. Verranno inoltre osservati eventuali effetti indesiderati e la sicurezza complessiva durante un periodo di circa due anni.



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