Valutazione di efficacia, sicurezza e tollerabilità di AUTO1 in pazienti con leucemia linfoblastica acuta B‑precursore Ph‑negativa in CR1 con MRD minima

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Di cosa tratta questo studio?

Lo studio riguarda la Philadelphia-negative B-precursor acute lymphoblastic leukemia, una forma rara di leucemia del sangue che colpisce soprattutto i giovani. Dopo la terapia iniziale, alcuni pazienti presentano ancora una quantità molto piccola di cellule tumorali, definita minimal residual disease. Il trattamento sperimentale è Obe-cel, una terapia in cui le cellule immunitarie del paziente vengono prelevate, modificate in laboratorio per esprimere due recettori speciali che riconoscono le proteine CD19 e CD22, e poi reintrodotte in corpo mediante infusione endovenosa.

Lo scopo principale è valutare l’impatto di Obe-cel sulla event-free survival a 12 mesi. Dopo la fase di valutazione preliminare, i partecipanti ricevono una breve chemioterapia di preparazione (lymphodepletion) per favorire l’insediamento delle cellule modificate, seguita dall’infusione di Obe-cel. Successivamente i pazienti restano in ospedale per alcuni giorni di osservazione e poi sono seguiti con visite regolari, esami del sangue e prelievi di midollo osseo per verificare l’assenza di recidiva.

Il termine “minimal residual disease” indica la presenza di un numero estremamente ridotto di cellule leucemiche, non rilevabili con i test di routine, mentre “event-free survival” descrive il periodo in cui il paziente rimane vivo senza recidiva o altri eventi gravi. Obe-cel è una terapia di tipo CAR T, che utilizza cellule immunitarie ingegnerizzate per riconoscere e distruggere le cellule cancerose. La sicurezza viene monitorata continuamente attraverso controlli clinici e analisi di laboratorio durante tutto il periodo di studio.

1 Iscrizione allo studio

Una volta accettato nello studio, viene confermata la partecipazione e si riceve il consenso informato da firmare.

Le informazioni fornite includono lo scopo dello studio, i possibili benefici e i rischi associati.

2 Valutazione preliminare

Vengono eseguiti esami del sangue, del midollo osseo e test genetici per verificare che la condizione soddisfi i criteri di ammissibilità (malattia residua minima MRD ≥ 10⁻⁴, leucemia B‑precursore Ph‑negativa).

Viene confermata la remissione completa (CR) e la presenza di CD19 positivo.

3 Raccolta delle proprie cellule T (leucaferezis)

Viene prelevato un campione di sangue da cui si isolano le cellule T del paziente.

Questa procedura è necessaria perché il prodotto terapeutico è prodotto a partire dalle proprie cellule.

4 Modifica delle cellule T in laboratorio

Le cellule T raccolte vengono arricchite e trasdotte retroviralmente per esprimere due recettori chimerici (CAR) contro CD19 e CD22.

Questa fase avviene in un laboratorio specializzato; il paziente non deve fare nulla durante questo periodo.

5 Regime di linfodeterminazione

Prima dell’infusione, il paziente riceve una breve terapia che riduce temporaneamente i linfociti, al fine di favorire l’espansione delle cellule CAR.

Il regime tipico comprende farmaci chemioterapici somministrati per 2‑3 giorni prima dell’infusione.

6 Infusione di <b>Obe‑cel</b>

Viene somministrata una singola infusione endovenosa di Obe‑cel contenente 310 000 000 cellule T modificate.

La dose è fissa per tutti i pazienti e non viene ripetuta; l’infusione dura diverse ore sotto monitoraggio continuo.

7 Osservazione ospedaliera post‑infusione

Dopo l’infusione, il paziente rimane ricoverato per monitorare eventuali reazioni, come la sindrome da rilascio di citochine (CRS) o la neurotossicità (ICANS).

Il periodo di degenza tipico è di 7‑14 giorni, durante i quali vengono effettuati controlli vitali e di laboratorio.

8 Valutazione a 28 giorni

Entro 28 giorni dall’infusione, vengono eseguiti esami per misurare la risposta MRD (malattia residua minima).

Il risultato determina se il paziente ha raggiunto una risposta completa (MRD negativo) o una risposta parziale.

9 Valutazione a 3 mesi

Tre mesi dopo l’infusione, si effettua una seconda valutazione MRD per confermare la risposta completa.

Questa analisi utilizza la quantificazione delle ricombinazioni clonali dei geni IG o TR con sensibilità di almeno 10⁻⁴.

10 Follow‑up a lungo termine

Il paziente è seguito con visite di controllo a 6, 12, 18 e 24 mesi.

Durante questi appuntamenti vengono monitorati la sopravvivenza libera da eventi, la sopravvivenza globale, la presenza di eventuali recidive molecolari o morfologiche, e la comparsa di nuove neoplasie.

Vengono inoltre valutati i livelli di immunoglobuline, la conta dei linfociti B e la necessità di eventuali sostituzioni di immunoglobuline per via endovenosa (IVIG).

Chi può partecipare allo studio?

  • Deve avere una leucemia linfoblastica acuta (ALL) di tipo B, senza la presenza del gene Ph, con le cellule che mostrano il marcatore CD19, ed essere nella prima remissione completa (CR1) ma con fallimento molecolare, cioè con una quantità di cellule residue (MRD) pari o superiore a 10⁻⁴ dopo il secondo ciclo di trattamento iniziale (induzione II).
  • Funzione cardiaca adeguata, con frazione di eiezione (LVEF) superiore al 30 % misurata mediante ecocardiogramma (ultrasuoni del cuore).
  • Test di laboratorio negativi per HIV, epatite B (antigene HBsAg), epatite C (anticorpi anti‑HCV), HTLV‑1, HTLV‑2 e sifilide.
  • Test di gravidanza negativo per le donne in età fertile.
  • Funzione pancreatica entro limiti: lipasi nel sangue non superiore a 1,5 volte il valore normale massimo (ULN); se leggermente più alta (fino a 3 volte ULN) non deve essere considerata clinicamente significativa né associata a fattori di rischio per pancreatite acuta.
  • Le donne in età fertile devono usare due metodi contraccettivi molto efficaci durante il trattamento e per altri 3 mesi dopo l’ultimo dose; anche gli uomini con una partner in età fertile devono fare lo stesso. I metodi contraccettivi efficaci includono astinenza, contraccettivi ormonali (pillole, spirale intrauterina, anello vaginale, cerotti, impianti o iniezioni) combinati con metodi barriera (preservativo, cappuccio cervicale, diaframma con spermicide) o vasectomia.
  • Capacità di comprendere le informazioni sullo studio e volontà di firmare un consenso informato scritto.
  • Possesso di un consenso informato scritto, datato e firmato.
  • Iscrizione al registro del Gruppo Multicentrico Tedesco per l’ALL negli adulti.
  • Avere un marcatore molecolare per valutare la MRD basato su riarrangiamenti genetici specifici (IG, TR o geni di fusione KMT2A) misurato con un test con sensibilità di almeno 10⁻⁴ in un laboratorio di riferimento centrale.
  • Stato di performance ECOG inferiore a 2 (capacità di svolgere le normali attività quotidiane senza limitazioni significative).
  • Età compresa tra 55 e 75 anni.
  • Funzione renale adeguata, con una velocità di filtrazione glomerulare (GFR) di almeno 30 ml/min, calcolata con l’equazione di Cockcroft‑Gault.
  • Funzione epatica adeguata: livelli di enzimi epatici (ALT o AST) inferiori a 6 volte il valore normale massimo (ULN) e bilirubina totale inferiore a 3 volte ULN.

Chi non può partecipare allo studio?

  • Non si può aver ricevuto chemioterapia sistemica prima del trattamento dello studio (eccetto le prime due fasi di induzione della terapia di prima linea secondo gli standard GMALL). La chemioterapia sistemica è un trattamento con farmaci che agiscono su tutto il corpo per combattere le cellule cancerose.
  • Non si può avere un secondo tumore maligno attivo, tranne alcune eccezioni: un tumore trattato con intento curativo senza segni di malattia attiva da almeno 2 anni, senza terapia in corso e considerato a basso rischio di ritorno; carcinoma in situ al seno o al collo dell’utero (cancro molto precoce che non si è ancora diffuso); tumore della pelle non melanoma; tumore al seno o alla prostata in terapia ormonale di mantenimento.
  • Non si può avere una patologia clinicamente rilevante del sistema nervoso centrale (CNS) al momento, come crisi epilettiche, paralisi, difficoltà a parlare, ictus, emorragia cerebrale, gravi lesioni cerebrali, demenza, malattia di Parkinson, problemi del cervelletto, sindrome cerebrale organica o psicosi. Una storia passata di queste condizioni non è esclusiva.
  • Non si può avere una malattia autoimmune attiva e rilevante. Le malattie autoimmuni sono condizioni in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i propri tessuti.
  • Non si può avere infezioni fungine, batteriche, virali o altre infezioni attive o non controllate che richiedono farmaci antimicrobici sistemici (medicinali assunti per via orale o endovenosa per trattare l’infezione in tutto il corpo).
  • Non si può aver ricevuto un prodotto investigativo (farmaco sperimentale) entro le quattro settimane prima dell’inizio dello studio.
  • Non si può essere in trattamento con un inibitore della tirosina chinasi (TKI) a causa di lesioni targettabili come le traslocazioni della classe ABL nella leucemia linfoblastica acuta Ph‑like. Il TKI è un farmaco che blocca specifiche proteine coinvolte nella crescita del cancro; una traslocazione è una modifica genetica che può favorire il tumore.
  • Non si può avere una storia di ipersensibilità (reazione allergica grave) contro la sostanza attiva, gli eccipienti del farmaco in studio, o qualsiasi altro farmaco somministrato durante lo studio.
  • Non si può avere controindicazioni cliniche note contro i farmaci della chemioterapia linfo‑depletante usata nel protocollo. Questa chemioterapia riduce temporaneamente i linfociti, un tipo di cellula del sangue, per permettere al nuovo trattamento di funzionare meglio.

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Stato della sperimentazione

Paese Stato dell’arruolamento Inizio dell’arruolamento
Germania Germania
Non ancora reclutando
01.07.2026

Sedi della sperimentazione

AUTO1 è una terapia cellulare personalizzata in cui le proprie cellule T del paziente vengono prelevate, arricchite e poi modificate in laboratorio con un virus. Questa modifica fa sì che le cellule T esprimano due recettori speciali (chimerici) che riconoscono le proteine CD19 e CD22 presenti sulla leucemia. Dopo la modifica, le cellule T vengono reintrodotte nel corpo tramite infusione endovenosa, dove cercano e distruggono le cellule leucemiche residue, aiutando a ridurre la malattia.

B-precursor acute lymphoblastic leukemia – La leucemia linfoblastica acuta di tipo B-precursore è un tumore del sangue che colpisce le cellule immature dei linfociti B. Si presenta tipicamente nei giovani e si caratterizza per una rapida crescita di queste cellule nel midollo osseo. Se non controllata, le cellule anomale possono aumentare di numero nel sangue e diffondersi ad altri organi. La malattia può evolvere da una fase iniziale di remissione completa a una fase di ricaduta molecolare, in cui piccole quantità di cellule residue rimangono rilevabili. La ricaduta può progredire verso una recidiva morfologica, con un aumento significativo dei linfoblasti nel midollo. Il monitoraggio dell’attività molecolare è fondamentale per osservare queste variazioni.

ID della sperimentazione:
2025-524169-26-00
Codice del protocollo:
GMALL-OBECEL
Fase della sperimentazione:
Esplorazione terapeutica (Fase II)

Altre sperimentazioni da considerare

  • Studio di asciminib, blinatumomab, dexamethasone e vincristine sulfate per bambini e giovani con leucemia linfoblastica acuta recidivante o refrattaria Ph+ o Ph-like

    Arruolamento non iniziato

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    Cechia Danimarca Francia Germania Italia Paesi Bassi +1
  • Studio sull’uso di tisagenlecleucel per adulti con leucemia linfoblastica acuta a cellule B resistente, recidivante o con malattia residua misurabile

    Arruolamento non iniziato

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    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Polonia