Tuvusertib

Questo articolo riassume gli studi clinici su Tuvusertib. I trial stanno valutando efficacia, sicurezza e dose in persone con tumori specifici, tra cui astrocytoma recidivante, carcinoma mammario avanzato e carcinoma ovarico epiteliale. I risultati aiutano a capire quali pazienti possono trarre beneficio e quali combinazioni o dosi sono più adatte.

Indice

Panoramica dei trial su Tuvusertib

Nei dati forniti, Tuvusertib viene studiato in tre trial clinici diversi, tutti in stato di Authorised[1][2][3].

Questi studi sono interventistici, cioè i partecipanti ricevono un trattamento assegnato dallo studio, e non solo osservazione[1][2][3].

Le malattie studiate sono molto diverse tra loro: un tumore del cervello, un tumore della mammella e un tumore dell’ovaio[1][2][3].

Studio nell’astrocytoma recidivante

Il primo studio è una fase 2 prospettica sull’efficacia di Tuvusertib in persone con astrocytoma recidivante, cioè un tumore cerebrale che è tornato dopo un trattamento precedente[1].

Lo studio riguarda pazienti con mutazioni IDH1/2, ATRX e p53, quindi con caratteristiche molecolari precise del tumore[1].

L’obiettivo principale è valutare l’efficacia della monoterapia con Tuvusertib, cioè Tuvusertib usato da solo, nella prima recidiva della malattia[1].

Il risultato principale è la sopravvivenza libera da progressione a 6 mesi, cioè la percentuale di pazienti vivi e senza peggioramento della malattia dopo 6 mesi dalla prima dose[1].

La valutazione del tumore viene fatta con la risonanza magnetica e con i criteri RANO 2.0, usati per i tumori cerebrali[1].

Lo studio prevede 56 partecipanti[1].

Studio nel carcinoma mammario avanzato

Il secondo studio è uno studio di fase 1/2 su Tuvusertib, chiamato anche M1774, in combinazione con fulvestrant nel carcinoma mammario avanzato[2].

Il tumore deve essere HR+ e HER2-negativo, e deve essere resistente a una terapia precedente con inibitore di CDK4/6 più un inibitore dell’aromatasi[2].

La parte di fase 1 serve a trovare la dose massima tollerata e la dose raccomandata per la fase 2, cioè la dose che sembra più adatta da portare avanti nello studio[2].

La parte di fase 2 valuta ancora sicurezza e tollerabilità, ma anche un primo segnale di efficacia, chiamato clinical benefit rate, cioè la percentuale di persone che ottengono un beneficio clinico dallo studio[2].

Tra i risultati principali c’è anche l’incidenza della dose-limiting toxicity, cioè degli effetti indesiderati che possono limitare la dose usata[2].

Lo studio prevede 57 partecipanti[2].

Studio nel carcinoma ovarico epiteliale

Il terzo studio valuta Tuvusertib in persone con carcinoma ovarico epiteliale che è peggiorato dopo una terapia precedente con inibitori PARP[3].

Lo studio è di fase 2 e confronta diverse combinazioni: Tuvusertib con niraparib e Tuvusertib con lartesertib, oltre a una parte che valuta Tuvusertib da solo[3].

La prima parte dello studio serve a scegliere la combinazione migliore per la seconda parte, guardando sia l’efficacia sia la sicurezza[3].

La seconda parte valuta due dosi della combinazione scelta e la monoterapia, per capire se la combinazione funziona meglio del trattamento da solo e per aiutare a scegliere la dose raccomandata[3].

Il risultato principale è la risposta obiettiva secondo RECIST v1.1, cioè una misura standard per vedere se il tumore si riduce[3].

Lo studio misura anche gli eventi avversi, compresi quelli seri e quelli considerati legati al trattamento[3].

Lo studio prevede 130 partecipanti[3].

Chi può partecipare e come vengono scelti i pazienti

In questi trial non possono partecipare tutti: ogni studio ha criteri molto precisi basati sul tipo di tumore e sulle sue caratteristiche biologiche[1][2][3].

Nel trial sull’astrocytoma servono mutazioni specifiche del tumore, mentre negli altri studi contano il tipo di tumore e la risposta a trattamenti precedenti[1][2][3].

Questo significa che i ricercatori cercano gruppi di pazienti molto selezionati, per capire meglio se Tuvusertib può dare beneficio in situazioni cliniche ben definite[1][2][3].

Quali risultati misurano i ricercatori

Un endpoint è il risultato principale che uno studio vuole misurare, per capire se il trattamento sta funzionando[1][2][3].

Nello studio sull’astrocytoma, l’endpoint principale è la sopravvivenza libera da progressione a 6 mesi[1].

Nello studio sul carcinoma mammario avanzato, gli endpoint principali includono la tossicità limitante la dose e, nella parte di fase 2, il beneficio clinico[2].

Nello studio sul carcinoma ovarico, gli endpoint principali includono la risposta obiettiva e la frequenza di eventi avversi, compresi quelli seri o legati al trattamento[3].

Fasi degli studi e cosa significano

La fase 1 serve soprattutto a capire sicurezza, tollerabilità e dose da usare nello studio successivo[2].

La fase 2 serve soprattutto a vedere se il trattamento sembra efficace nel gruppo di pazienti scelto[1][3].

Uno studio di fase 1/2 unisce questi due passaggi: prima si studia la dose e poi si approfondisce l’efficacia[2].

Nel complesso, i trial su Tuvusertib stanno cercando di capire in quali tumori e in quali pazienti il trattamento possa avere un ruolo, con attenzione particolare a sicurezza, dose e primi segnali di beneficio[1][2][3].

Trial IDPhaseCondition studiedStatusEnrollment
2025-521843-19-00Phase 2Recurrent IDH1/2-mutated, ATRX-mutated and p53-mutated astrocytomaAuthorised56
NCT05986071Phase 1Advanced breast cancer, HR+/HER2- and resistant to CDK4/6 inhibitor plus aromatase inhibitor therapyAuthorised57
2024-511202-23-00Phase 2Epithelial ovarian cancer progressed on prior PARP inhibitor therapyAuthorised130

Sperimentazioni cliniche in corso su Tuvusertib

  • Studio sull’efficacia del tuvusertib in pazienti con astrocitoma ricorrente con mutazioni IDH, ATRX e p53

    In arruolamento

    1 1
    Farmaci in studio:
    Spagna
  • Studio su Tuvusertib e Fulvestrant per il trattamento del cancro al seno avanzato resistente a terapie endocrine in pazienti con specifiche alterazioni molecolari

    In arruolamento

    1 1 1
    Farmaci in studio:
    Francia
  • Studio su tuvusertib combinato con niraparib o lartesertib per pazienti con tumore ovarico epiteliale peggiorato dopo terapia con inibitori PARP

    Arruolamento concluso

    1 1 1
    Malattie in studio:
    Belgio Danimarca Francia Germania Italia Paesi Bassi +2

Glossario

  • Fase 1: Prima parte di uno studio clinico. Serve soprattutto a capire la sicurezza del trattamento e a trovare la dose più adatta.
  • Fase 2: Parte dello studio che valuta soprattutto se il trattamento funziona nel tipo di tumore studiato.
  • Efficacia: Quanto bene un trattamento aiuta a controllare la malattia o a ridurre i segni del tumore.
  • Sicurezza: Quanto il trattamento è tollerato e quali problemi possono comparire durante lo studio.
  • Tollerabilità: Quanto bene una persona riesce a sopportare il trattamento senza effetti troppo difficili da gestire.
  • Progression-free survival (PFS): Tempo in cui la malattia non peggiora dopo l’inizio del trattamento.
  • RANO 2.0: Un insieme di criteri usati dai medici per valutare se un tumore cerebrale è cambiato o è peggiorato.
  • MRI: Risonanza magnetica. È un esame che crea immagini dettagliate del corpo o del cervello.
  • Objective Response (OR): Misura di quante persone hanno una riduzione visibile del tumore secondo criteri standard.
  • RECIST v1.1: Regole standard usate per misurare la risposta del tumore ai trattamenti.
  • Dose-limiting toxicity: Effetto indesiderato abbastanza importante da limitare la dose che può essere usata nello studio.
  • Homologous recombination deficiency (HRD): Alterazione in un sistema di riparazione del DNA. Nei trial è usata come caratteristica del tumore per selezionare i partecipanti.

Riferimenti

  1. https://clinicaltrials.gov/study/2025-521843-19-00
  2. https://studi-clinici.it/studio/studio-su-tuvusertib-e-fulvestrant-per-il-trattamento-del-cancro-al-seno-avanzato-resistente-a-terapie-endocrine-in-pazienti-con-specifiche-alterazioni-molecolari/
  3. https://clinicaltrials.gov/study/2024-511202-23-00