Lo studio riguarda il parto e si concentra su donne in gravidanza che devono essere indotte al travaglio. L’obiettivo è valutare l’efficacia di due trattamenti per facilitare un parto spontaneo, cioè un parto che avviene senza interventi chirurgici come il taglio cesareo. I trattamenti in esame sono il bicarbonato di sodio assunto per via orale e il bromuro di butilscopolamina somministrato per via endovenosa. Il bicarbonato di sodio è un composto chimico spesso usato come antiacido, mentre il bromuro di butilscopolamina è un farmaco che può aiutare a rilassare i muscoli.
Lo studio è progettato in modo che le partecipanti siano divise in quattro gruppi, con alcuni che riceveranno i trattamenti attivi e altri che riceveranno un placebo, una sostanza senza effetto terapeutico. Questo approccio aiuta a confrontare i risultati tra chi riceve il trattamento e chi no. Le partecipanti non sapranno quale trattamento stanno ricevendo, rendendo lo studio “in doppio cieco”.
Il corso dello studio prevede che le partecipanti ricevano i trattamenti durante il processo di induzione del travaglio. L’obiettivo principale è vedere se i trattamenti possono aumentare la probabilità di un parto spontaneo rispetto a un parto operativo, che include interventi come il taglio cesareo o l’uso di strumenti come ventose o forcipe. Lo studio si svolgerà fino al 2025, con l’inizio del reclutamento delle partecipanti previsto per il 2023.

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