Il vomito è un sintomo che può verificarsi in diversi contesti clinici, dalla chirurgia bariatrica alla chemioterapia. Attualmente sono in corso 2 studi clinici che valutano nuove strategie per prevenire nausea e vomito in pazienti adulti e pediatrici. Questo articolo presenta informazioni dettagliate su questi studi e su come potrebbero migliorare la qualità di vita dei pazienti.
Studi Clinici in Corso sul Vomito: Nuove Prospettive per la Prevenzione
Il vomito rappresenta una complicanza frequente in ambito chirurgico e oncologico, con un impatto significativo sul recupero post-operatorio e sulla tollerabilità dei trattamenti chemioterapici. Gli studi clinici attualmente in corso stanno valutando l’efficacia di farmaci antiemetici, in particolare aprepitant e fosaprepitant, per prevenire questo sintomo debilitante in diverse popolazioni di pazienti.
Nel sistema sono disponibili 2 studi clinici focalizzati sulla prevenzione del vomito. Di seguito vengono presentati in dettaglio entrambi gli studi, con informazioni sui criteri di partecipazione, i farmaci studiati e gli obiettivi della ricerca.
Studi Clinici Disponibili
Studio sull’Aprepitant per la Prevenzione di Nausea e Vomito Dopo Chirurgia Bariatrica nei Pazienti
Localizzazione: Estonia
Questo studio clinico si concentra sulla valutazione dell’efficacia dell’aprepitant nella prevenzione della nausea e del vomito post-operatori (PONV) dopo interventi di chirurgia bariatrica. La chirurgia bariatrica comprende diverse procedure chirurgiche che aiutano nella perdita di peso attraverso modifiche al sistema digestivo. La PONV è una complicanza comune che può causare disagio e ritardare il recupero del paziente.
Lo studio prevede la somministrazione di aprepitant o placebo ai partecipanti sottoposti a diversi tipi di chirurgia bariatrica, tra cui gastrectomia a manica laparoscopica, bypass gastrico Roux-en-Y o mini bypass gastrico con una anastomosi. I ricercatori monitoreranno l’incidenza e la gravità della PONV, utilizzando scale di valutazione come la scala numerica (NRS) e la scala di Rhodes, oltre alla necessità di farmaci aggiuntivi per gestire i sintomi.
Criteri di inclusione principali:
- Pazienti programmati per chirurgia bariatrica
- Età di 18 anni o superiore
- Almeno 2 fattori di rischio per PONV (sesso femminile, non fumatori, uso di oppioidi post-operatori, precedente esperienza di PONV, intervento di durata superiore a 1 ora)
- BMI (Indice di Massa Corporea) superiore a 30
Il farmaco viene somministrato per via orale in capsule: 125 mg prima dell’intervento e 80 mg dopo l’operazione. Lo studio valuterà anche la durata della permanenza in sala di risveglio e in ospedale, oltre alla soddisfazione dei pazienti nel periodo post-operatorio.
Studio sull’Efficacia di Aprepitant e Fosaprepitant nella Prevenzione di Nausea e Vomito in Bambini Sottoposti a Chemioterapia
Localizzazione: Paesi Bassi
Questo studio clinico pediatrico indaga la prevenzione della nausea e del vomito indotti dalla chemioterapia (CINV) nei bambini. La ricerca valuta l’uso di due farmaci correlati: fosaprepitant e aprepitant, per determinare se un’estensione della durata del trattamento possa migliorare la prevenzione della nausea e del vomito rispetto alla terapia standard attuale.
Lo studio presenta un disegno particolare in cui ogni bambino riceve sia il farmaco che il placebo in cicli diversi di chemioterapia, permettendo un confronto diretto degli effetti. Il trattamento dura fino a otto giorni durante ogni ciclo chemioterapico. L’aprepitant viene somministrato per via orale in capsule, mentre il fosaprepitant viene somministrato per via endovenosa.
Criteri di inclusione principali:
- Età compresa tra 6 mesi e 18 anni
- Diagnosi documentata di neoplasia maligna
- Chemioterapia moderatamente o altamente emetogena per almeno 4 giorni
- Punteggio Karnofsky ≥60 (per pazienti oltre i 16 anni) o punteggio Lansky Play ≥60 (per pazienti di 16 anni o meno)
- Aspettativa di vita di almeno 3 mesi
- Funzionalità renale ed epatica adeguate
I ricercatori utilizzeranno strumenti specifici per la valutazione pediatrica come il Pediatric Nausea Assessment Tool (PeNAT) e le Baxter Retching Faces (BARF) per monitorare l’efficacia del trattamento. L’obiettivo principale è determinare se l’uso prolungato di questi farmaci possa prevenire più efficacemente la nausea e il vomito ritardato che si manifesta oltre 24 ore dopo la chemioterapia.
Meccanismo d’Azione dei Farmaci Studiati
Sia l’aprepitant che il fosaprepitant appartengono alla classe farmacologica degli antagonisti dei recettori della neurochinina-1 (NK1). Questi farmaci agiscono bloccando i recettori NK1 nel cervello, che sono coinvolti nell’attivazione del riflesso del vomito. Bloccando questi segnali cerebrali che scatenano la nausea e il vomito, questi farmaci aiutano i pazienti a sentirsi più confortevoli dopo l’intervento chirurgico o durante la chemioterapia.
Il fosaprepitant è una formulazione endovenosa che viene convertita in aprepitant nell’organismo, mentre l’aprepitant viene somministrato direttamente per via orale. Entrambi i farmaci sono già riconosciuti nella letteratura medica come efficaci nella prevenzione della nausea e del vomito, ma questi studi mirano a ottimizzare la durata e le modalità di somministrazione in popolazioni specifiche.
Riepilogo e Considerazioni Finali
Gli studi clinici attualmente in corso sul vomito rappresentano un importante passo avanti nella gestione di questo sintomo debilitante. Entrambi gli studi si concentrano sull’ottimizzazione dell’uso di farmaci antiemetici in contesti clinici specifici: uno nel periodo post-operatorio dopo chirurgia bariatrica e l’altro durante la chemioterapia pediatrica.
È interessante notare che entrambi gli studi utilizzano farmaci della stessa classe farmacologica (antagonisti NK1), ma con approcci diversi. Lo studio estone valuta l’aprepitant in pazienti adulti obesi sottoposti a chirurgia maggiore, mentre lo studio olandese si concentra sulla popolazione pediatrica oncologica, esplorando se un’estensione della durata del trattamento possa fornire una protezione superiore contro la CINV ritardata.
Questi studi potrebbero portare a miglioramenti significativi nella qualità di vita dei pazienti, riducendo il disagio associato alla nausea e al vomito e potenzialmente accelerando il recupero post-operatorio o migliorando la tollerabilità della chemioterapia. I pazienti interessati a partecipare a questi studi dovrebbero consultare il proprio medico per verificare l’idoneità e discutere i potenziali benefici e rischi della partecipazione.


