Indice dei contenuti
- Che cos’è PRT3789?
- Chi è coinvolto negli studi su PRT3789?
- Come viene somministrato PRT3789 (via e programmazioni)
- Studio di fase 1: PRT3789 da solo e con docetaxel (NCT05639751)
- Studio di fase 2: PRT3789 con pembrolizumab/KEYTRUDA® (NCT06682806)
- Quali risultati misurano questi studi?
- Monitoraggio della sicurezza e classificazione degli effetti collaterali
- PK e PD: come gli investigatori studiano i livelli del farmaco e i suoi effetti
Che cos’è PRT3789?
In queste sperimentazioni cliniche, PRT3789 è descritto come un degradatore di SMARCA2 (chiamato anche “degradatore di proteine mirato a SMARCA2”), il che significa che è progettato per ridurre la proteina SMARCA2 nell’organismo. Gli studi si concentrano sui tumori che presentano alterazioni di SMARCA4, come la perdita di SMARCA4 dovuta a specifiche mutazioni dannose o a una delezione, poiché questi tumori possono dipendere da vie correlate che coinvolgono SMARCA2. [1][2]
Chi è coinvolto negli studi su PRT3789?
Gli studi includono persone con tumore solido avanzato o tumore solido metastatico e una mutazione del gene SMARCA4. “Avanzato” indica generalmente che il cancro è in uno stadio avanzato, mentre “metastatico” significa che si è diffuso ad altre parti del corpo. [1][2]
I tumori specifici elencati negli studi includono i carcinomi polmonari non a piccole cellule (NSCLC) e il cancro esofageo (nello studio di combinazione di fase 2). Queste sperimentazioni non sono limitate a un unico tipo di tumore, purché il tumore sia solido e presenti la mutazione SMARCA4 descritta. [1][2]
Come viene somministrato PRT3789 (via e programmazioni)
PRT3789 è somministrato mediante infusione endovenosa, il che significa che il farmaco viene introdotto direttamente in una vena. Questo metodo consente al team di studio di controllare la somministrazione del farmaco e di raccogliere campioni di sangue a tempi prestabiliti per i test farmacocinetici. [1]
Nello studio PRT3789 più pembrolizumab, PRT3789 viene somministrato una volta alla settimana per 3 settimane, mentre il pembrolizumab è somministrato a 200 mg per infusione endovenosa in 30 minuti ogni 3 settimane. Questo descrive la programmazione della combinazione nello studio. [2]
Studio di fase 1: PRT3789 da solo e con docetaxel (NCT05639751)
Si tratta di uno studio di fase 1, aperto, multicentrico, di prima somministrazione in uomo, con escalation di dose, di PRT3789 somministrato da solo e anche in combinazione con docetaxel. Gli studi di fase 1 si concentrano principalmente sulla valutazione della sicurezza e sulla determinazione della dose appropriata da utilizzare negli studi successivi. [1]
Lo studio include partecipanti con tumori solidi avanzati o metastatici che presentano perdita di SMARCA4 a causa di una mutazione tronca e/o delezione. “Mutazione tronca” è una alterazione genica che può rendere la proteina troppo corta per funzionare correttamente, mentre “delezione” indica l’assenza di materiale genetico. [1]
La sperimentazione valuta dosi crescenti di PRT3789 fino a quando lo studio determina la dose massima tollerata o seleziona una dose raccomandata per la fase 2. La decisione si basa sui risultati di sicurezza (incluse le tossicità dose‑limitanti) insieme alle informazioni PK e PD dei livelli di dose precedenti. [1]
Lo studio prevede di arruolare circa 186 partecipanti attraverso l’escalation di dose in monoterapia, il backfill e i gruppi di combinazione. “Cohort” sono sottogruppi di partecipanti trattati in modo specifico (ad esempio, una determinata dose o combinazione). [1]
Studio di fase 2: PRT3789 con pembrolizumab/KEYTRUDA® (NCT06682806)
Si tratta di uno studio di fase 2, aperto, multicentrico, che testa PRT3789 in combinazione con pembrolizumab in persone con tumori solidi avanzati, recidivanti o metastatici con mutazione SMARCA4. Le sperimentazioni di fase 2 continuano a valutare la sicurezza e a esaminare più approfonditamente l’efficacia del trattamento. [2]
Lo studio descrive PRT3789 come il primo degradatore di proteine mirato a SMARCA2 della sua classe e il pembrolizumab come un potente anticorpo monoclonale IgG4 umanizzato che si lega al recettore PD‑1. “Anticorpo monoclonale” è un tipo di farmaco basato sul sistema immunitario progettato per legarsi a un bersaglio specifico nell’organismo. [2]
Questo studio è suddiviso in due parti: la Parte 1 è una fase di sicurezza preliminare per stabilire la dose di PRT3789 da usare con pembrolizumab, e la Parte 2 è lo studio principale. Gli endpoint primari dello studio principale includono il tasso di risposta obiettiva e la durata della risposta basati sulla valutazione dell’investigatore secondo RECIST v1.1. [2]
Lo studio prevede di arruolare circa 46‑60 pazienti tra la Parte 1 e la Parte 2, a seconda della dose selezionata/approvata nella fase di sicurezza preliminare. [2]
Quali risultati misurano questi studi?
In tutti gli studi, un focus principale è l’identificazione delle tossicità dose‑limitanti e la valutazione della sicurezza mediante la segnalazione degli eventi avversi e la classificazione CTCAE. Nello studio di fase 1, le tossicità dose‑limitanti sono valutate durante un periodo di osservazione di 21 giorni. [1][2]
Per cercare segnali precoci di beneficio del trattamento, le sperimentazioni misurano il tasso di risposta obiettiva usando RECIST v1.1, dove le risposte includono risposta completa e risposta parziale. Queste sono categorie basate su imaging che descrivono se i tumori scompaiono o si riducono di una quantità definita. [1][2]
Gli studi monitorano anche la durata dei benefici mediante risultati come la durata della risposta e la sopravvivenza libera da progressione. Lo studio di fase 1 include la sopravvivenza libera da progressione e il tasso di beneficio clinico (inclusa la malattia stabile duratura per 24 settimane o più), mentre lo studio di fase 2 include la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale. [1][2]
Beneficio clinico può includere la riduzione del tumore (CR/PR) o una malattia stabile che dura almeno 24 settimane, il che significa che il cancro non cresce in modo significativo per quel periodo. [1][2]
Sopravvivenza libera da progressione è il tempo dall’inizio del trattamento nello studio fino a quando il cancro è documentato come peggiorato (progressione) o il paziente muore, secondo le regole dello studio. [1][2]
Sopravvivenza globale (inclusa nello studio di fase 2) è il tempo dalla prima dose fino al decesso per qualsiasi causa. [2]
Monitoraggio della sicurezza e classificazione degli effetti collaterali
Entrambi gli studi valutano la sicurezza registrando gli eventi avversi e classificandoli con il NCI CTCAE. Il CTCAE è un metodo standardizzato per classificare e graduare gli effetti collaterali, in modo che i risultati possano essere confrontati tra pazienti e studi. [1][2]
La sicurezza è inoltre valutata in base al fatto se gli effetti collaterali provocano interruzione della dose, modifica della dose o interruzione del trattamento. Nello studio di fase 1, ciò fa parte della valutazione di sicurezza e tollerabilità durante tutta la durata dello studio; nello studio di fase 2, la modifica della dose a causa di eventi avversi è un risultato specifico. [1][2]
Lo studio di combinazione di fase 2 elenca inoltre i “principali parametri di laboratorio clinico” che vengono monitorati per variazioni e cambiamenti di grado CTCAE, inclusi ALT, AST, bilirubina, creatinina, emoglobina, conta piastrinica, conta neutrofili, conta linfociti e conta leucociti. Questi esami di laboratorio aiutano il team a rilevare segni di stress d’organo (come alterazioni epatiche o renali) e cambiamenti nelle cellule del sangue/immune. [2]
PK e PD: come gli investigatori studiano i livelli del farmaco e i suoi effetti
Entrambi gli studi misurano la farmacocinetica (PK), che descrive i livelli del farmaco nel sangue nel tempo. I risultati PK riportati includono la concentrazione plasmatica massima osservata e l’area sotto la curva, e nello studio di fase 2 includono anche il tempo di concentrazione massima e l’emivita usando metodi non compartimentali standard. [1][2]
Lo studio di fase 1 valuta anche la farmacodinamica (PD) e l’engagement del bersaglio valutando la proteina SMARCA2 nei PBMC (cellule immunitarie prelevate dal sangue) e nel tessuto tumorale. Questo ha lo scopo di dimostrare se PRT3789 sta influenzando il suo bersaglio previsto nell’organismo. [1]



