La neuropatia periferica è un disturbo che colpisce i nervi al di fuori del cervello e del midollo spinale, causando spesso dolore, formicolio e intorpidimento. Attualmente sono in corso 9 studi clinici che testano diverse terapie innovative per aiutare i pazienti affetti da questa condizione. Questi trial includono trattamenti topici, farmaci sperimentali, terapie con ozono e immunoglobuline, offrendo nuove speranze per la gestione del dolore neuropatico cronico.
Studi clinici in corso sulla neuropatia periferica: panoramica delle terapie innovative
La neuropatia periferica rappresenta una sfida significativa per molti pazienti, specialmente coloro che hanno subito trattamenti chemioterapici o soffrono di patologie autoimmuni. Fortunatamente, la ricerca medica sta esplorando diverse opzioni terapeutiche promettenti attraverso studi clinici ben strutturati. In questo articolo esamineremo in dettaglio i 9 trial clinici attualmente in corso, che stanno valutando trattamenti innovativi per alleviare i sintomi della neuropatia periferica e migliorare la qualità di vita dei pazienti.
Trial clinici disponibili per la neuropatia periferica
Attualmente sono disponibili 9 studi clinici dedicati alla neuropatia periferica. Questi trial stanno testando approcci terapeutici diversificati, dalla prevenzione del danno nervoso indotto dalla chemioterapia fino al trattamento del dolore cronico neuropatico. Di seguito presentiamo una descrizione dettagliata di ciascuno studio, con informazioni sulle sedi, i criteri di partecipazione e i trattamenti sperimentali.
Studio sul gel di tartrato di brimonidina per prevenire il danno nervoso in pazienti con cancro al seno in trattamento con taxani
Localizzazione: Francia
Questo studio clinico investiga l’uso del gel TAR-0520, contenente tartrato di brimonidina, per prevenire il danno nervoso causato dai trattamenti oncologici. Questo specifico tipo di danno nervoso, chiamato neuropatia periferica indotta da taxani, si verifica nei pazienti che ricevono farmaci antitumorali noti come taxani (paclitaxel o docetaxel) durante il trattamento del cancro al seno. La neuropatia periferica può causare intorpidimento, formicolio e dolore alle mani e ai piedi.
Lo scopo di questa ricerca è verificare se il gel TAR-0520 sia sicuro quando applicato sulla pelle di una mano e un piede due volte al giorno. Il gel appartiene a un gruppo di farmaci chiamati agonisti alfa 2, sostanze che possono influenzare i segnali nervosi. Durante lo studio, i partecipanti applicheranno il gel fino a 36 settimane mentre ricevono il loro trattamento antitumorale regolare.
Criteri di inclusione principali: I partecipanti devono avere almeno 18 anni, una diagnosi confermata di cancro al seno e essere programmati per ricevere infusioni settimanali di paclitaxel o docetaxel. Devono essere in grado di comprendere e seguire le procedure dello studio ed essere disposti a utilizzare il gel due volte al giorno su una mano e un piede.
Farmaco sperimentale: Il TAR-0520 Gel è un farmaco topico studiato per il suo potenziale nel prevenire la neuropatia periferica nei pazienti con cancro al seno che ricevono chemioterapia con taxani. Appartiene alla categoria degli agenti neuroprotettivi ed è allo studio specificamente per i suoi potenziali effetti protettivi sui nervi periferici durante il trattamento oncologico.
Studio sugli effetti di AT-007 per pazienti di età compresa tra 16 e 55 anni con deficit di sorbitolo deidrogenasi
Localizzazione: Repubblica Ceca, Cechia, Italia
Questo trial clinico si concentra sullo studio di una rara condizione genetica nota come deficit di sorbitolo deidrogenasi (SORD). Questa condizione influisce sulla capacità del corpo di elaborare certi zuccheri, portando a vari problemi di salute. Lo studio testerà un nuovo trattamento chiamato AT-007, somministrato come sospensione orale. L’obiettivo è valutare l’efficacia e i benefici di AT-007 nei pazienti con deficit di SORD.
Lo studio sarà condotto in due parti nell’arco di 24 mesi. I partecipanti riceveranno il trattamento AT-007 o un placebo. Lo studio monitorerà i cambiamenti nei livelli di sorbitolo nel sangue nel corso di 12 mesi e valuterà l’impatto del trattamento sulla capacità dei partecipanti di camminare o correre per una breve distanza nell’arco di 24 mesi.
Criteri di inclusione principali: Partecipanti di sesso maschile e femminile non in gravidanza né in allattamento di età compresa tra 16 e 55 anni, con diagnosi clinica di CMT2 o dHMN dovuta a deficit di SORD, confermata da livelli elevati di sorbitolo e analisi genetica che mostra una specifica mutazione in SORD.
Farmaco sperimentale: AT-007 è un inibitore dell’aldoso reduttasi somministrato per via orale, attualmente in fase di studio per il trattamento del deficit di SORD. Funziona inibendo l’enzima aldoso reduttasi, riducendo così l’accumulo di sorbitolo che causa i sintomi della malattia.
Studio sulla psilocibina per alleviare il dolore neuropatico cronico in pazienti con neuropatia periferica indotta da chemioterapia
Localizzazione: Paesi Bassi
Questo studio clinico esplora nuovi modi per aiutare le persone che soffrono di dolore cronico dopo aver subito la chemioterapia. La condizione specifica studiata è chiamata neuropatia periferica indotta da chemioterapia, un tipo di dolore nervoso che può verificarsi dopo il trattamento oncologico. Lo studio sta testando un nuovo trattamento utilizzando una sostanza chiamata psilocibina, derivata da un tipo di fungo.
I partecipanti allo studio riceveranno capsule di psilocibina o un placebo. Le capsule di psilocibina sono disponibili in due dosi diverse: 1 mg e 25 mg. Lo studio mira a vedere se la psilocibina può aiutare a ridurre l’interferenza del dolore con le attività quotidiane e migliorare il benessere emotivo e psicologico.
Criteri di inclusione principali: Adulti di almeno 18 anni con dolore neuropatico cronico iniziato dopo la chemioterapia, con almeno sei mesi dalla diagnosi di neuropatia periferica indotta da chemioterapia. Il livello medio di dolore deve essere almeno 4 su una scala da 0 a 10 nella settimana precedente la valutazione.
Farmaco sperimentale: La psilocibina viene somministrata per via orale in forma di capsule e sta venendo studiata per il suo potenziale nell’alleviare il dolore nei pazienti con danno nervoso da chemioterapia. Funziona interagendo con i recettori della serotonina nel cervello, potenzialmente riducendo la sensazione di dolore.
Studio sull’effetto della tossina botulinica di tipo A e cloruro di sodio per pazienti con dolore neuropatico cronico
Localizzazione: Danimarca
Questo trial clinico si concentra sullo studio degli effetti di un trattamento per il dolore neuropatico cronico, un tipo di dolore persistente causato da danno nervoso. Il trattamento testato è un’iniezione di Botox, un farmaco noto utilizzato per vari scopi medici e cosmetici. In questo studio, il Botox viene utilizzato per vedere se può aiutare a alleviare il dolore quando iniettato vicino ai nervi interessati.
L’obiettivo principale dello studio è indagare se il Botox possa fornire sollievo dal dolore per individui affetti da dolore neuropatico cronico. Lo studio monitorerà i partecipanti nel tempo per valutare i cambiamenti nei loro livelli di dolore e la soddisfazione complessiva con il trattamento.
Criteri di inclusione principali: Pazienti di almeno 18 anni con aree dolorose dove certe sensazioni sono diverse rispetto al lato opposto del corpo, che hanno avuto un blocco nervoso presso la Clinica per Lesioni Nervose negli ultimi 28 giorni che ha ridotto il dolore a un punteggio di 3 o inferiore, e con un punteggio di dolore di 5 o superiore nell’area di dolore principale per almeno 6 mesi.
Farmaco sperimentale: Il Botox viene somministrato tramite iniezione perineurale (intorno al nervo) ed è attualmente in fase di studio per il suo potenziale nel alleviare il dolore neuropatico cutaneo cronico. Funziona bloccando il rilascio di certi neurotrasmettitori coinvolti nella segnalazione del dolore.
Trattamento con ozono per intorpidimento e formicolio da chemioterapia in pazienti con neuropatia periferica: uno studio clinico
Localizzazione: Spagna
Questo trial clinico si concentra sullo studio degli effetti di un trattamento per la parestesia, una condizione caratterizzata da intorpidimento e formicolio che può verificarsi come effetto collaterale della chemioterapia. Lo studio esplorerà l’uso di un trattamento che coinvolge l’ozono, una forma di ossigeno, per vedere se può aiutare a ridurre questi sintomi e migliorare la qualità di vita dei pazienti.
Il trattamento prevede l’uso di una miscela di ozono e ossigeno, somministrata attraverso un metodo chiamato insufflazione rettale. I partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo di 16 settimane, con valutazioni di follow-up che continuano fino a 28 settimane.
Criteri di inclusione principali: Adulti di almeno 18 anni che hanno ricevuto chemioterapia per qualsiasi tipo di tumore in passato, con diagnosi clinica di parestesia causata da neuropatia periferica indotta da chemioterapia, con sintomi moderati o più gravi che durano da almeno 3 mesi, e senza chemioterapia neurotossica per almeno 3 mesi.
Trattamento sperimentale: La terapia con ozono coinvolge la somministrazione rettale di una miscela di ozono e ossigeno. Si ritiene che l’ozono possa migliorare l’apporto di ossigeno ai tessuti e modulare la risposta immunitaria, potenzialmente alleviando i sintomi della parestesia.
Studio sull’efficacia dell’immunoglobulina umana normale per il trattamento del danno nervoso doloroso in pazienti con sindrome di Sjögren primaria
Localizzazione: Francia
Questo trial clinico si concentra sullo studio degli effetti di un trattamento per la sindrome di Sjögren primaria, una condizione che può causare problemi nervosi dolorosi noti come neuropatie periferiche. Il trattamento testato si chiama Privigen, una soluzione contenente immunoglobulina umana normale, un tipo di proteina presente nel sangue che aiuta il sistema immunitario a combattere le infezioni.
Lo studio confronterà gli effetti di Privigen con un placebo per vedere se può aiutare a ridurre il dolore e migliorare la qualità di vita delle persone con questa condizione. Il trattamento viene somministrato come infusione endovenosa.
Criteri di inclusione principali: Pazienti di età compresa tra 18 e 79 anni con sindrome di Sjögren primaria e neuropatia periferica (puramente sensitiva o sensomotoria) confermata da EMG, con buona funzione renale e valutazione virale per HIV ed epatite. Le donne in età fertile devono utilizzare una contraccezione efficace durante il periodo di studio.
Farmaco sperimentale: Le immunoglobuline polivalenti per via endovenosa (IV Ig) sono una miscela di anticorpi somministrati attraverso una vena. Sono destinate a modulare il sistema immunitario e ridurre l’infiammazione, potenzialmente alleviando il dolore nervoso e migliorando la funzione nervosa nei pazienti con questa condizione.
Studio sull’efficacia della terapia con ozono per il sollievo dal dolore in pazienti oncologici con neuropatia periferica indotta da chemioterapia
Localizzazione: Spagna
Questo studio clinico si concentra sullo studio dell’efficacia di un trattamento chiamato terapia con ozono per pazienti che soffrono di dolore dovuto alla neuropatia periferica indotta da chemioterapia. Il trattamento testato prevede l’uso di una miscela speciale di gas, composta principalmente da ossigeno con una piccola quantità di ozono.
Lo studio è progettato per essere triplo cieco, il che significa che né i partecipanti, né gli operatori sanitari, né i ricercatori sanno chi sta ricevendo il trattamento effettivo o il placebo. Il trattamento verrà somministrato per via rettale e durerà diversi mesi, durante i quali i partecipanti saranno monitorati per i cambiamenti nei loro livelli di dolore e nella salute generale.
Criteri di inclusione principali: Adulti di almeno 18 anni con cancro in qualsiasi stadio e in trattamento chemioterapico, con aspettativa di vita superiore a 6 mesi, diagnosi clinica di neuropatia periferica dolorosa indotta da chemioterapia con livello di gravità superiore a 2 su una scala specifica, persistente da oltre 3 mesi, e con livello medio di dolore superiore a 3 su 10 per più di 3 mesi.
Trattamento sperimentale: La terapia con ozono viene somministrata attraverso vari metodi, comprese le insufflazioni rettali. Si ritiene che funzioni modulando lo stress ossidativo e migliorando il metabolismo dell’ossigeno, il che può aiutare a ridurre l’infiammazione e il dolore.
Studio di confronto tra gadoquatrane con acido gadoterico, gadoteridolo e gadobutrolo per risonanza magnetica in pazienti con condizioni non del sistema nervoso centrale
Localizzazione: Bulgaria, Repubblica Ceca, Cechia, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Polonia, Svezia
Questo trial clinico si concentra sulla valutazione degli effetti e della sicurezza di un nuovo agente di contrasto chiamato gadoquatrane per l’uso negli esami di risonanza magnetica (RM). Lo studio è progettato per adulti che hanno problemi di salute noti o sospetti in qualsiasi parte del corpo, eccetto il cervello o il midollo spinale.
I partecipanti allo studio verranno sottoposti a due esami di risonanza magnetica. Una scansione utilizzerà il nuovo agente di contrasto, gadoquatrane, e l’altra utilizzerà uno degli agenti di contrasto approvati. Gli agenti di contrasto sono sostanze che aiutano a migliorare la chiarezza delle immagini prodotte dalla risonanza magnetica.
Criteri di inclusione principali: Partecipanti di almeno 18 anni con una ragione clinica per sottoporsi a una risonanza magnetica con mezzo di contrasto per qualsiasi regione corporea eccetto il sistema nervoso centrale. Le partecipanti di sesso femminile devono seguire le linee guida locali per la contraccezione durante lo studio e non devono essere in gravidanza o allattamento.
Agente sperimentale: Il gadoquatrane è un nuovo tipo di agente di contrasto a base di gadolinio utilizzato nelle scansioni di risonanza magnetica. Funziona alterando le proprietà magnetiche delle molecole d’acqua vicine, migliorando il contrasto delle immagini RM.
Studio di confronto tra cerotto alla capsaicina e duloxetina per pazienti con neuropatia periferica indotta da chemioterapia
Localizzazione: Francia
Questo trial clinico si concentra sullo studio di una condizione nota come neuropatia periferica indotta da chemioterapia (CIPN). Questa condizione si verifica spesso dopo il trattamento chemioterapico e può causare sintomi dolorosi come intorpidimento, formicolio o dolore bruciante nelle dita, mani, dita dei piedi e piedi. Lo studio mira a confrontare l’efficacia di due trattamenti: un cerotto alla capsaicina e un farmaco orale chiamato duloxetina.
Lo scopo dello studio è determinare se il cerotto alla capsaicina possa migliorare i sintomi dolorosi della CIPN più efficacemente della duloxetina dopo un periodo di trattamento di 5 settimane. I partecipanti allo studio saranno assegnati casualmente a ricevere il cerotto alla capsaicina o la duloxetina.
Criteri di inclusione principali: Pazienti con CIPN che mostrano sintomi dolorosi come intorpidimento, formicolio o dolore bruciante nelle dita, mani, dita dei piedi o piedi, con punteggio del dolore di 4 su 10 o superiore, che è durato almeno 1 mese dopo aver terminato la chemioterapia con taxani o sali di platino. I pazienti devono avere almeno 18 anni e pelle sana e non irritata nelle aree da trattare.
Farmaci sperimentali: Il cerotto alla capsaicina 179 mg è un farmaco topico applicato direttamente sulla pelle che funziona riducendo la sensazione di dolore. La duloxetina è un farmaco orale che funziona aumentando i livelli di certe sostanze chimiche nel cervello che aiutano a ridurre i segnali di dolore.
Riepilogo degli studi clinici sulla neuropatia periferica
Gli studi clinici attualmente in corso per la neuropatia periferica rappresentano un panorama promettente di opzioni terapeutiche innovative. Emergono diversi approcci interessanti:
Prevenzione del danno nervoso: Alcuni studi si concentrano sulla prevenzione della neuropatia indotta da chemioterapia, utilizzando gel topici da applicare durante il trattamento oncologico, offrendo una strategia proattiva piuttosto che reattiva.
Trattamenti per malattie rare: Il trial su AT-007 per il deficit di sorbitolo deidrogenasi evidenzia l’attenzione della ricerca anche sulle forme rare di neuropatia, offrendo speranza ai pazienti con condizioni genetiche specifiche.
Approcci innovativi al dolore: L’uso di sostanze come la psilocibina e l’ozono rappresenta un’esplorazione di modalità terapeutiche non convenzionali, che potrebbero aprire nuove strade per il trattamento del dolore neuropatico cronico.
Terapie consolidate in nuovi contesti: Studi su Botox, immunoglobuline e cerotti alla capsaicina stanno testando trattamenti già noti in applicazioni specifiche per la neuropatia, potenzialmente ampliando le opzioni disponibili per i pazienti.
Distribuzione geografica: Gli studi sono distribuiti in diversi paesi europei, inclusi Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Danimarca e Repubblica Ceca, offrendo opportunità di partecipazione a pazienti di varie regioni.
È importante notare che la maggior parte di questi studi si concentra sulla neuropatia indotta da chemioterapia, riflettendo l’elevata prevalenza di questa condizione nei pazienti oncologici e l’urgente necessità di trattamenti efficaci. I pazienti interessati a partecipare a questi trial dovrebbero discutere le opzioni con il proprio medico curante per valutare l’idoneità e i potenziali benefici della partecipazione.















