La strongiloidiasi è un’infezione parassitaria che può rimanere silente per anni ma diventare grave in persone immunocompromesse. Attualmente è in corso uno studio clinico in Spagna che valuta l’efficacia dell’ivermectina nel trattamento di questa malattia negli adulti con sistema immunitario normale.
Studi Clinici in Corso sulla Strongiloidiasi
La strongiloidiasi è un’infezione causata da un verme parassita, prevalentemente presente nelle regioni tropicali e subtropicali. Molte persone affette da questa condizione non manifestano sintomi, mentre altre possono presentare lievi disturbi gastrointestinali, sintomi respiratori ed eruzioni cutanee. La malattia può diventare grave negli individui con sistema immunitario indebolito, come coloro che assumono corticosteroidi o che hanno ricevuto un trapianto d’organo. Il parassita può persistere nell’organismo per molti anni, spesso senza causare sintomi evidenti.
Attualmente è disponibile 1 studio clinico attivo per la strongiloidiasi, che viene descritto in dettaglio di seguito.
Studio Clinico Disponibile
Studio sull’Ivermectina per il Trattamento della Strongiloidiasi negli Adulti con Funzione Immunitaria Normale
Localizzazione: Spagna
Questo studio clinico si concentra sul trattamento della strongiloidiasi, una malattia causata da un parassita comunemente presente nelle regioni tropicali e subtropicali. Lo studio utilizza un farmaco chiamato ivermectina, che è un agente antiparassitario.
L’obiettivo principale della ricerca è valutare l’efficacia e la sicurezza di una dose fissa singola di 18 mg di ivermectina rispetto a una dose aggiustata in base al peso del paziente. Lo scopo è determinare se entrambi i metodi di dosaggio forniscano la stessa risposta nel trattamento della strongiloidiasi non complicata negli adulti con sistema immunitario sano.
Criteri di inclusione:
- Età di 18 anni o superiore
- Firma del consenso informato
- Diagnosi di strongiloidiasi confermata attraverso il ritrovamento delle larve del parassita negli esami delle feci o in colture specifiche, oppure test sierologico ELISA positivo con indice di 2 o superiore
- Residenza attuale in un’area senza trasmissione attiva della strongiloidiasi
Criteri di esclusione:
- Sistema immunitario indebolito
- Assunzione attuale di corticosteroidi
- Trapianto d’organo precedente
- Gravidanza o allattamento
- Altre condizioni di salute gravi che potrebbero interferire con lo studio
- Impossibilità di seguire le procedure dello studio
Farmaco in studio: L’ivermectina viene utilizzata nello studio per trattare la strongiloidiasi non complicata. Questo farmaco funziona paralizzando e uccidendo i parassiti, aiutando ad eliminare l’infezione dall’organismo. L’ivermectina viene somministrata per via orale sotto forma di compresse.
Procedura dello studio:
- Dopo la firma del consenso informato e la conferma dell’idoneità, viene effettuata una valutazione iniziale della salute
- Somministrazione di una dose fissa singola di 18 mg di ivermectina per via orale
- Appuntamenti di follow-up regolari per monitorare la salute e valutare la risposta al trattamento
- L’obiettivo primario è determinare la proporzione di pazienti che raggiungono la guarigione microbiologica a 6 mesi dal trattamento
- Lo studio dovrebbe concludersi entro il 27 ottobre 2026
Riepilogo
Attualmente è disponibile un unico studio clinico per il trattamento della strongiloidiasi, condotto in Spagna. Questo studio si concentra sulla valutazione dell’efficacia dell’ivermectina in pazienti adulti con sistema immunitario normale, confrontando una dose fissa con una dose aggiustata in base al peso corporeo.
Lo studio rappresenta un’importante opportunità per migliorare la comprensione del miglior approccio terapeutico per questa infezione parassitaria. L’ivermectina è già un farmaco utilizzato nel trattamento della strongiloidiasi, ma questo studio mira a ottimizzare il dosaggio per massimizzare l’efficacia del trattamento.
È importante notare che questo studio è rivolto specificamente a persone con sistema immunitario normale e che risiedono in aree senza trasmissione attiva della malattia. Le persone immunocompromesse, in gravidanza o in allattamento non possono partecipare a questa ricerca.
Per maggiori informazioni sullo studio o per valutare la possibilità di partecipazione, è consigliabile consultare il proprio medico curante o contattare direttamente il centro di ricerca attraverso il link fornito.











