I tumori del paraganglio, noti come paragangliomi, sono neoplasie rare che si sviluppano dalle cellule del sistema nervoso autonomo. Attualmente sono in corso 3 studi clinici dedicati a queste patologie, focalizzati su nuove terapie mirate e tecniche diagnostiche avanzate per migliorare il trattamento e la diagnosi di questi tumori.
Studi clinici in corso sul tumore del paraganglio
I paragangliomi rappresentano un gruppo di tumori neuroendocrini rari che possono svilupparsi in diverse parti del corpo. La ricerca medica sta attualmente valutando nuove strategie terapeutiche e diagnostiche attraverso studi clinici che coinvolgono terapie radiometaboliche mirate e tecniche di imaging innovative. Questi studi offrono ai pazienti l’opportunità di accedere a trattamenti sperimentali promettenti e contribuiscono al progresso della comprensione scientifica di queste patologie complesse.
Panoramica degli studi clinici disponibili
Nel database europeo degli studi clinici sono attualmente registrati 3 studi clinici dedicati al tumore del paraganglio. Questi studi valutano approcci terapeutici innovativi basati sulla terapia radiometabolica con recettori peptidici (PRRT) e nuove metodiche di imaging molecolare. Le ricerche sono condotte in diversi paesi europei, tra cui Italia, Francia, Polonia, Spagna e Paesi Bassi, rendendo queste opportunità accessibili a pazienti di varie nazionalità.
Studi clinici attivi
Studio sull’efficacia del Lutezio (177Lu) Edotreotide per pazienti con tumori neuroendocrini e altri tumori SSTR-positivi
Localizzazione: Italia
Questo studio clinico si concentra sulla valutazione dell’efficacia del 177Lu-DOTATOC, una terapia radiometabolica mirata, nel trattamento di tumori neuroendocrini e altri tumori che esprimono i recettori della somatostatina (SSTR). Lo studio include specificamente pazienti con feocromocitomi e paragangliomi, oltre a tumori neuroendocrini broncopolmonari.
Il trattamento prevede la somministrazione di una soluzione contenente 177Lu-DOTATOC attraverso infusione endovenosa. Questa terapia innovativa funziona legandosi selettivamente ai recettori SSTR presenti sulla superficie delle cellule tumorali, permettendo alla componente radioattiva di distruggere le cellule cancerose minimizzando i danni ai tessuti sani circostanti.
Criteri di inclusione principali:
- Età minima di 18 anni
- Diagnosi confermata di tumore neuroendocrino o altro tumore SSTR2-positivo
- Malattia progressiva negli ultimi 12 mesi che non risponde ai trattamenti standard
- Captazione significativa del tracciante negli esami di imaging
- Aspettativa di vita superiore a 6 mesi
- Performance status ECOG pari o inferiore a 2
- Funzionalità ematica, epatica e renale adeguate
Durante lo studio, i pazienti vengono sottoposti a valutazioni regolari che includono questionari standardizzati sulla qualità della vita e test di imaging come risonanza magnetica o TAC per monitorare la risposta al trattamento. L’obiettivo primario è valutare il tasso di controllo della malattia, che comprende risposta completa, risposta parziale o malattia stabile.
Studio sulla sicurezza del Lutezio (177Lu) Oxodotreotide, L-Lisina Cloridrato e L-Arginina Cloridrato negli adolescenti con tumori neuroendocrini e PPGL
Localizzazione: Francia, Polonia, Spagna
Questo studio rappresenta una ricerca pionieristica focalizzata sulla valutazione della sicurezza del Lutathera (lutezio-177 oxodotreotide) in pazienti adolescenti affetti da tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici (GEP-NET), feocromocitomi e paragangliomi. Si tratta di uno studio particolarmente importante poiché si rivolge a una popolazione pediatrica, per la quale le opzioni terapeutiche sono spesso limitate.
Il protocollo prevede la somministrazione endovenosa di Lutathera in combinazione con LysaKare, una soluzione contenente L-lisina cloridrato e L-arginina cloridrato. Questi aminoacidi svolgono un ruolo protettivo fondamentale per i reni durante il trattamento radiometabolico, riducendo l’assorbimento renale della radiazione.
Criteri di inclusione principali:
- Età compresa tra 12 e 17 anni al momento dell’arruolamento
- Diagnosi istologicamente confermata di GEP-NET o PPGL metastatico o non resecabile chirurgicamente
- Presenza di recettori della somatostatina confermata da imaging specifico eseguito entro 3 mesi dall’arruolamento
- Captazione tumorale del tracciante pari o superiore a quella del fegato normale
- Punteggio di Karnofsky o Lansky Play-Performance Scale pari o superiore a 50
- Consenso informato firmato dal genitore o tutore legale
Lo studio prevede un monitoraggio esteso fino a 36 mesi per valutare la sicurezza a breve e lungo termine del trattamento. Gli obiettivi primari includono la valutazione delle dosi di radiazione assorbite da organi critici come reni e midollo osseo, nonché il monitoraggio di eventuali eventi avversi o anomalie di laboratorio. Il follow-up a lungo termine si estende fino a cinque anni dopo l’ultima dose per garantire un’accurata valutazione della sicurezza nel tempo.
Studio sull’utilizzo dell’imaging PET/TC con Exenatide per la rilevazione di paragangliomi nei pazienti
Localizzazione: Paesi Bassi
Questo studio innovativo valuta una nuova tecnica di imaging molecolare per la diagnosi dei paragangliomi. La ricerca si concentra sull’utilizzo della PET/TC con 68Ga-exendin-4, un tracciante che si lega ai recettori GLP-1R presenti su questi tumori, offrendo potenzialmente una metodica diagnostica più specifica e sensibile rispetto alle tecniche convenzionali.
Il protocollo prevede l’iniezione endovenosa di 68Ga-exendin-4 seguita da una scansione PET/TC che combina la tomografia a emissione di positroni con la tomografia computerizzata per creare immagini dettagliate del corpo. Questo approccio permette di visualizzare i paragangliomi con elevata precisione, facilitando la pianificazione terapeutica e chirurgica.
Criteri di inclusione principali:
- Diagnosi confermata di paraganglioma con presenza di un singolo tumore all’imaging diagnostico standard
- Assenza di segni di malattia metastatica
- Esecuzione di TAC e SSTR PET/TC come parte della diagnostica standard
- Programmazione di intervento chirurgico
- Capacità di comprendere e firmare il consenso informato
Gli obiettivi dello studio includono la determinazione del tasso di rilevazione dei paragangliomi con questa nuova tecnica, l’identificazione del momento ottimale per l’acquisizione delle immagini e il confronto dei parametri quantitativi con altre metodiche di imaging. Inoltre, i ricercatori analizzeranno la correlazione tra l’espressione del recettore GLP-1R, la captazione del tracciante e le caratteristiche genetiche e istologiche dei tumori, contribuendo a una migliore comprensione della biologia di questi rari tumori.
Considerazioni sui trattamenti sperimentali
Le terapie radiometaboliche rappresentano un approccio innovativo nel trattamento dei tumori neuroendocrini e dei paragangliomi. Il lutezio-177, utilizzato in due degli studi presentati, emette radiazioni beta che hanno un raggio d’azione limitato (circa 2 millimetri), permettendo di distruggere selettivamente le cellule tumorali che esprimono i recettori della somatostatina, preservando i tessuti sani circostanti.
Questi trattamenti sono particolarmente promettenti per pazienti con malattia avanzata o metastatica che non risponde alle terapie convenzionali. La possibilità di trattare anche pazienti adolescenti, come previsto nel secondo studio, rappresenta un importante progresso nella cura di queste patologie rare in età pediatrica.
Importanza dell’imaging molecolare
L’imaging molecolare con traccianti specifici sta rivoluzionando la diagnosi dei tumori neuroendocrini e dei paragangliomi. La PET/TC con 68Ga-exendin-4 rappresenta un esempio di come la medicina nucleare stia sviluppando strumenti sempre più sofisticati per identificare questi tumori in fase precoce e caratterizzarli molecolarmente.
Una diagnosi accurata è fondamentale per pianificare la strategia terapeutica più appropriata, sia essa chirurgica, medica o radiometabolica. Le tecniche di imaging avanzate permettono inoltre di monitorare la risposta al trattamento e di identificare precocemente eventuali recidive o progressioni della malattia.
Riepilogo
Gli studi clinici attualmente in corso sul tumore del paraganglio offrono importanti opportunità sia terapeutiche che diagnostiche per i pazienti affetti da queste rare neoplasie. La terapia radiometabolica con lutezio-177 si sta dimostrando promettente nel trattamento di paragangliomi e feocromocitomi, particolarmente quando questi tumori esprimono recettori della somatostatina.
Un aspetto particolarmente rilevante è l’inclusione di pazienti adolescenti in uno degli studi, colmando una lacuna importante nella ricerca clinica pediatrica. La protezione renale con aminoacidi durante la terapia radiometabolica rappresenta un importante progresso nella riduzione degli effetti collaterali del trattamento.
Sul fronte diagnostico, lo sviluppo di nuove tecniche di imaging molecolare come la PET/TC con 68Ga-exendin-4 promette di migliorare significativamente la capacità di identificare e caratterizzare i paragangliomi, facilitando decisioni terapeutiche più mirate e personalizzate.
I pazienti interessati a partecipare a questi studi dovrebbero discutere con il proprio medico specialista le opportunità disponibili, considerando i criteri di eleggibilità specifici e valutando attentamente benefici e rischi potenziali della partecipazione a una sperimentazione clinica. La collaborazione tra centri di ricerca europei garantisce standard elevati di sicurezza e qualità nella conduzione di questi importanti studi.













