Lo studio clinico si concentra su persone con disturbi depressivi che attualmente non mostrano sintomi attivi della malattia. L’obiettivo è esaminare il modo migliore per interrompere in sicurezza l’uso di antidepressivi in questi individui. I farmaci coinvolti nello studio includono amitriptilina, fluoxetina, paroxetina, escitalopram, citalopram, vortioxetina, sertralina e venlafaxina. Questi farmaci sono comunemente usati per trattare la depressione e appartengono a diverse classi di antidepressivi, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e gli inibitori della ricaptazione della serotonina e noradrenalina (SNRI).
Lo scopo principale dello studio è confrontare due metodi di riduzione graduale del farmaco: uno che segue un approccio iperbolico e uno che segue un approccio lineare. Questo significa che i partecipanti ridurranno gradualmente la dose del loro antidepressivo secondo uno dei due metodi, per vedere quale sia più efficace nel prevenire la necessità di riprendere il farmaco. Durante lo studio, i partecipanti saranno monitorati per un periodo di 16 settimane dopo l’interruzione del farmaco per valutare se riescono a smettere di assumere l’antidepressivo senza ricadute o sintomi di astinenza significativi.
Lo studio non solo mira a determinare quale metodo di riduzione sia più sicuro ed efficace, ma anche a capire meglio come le persone reagiscono alla sospensione degli antidepressivi. Questo potrebbe aiutare a migliorare le linee guida per la gestione della sospensione dei farmaci antidepressivi in futuro. I partecipanti saranno seguiti attentamente per monitorare eventuali sintomi di astinenza o ricadute della depressione, e saranno fornite strategie di supporto se necessario.

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