Studio fase I/II sulla sicurezza ed efficacia di CARCIK‑CD123/33 in adulti e bambini con leucemia mieloide acuta o neoplasia plasmacitaria dendritica blastoide recidivante

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Di cosa tratta questo studio?

Lo studio riguarda due malattie rare del sangue: Acute Myeloid Leukemia e Blastic Plasmacytoid Dendritic Cell Neoplasm. Entrambe colpiscono le cellule del midollo osseo e possono tornare a manifestarsi o non rispondere più ai trattamenti standard. Il nuovo approccio sperimentale utilizza una terapia cellulare, cioè cellule del sistema immunitario modificate in laboratorio per riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Queste cellule modificate, chiamate CARCIK-CD123/33, vengono somministrate al paziente per via endovenosa, cioè attraverso una flebo, in una soluzione pronta per l’infusione.

L’obiettivo principale è valutare se questa terapia può essere somministrata in modo sicuro e se è possibile osservare un beneficio clinico nei pazienti con malattia recidivante o refrattaria. Dopo una fase di valutazione preliminare, i partecipanti ricevono l’infusione e vengono seguiti con visite regolari in cui vengono controllati i segni di eventuali effetti indesiderati, chiamati adverse event, e la comparsa di effetti collaterali gravi che potrebbero limitare la dose, noti come dose limiting toxicity. Durante il periodo di osservazione, i medici monitorano anche la risposta della malattia, ovvero la riduzione delle cellule cancerose nel sangue o nel midollo, attraverso esami del sangue e altre analisi di routine. Il percorso dello studio prevede quindi una fase di ammissione, l’infusione della terapia cellulare e un periodo di monitoraggio che può durare diverse settimane o mesi, con controlli programmati per valutare la sicurezza e l’efficacia del trattamento.

1 preparazione per l'infusione

Dopo aver accettato di partecipare, verranno effettuati esami del sangue e altri test di laboratorio per verificare che sia possibile ricevere la terapia cellulare.

Il personale medico valuterà i risultati per confermare l’idoneità all’infusione di CARCIK‑CD123/33.

2 infusione di CARCIK‑CD123/33

CARCIK‑CD123/33 sarà somministrato tramite infusione endovenosa di una soluzione per infusione.

La dose specifica, la frequenza e la durata dell’infusione saranno determinate dal protocollo di studio e comunicate al paziente prima della procedura.

3 monitoraggio immediato post‑infusione

Subito dopo l’infusione, verrà effettuato un monitoraggio continuo per rilevare eventuali effetti collaterali o reazioni avverse.

Il personale sanitario controllerà i parametri vitali (pressione, frequenza cardiaca, temperatura) e preleverà campioni di sangue per gli esami di routine.

4 valutazione di sicurezza nei primi 28 giorni

Durante i primi 28 giorni dopo l’infusione, verranno effettuate visite programmate per valutare la presenza di tossicità limitante della dose (DLT) e altre eventi avversi.

Saranno eseguiti esami del sangue e analisi di laboratorio ad ogni visita per monitorare eventuali anomalie.

5 valutazione della risposta terapeutica a 28 giorni

Al giorno 28 dall’infusione, il medico valuterà la risposta complessiva al trattamento, includendo i criteri di remissione completa, remissione incompleta e risposta parziale.

Questa valutazione utilizzerà i risultati degli esami del sangue e delle immagini diagnostiche, se necessari.

6 monitoraggio a lungo termine

Dopo la valutazione a 28 giorni, il paziente continuerà a essere seguito per diversi mesi per osservare la persistenza delle cellule CARCIK‑CD123/33 nel sangue e nei tessuti target.

Le visite di follow‑up includeranno ulteriori esami del sangue, analisi di flusso citometrico e test di PCR per misurare il numero di copie del vettore genetico.

Saranno registrati anche eventuali recidive della malattia, nuove terapie antitumorali e la sopravvivenza complessiva.

Chi può partecipare allo studio?

  • Deve essere in grado e disposto a firmare un consenso informato scritto e a seguire le regole dello studio; per i bambini è richiesto anche il loro accordo in base all’età.
  • Il medico deve ritenere che la sua aspettativa di vita sia superiore a 12 settimane.
  • Le donne che possono avere figli devono avere un test di gravidanza negativo, non allattare e utilizzare un metodo di contraccezione efficace (come sterilizzazione, pillola, iniezione, impianto o IUD) oppure astenersi da rapporti sessuali, fino a almeno 12 mesi dopo l’infusione e finché i test di laboratorio non mostrano l’assenza delle cellule modificate (CAR).
  • Gli uomini devono astenersi da rapporti sessuali o usare il preservativo con una donna incinta o potenzialmente fertile per 12 mesi dopo l’infusione e finché i test di laboratorio non mostrano l’assenza delle cellule CAR.
  • Età compresa tra 6 mesi e 17 anni per i bambini, oppure tra 18 e 75 anni per gli adulti.
  • Deve avere una leucemia acuta (AML) o una neoplasia rara (BPDCN) attiva, con presenza di cellule tumorali nel midollo osseo o nel sangue, e non avere opzioni di cura curative con le terapie attualmente disponibili.
  • Deve essere disponibile un donatore haploidentico (parzialmente compatibile, 4 su 8), familiare o non familiare, disposto a donare sangue o linfociti per la produzione delle cellule CARCIKCD123/33.
  • Deve essere disponibile un donatore per il trapianto di cellule staminali (incluso il sangue cordonale) e il paziente deve poter ricevere un successivo alloHCT (trapianto da un donatore).
  • Le cellule tumorali devono mostrare la presenza dei marcatori CD123 e CD33, verificata con il test di flow cytometry (analisi di flusso).
  • Se ha già ricevuto terapie mirate a CD123 o CD33, deve attendere almeno 2 settimane (periodo di “washout”) prima di entrare nello studio.
  • Deve avere un indice di performance ECOG ≤ 2 (per persone ≥ 16 anni) oppure un punteggio Lansky > 50 (per persone < 16 anni), che indica una buona capacità di svolgere le attività quotidiane.
  • Le funzioni dei principali organi (cuore, fegato, reni, ecc.) devono essere considerate soddisfacenti dal medico.

Chi non può partecipare allo studio?

  • Infezione attiva significativa (virus, batteri o funghi) che non è controllata.
  • Malattie concomitanti importanti e non controllate, come diabete, problemi polmonari (bronchospasmo o malattia polmonare ostruttiva) e malattie autoimmuni (il sistema immunitario attacca il proprio corpo).
  • Uso di radioterapia o chemioterapia standard (trattamenti contro il cancro) negli ultimi 2 settimane, eccetto idrossiurea.
  • Uso di terapia sperimentale (farmaci non ancora approvati) negli ultimi 14 giorni o per il periodo corrispondente a cinque volte la loro durata nel corpo.
  • Tossicità da trattamenti anti‑cancro precedenti che non sia migliorata a grado 1 (livello minimo di sintomo), ad eccezione di perdita di capelli, problemi ormonali ben controllati e vitiligine stabili.
  • Trattamento precedente con cellule CAR‑T entro 30 giorni prima della prima infusione dello studio.
  • Storia di reazioni molto gravi (grado 4 o più) di CRS (sindrome da rilascio di citochine) o ICANS (sindrome neuro‑infiammatoria) dopo terapia CAR‑T.
  • Storia di tossicità molto gravi (grado 4 o più) dopo terapie mirate anti‑CD33 o anti‑CD123.
  • Trapianto di cellule staminali (allogenico o autologo) negli ultimi 3 mesi o linfociti donatori (DLI) nell’ultimo mese.
  • GvHD attiva (grado II‑IV) o forma cronica moderata‑grave che richiede farmaci immunosoppressori, nei pazienti precedentemente trapiantati.
  • Somministrazione di un vaccino vivo attenuato entro 4 settimane prima dell’infusione.
  • Infezione attiva da epatite B.
  • Infezione attiva da epatite C, a meno che non sia stata curata con risposta virale sostenuta a 12 o 24 settimane e siano passate almeno 4 settimane dal risultato.
  • Test positivo per HIV (virus dell’immunodeficienza umana).
  • Malattia che progredisce rapidamente e che potrebbe impedire di seguire il protocollo dello studio.
  • Leucemia cerebrale (CNS) non controllata o sintomi neurologici gravi (grado 3).
  • Presenza di anticorpi anti‑HLA specifici del donatore se il trapianto è HLA non compatibile.
  • Altra neoplasia invasiva attiva; solo i carcinomi in situ completamente rimossi senza bisogno di ulteriori trattamenti sono ammessi.
  • Disabilità cardiovascolare grave (classe III/IV secondo la classificazione NYHA), infarto miocardico o ictus entro 30 giorni, aritmie instabili o angina instabile.

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Stato della sperimentazione

Paese Stato dell’arruolamento Inizio dell’arruolamento
Italia Italia
Non ancora reclutando
01.09.2026

Sedi della sperimentazione

CARCIK CD123/33 è una terapia cellulare sperimentale che utilizza cellule immunitarie modificate in laboratorio per riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Le cellule sono “allogeniche”, cioè provengono da un donatore diverso dal paziente, e non sono state alterate con virus. Esse sono state programmate per esprimere due recettori (CD123 e CD33) che le aiutano a individuare le cellule cancerose tipiche della leucemia acuta mieloide (AML) e del neoplasma a plasmacellule dendritiche blastiche (BPDCN). Nel trial le cellule vengono somministrate al paziente mediante infusione endovenosa, e lo studio verifica se questa procedura è fattibile e sicura, osservando eventuali effetti collaterali e la capacità delle cellule di combattere il tumore.

Leucemia mieloide acuta – È una neoplasia del midollo osseo caratterizzata da una rapida proliferazione di cellule immature della linea mieloide. Queste cellule si accumulano nel midollo, riducendo la produzione di globuli rossi, piastrine e globuli bianchi maturi. Man mano che la malattia avanza, le cellule anomale si diffondono nel sangue periferico. La diffusione può estendersi a organi come fegato, milza e sistema nervoso centrale, aggravando i sintomi. Senza interventi, la condizione tende a progredire rapidamente.

Neoplasia dendritica plasmacidoide blastica – È una rara neoplasia delle cellule dendritiche plasmacidoidi, tipicamente presentata con lesioni cutanee. Le cellule tumorali possono infiltrare il midollo osseo, i linfonodi e il sangue. Con il tempo, la malattia si estende a organi interni come fegato e polmoni. La crescita delle cellule anomale compromette la normale produzione di cellule del sangue. Se non controllata, la condizione evolve verso una diffusione sistemica.

ID della sperimentazione:
2025-524977-18-00
Fase della sperimentazione:
Fase I e Fase II (Integrate) – Prima somministrazione sull’uomo

Altre sperimentazioni da considerare

  • Studio randomizzato di fase 3 su venetoclax più combinazione di fludarabina, citarabina e gemtuzumab ozogamicin in bambini con leucemia mieloide acuta recidivante

    In arruolamento

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    Malattie in studio:
    Austria Belgio Cechia Danimarca Finlandia Francia +8
  • Studio sul revumenib in combinazione con la chemioterapia intensiva per pazienti adulti con leucemia mieloide acuta con mutazione NPM1

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    3 1 1
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