Indice
- Panoramica dei trial
- Studio nel cancro alla prostata
- Studio nei tumori delle vie biliari
- Studio nel travaglio e nel parto
- Esiti principali misurati
- Chi può partecipare
- Termini utili per capire i trial
Panoramica dei trial
Nei dati forniti, Hyoscine Butylbromide compare in tre studi clinici autorizzati e tutti sono in fase 3, cioè una fase avanzata di ricerca clinica in cui si valutano risultati importanti per i pazienti.[1][2][3]
Questi studi non hanno tutti lo stesso obiettivo: uno riguarda il cancro alla prostata, uno i tumori delle vie biliari e uno il travaglio indotto in gravidanza.[1][2][3]
Studio nel cancro alla prostata
Il trial 2022-501892-14-00 studia persone con cancro alla prostata ad alto rischio e valuta la precisione di PSMA-PET e mpMRI per identificare e delimitare le lesioni più importanti dentro la prostata, confrontando i risultati con l’istopatologia.[1]
L’istopatologia è l’analisi del tessuto al microscopio, usata qui come riferimento per vedere quanto bene gli esami di imaging individuano le lesioni aggressive.[1]
In questo studio sono presenti anche altri interventi, tra cui Buscopan, ma l’obiettivo dichiarato è la valutazione dell’accuratezza di PSMA-PET e mpMRI rispetto al tessuto analizzato dopo il trattamento o la procedura prevista dal protocollo.[1]
Lo studio è interventistico e prevede 20 partecipanti autorizzati.[1]
Studio nei tumori delle vie biliari
Il trial 2023-507938-24-00 riguarda pazienti con colangiocarcinoma, cioè un tumore delle vie biliari, in particolare casi potenzialmente resecabili, quindi operabili secondo la valutazione clinica.[2]
Lo scopo principale è valutare l’accuratezza diagnostica della PET-CT con [18F]F-FAPI, aggiunta all’imaging preoperatorio standard, per aiutare la gestione dei pazienti prima dell’intervento.[2]
Gli esiti principali sono sensibilità, specificità, valore predittivo positivo e valore predittivo negativo, cioè misure che dicono quanto bene il test individua correttamente la malattia e quanto bene esclude chi non ce l’ha.[2]
Questo studio è di fase 3, interventistico, autorizzato e prevede 81 partecipanti.[2]
Studio nel travaglio e nel parto
Il trial NCT05719467 studia donne in gravidanza con induzione del travaglio e valuta se l’uso di butylscopolamine bromide per via endovenosa, insieme ad altri confronti nello studio, aiuti a favorire il parto spontaneo invece del parto operativo.[3]
Il parto operativo, come definito nel trial, include il taglio cesareo, il vacuum o il forcipe.[3]
Lo studio è descritto come doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo e a quattro bracci, cioè con gruppi diversi di trattamento assegnati in modo casuale e con confronto rispetto a compresse placebo.[3]
L’obiettivo è capire se la strategia studiata possa aumentare la probabilità di un parto spontaneo nelle partecipanti sottoposte a induzione del travaglio.[3]
Questo trial è di fase 3, interventistico, autorizzato e molto ampio, con 3000 partecipanti previste.[3]
Esiti principali misurati
Gli esiti dei trial cambiano in base alla malattia studiata, ma tutti servono a misurare un risultato clinico concreto.[1][2][3]
- Nel cancro alla prostata, l’esito principale è l’identificazione delle lesioni aggressive o di parti di lesione definite spazialmente, confrontate con l’istopatologia.[1]
- Nei tumori delle vie biliari, gli esiti principali sono sensibilità, specificità e valori predittivi del test di imaging.[2]
- Nel parto, l’esito principale è la proporzione di parto spontaneo rispetto al parto operativo.[3]
Chi può partecipare
I partecipanti dipendono dalla condizione studiata e non sono uguali in tutti i trial.[1][2][3]
- Trial prostata: persone con cancro alla prostata ad alto rischio.[1]
- Trial vie biliari: pazienti con colangiocarcinoma potenzialmente resecabile, inclusi tumori intraepatici, perihilari e della colecisti secondo il riassunto dello studio.[2]
- Trial parto: donne in gravidanza con induzione del travaglio.[3]
Termini utili per capire i trial
PSMA-PET e mpMRI sono due esami di imaging usati per vedere meglio le lesioni nella prostata e confrontarne la precisione con il tessuto analizzato al microscopio.[1]
PET-CT è un esame che unisce due tecniche di imaging per ottenere informazioni più complete sui tumori delle vie biliari.[2]
Randomizzato significa che i partecipanti vengono assegnati ai gruppi in modo casuale, così il confronto tra i trattamenti è più affidabile.[3]
Doppio cieco significa che né i partecipanti né i ricercatori sanno chi riceve quale trattamento, per ridurre i bias, cioè gli errori dovuti alle aspettative.[3]
Placebo è una sostanza senza principio attivo usata come confronto per capire se il trattamento studiato ha davvero un effetto.[3]





