Infezione streptococcica – Trattamento

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Le infezioni streptococciche, causate dal batterio Streptococco di gruppo A, variano da comuni infezioni lievi della gola a rare condizioni gravi che richiedono attenzione medica immediata. Capire come si diffondono questi batteri, riconoscere tempestivamente i sintomi e sapere quando cercare un trattamento può fare una differenza significativa nel recupero e nella prevenzione delle complicanze.

Obiettivi del trattamento delle infezioni streptococciche

Quando una persona sviluppa un’infezione streptococcica, il trattamento mira a raggiungere diversi obiettivi importanti che vanno oltre la semplice eliminazione dei batteri. L’obiettivo principale è alleviare i sintomi fastidiosi come il forte mal di gola, la febbre e il dolore che possono rendere difficile la deglutizione e interferire con le attività quotidiane[1]. Tuttavia, il trattamento svolge anche una funzione preventiva cruciale riducendo il rischio di gravi complicazioni che possono colpire il cuore, le articolazioni e i reni se l’infezione non viene trattata.

Gli approcci terapeutici variano a seconda del tipo e della gravità dell’infezione, nonché delle caratteristiche individuali del paziente come l’età, lo stato di salute generale e l’eventuale presenza di condizioni mediche preesistenti[4]. Per la maggior parte delle infezioni lievi come la faringite streptococcica o le infezioni cutanee, la terapia antibiotica standard prescritta da un operatore sanitario è altamente efficace. Le infezioni invasive più gravi richiedono l’ospedalizzazione e strategie di trattamento più intensive.

Le società mediche e le organizzazioni sanitarie hanno stabilito linee guida chiare per il trattamento delle infezioni streptococciche basate su decenni di esperienza clinica e ricerca. Queste raccomandazioni aiutano gli operatori sanitari a scegliere gli antibiotici più appropriati, determinare la durata del trattamento e decidere quando potrebbero essere necessari interventi aggiuntivi. Accanto a questi trattamenti consolidati, la ricerca in corso continua a esplorare nuovi approcci terapeutici, anche se questi rimangono in fase di studio attraverso sperimentazioni cliniche.

Approcci terapeutici standard

Gli antibiotici costituiscono la pietra angolare del trattamento per le infezioni streptococciche confermate. Per la faringite streptococcica, che è una delle manifestazioni più comuni, gli operatori sanitari prescrivono tipicamente penicillina o amoxicillina come trattamenti di prima linea[12]. Questi farmaci sono preferiti perché funzionano efficacemente contro i batteri Streptococco di gruppo A, sono generalmente sicuri e sono relativamente poco costosi rispetto alle alternative più recenti.

Il corso standard di trattamento per la faringite streptococcica dura solitamente dieci giorni. Un regime tipico potrebbe includere penicillina V a una dose di 250 mg assunta due volte al giorno per i bambini o 500 mg due volte al giorno per gli adulti[15]. In alternativa, alcuni operatori sanitari possono somministrare una singola iniezione intramuscolare di penicillina G benzatina, che può essere particolarmente utile per i pazienti che potrebbero avere difficoltà a completare un ciclo completo di farmaci orali. L’iniezione fornisce 1,2 milioni di unità per pazienti che pesano più di 27 kg, oppure 600.000 unità per coloro che pesano meno.

Per i pazienti allergici alla penicillina, sono disponibili diversi antibiotici alternativi. Questi includono azitromicina (comunemente nota con nomi commerciali come Zithromax o Z-Pak), cefalosporine come cefixima o cefalexina, claritromicina e clindamicina[17]. Ciascuno di questi farmaci funziona interferendo con la crescita e la riproduzione batterica in modi leggermente diversi, ma tutti sono efficaci quando i batteri sono sensibili ad essi.

È importante sottolineare che le linee guida cliniche enfatizzano come l’inizio della terapia antibiotica entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi aiuti a ridurre la durata e la gravità dei sintomi. Inoltre, gli antibiotici riducono significativamente il rischio di complicazioni come la febbre reumatica, una grave condizione infiammatoria che può danneggiare le valvole cardiache, le articolazioni e il cervello[12]. Il trattamento aiuta anche a prevenire la diffusione dell’infezione ad altri, poiché le persone che assumono antibiotici da almeno 24 ore sono molto meno contagiose rispetto agli individui non trattati.

⚠️ Importante
Anche se inizi a sentirti meglio dopo solo un giorno o due di antibiotici, è essenziale completare l’intero ciclo di farmaci prescritto. Interrompere il trattamento prematuramente può permettere ad alcuni batteri di sopravvivere, portando potenzialmente al ritorno dell’infezione o allo sviluppo di ceppi resistenti agli antibiotici. Un trattamento incompleto aumenta anche il rischio di complicazioni gravi come la febbre reumatica o l’infiammazione renale.

Oltre agli antibiotici, le cure di supporto svolgono un ruolo importante nell’aiutare i pazienti a sentirsi più a proprio agio durante il recupero. Gli analgesici da banco come il paracetamolo (Tachipirina) o l’ibuprofene (Brufen, Moment) possono aiutare a ridurre la febbre e alleviare il dolore alla gola[12]. Questi farmaci funzionano bloccando la produzione da parte del corpo di sostanze che causano infiammazione e dolore. Gli operatori sanitari generalmente raccomandano di usare questi farmaci secondo necessità, in particolare quando la febbre supera i 39°C o quando il dolore alla gola interferisce con la deglutizione.

I rimedi casalinghi e le misure di auto-cura possono fornire un sollievo aggiuntivo mentre gli antibiotici agiscono per eliminare l’infezione. Fare gargarismi con acqua tiepida salata più volte durante il giorno aiuta a ridurre il gonfiore della gola e fornisce un sollievo temporaneo dal dolore. La miscela raccomandata è circa mezzo cucchiaino di sale sciolto in una tazza di acqua tiepida[27]. Bere molti liquidi, specialmente liquidi caldi come tè o brodo, aiuta a mantenere la gola umida e confortevole. Alcune persone trovano che gli alimenti freddi come ghiaccioli, gelato o dessert di gelatina fredda siano lenitivi e più facili da deglutire quando la gola è molto dolorante.

Per le infezioni cutanee causate dallo Streptococco di gruppo A, come l’impetigine o la cellulite, il trattamento prevede anche antibiotici, anche se la scelta del farmaco e la via di somministrazione possono differire. L’impetigine lieve potrebbe essere trattata con pomate antibiotiche topiche applicate direttamente sulla pelle interessata, mentre le infezioni cutanee più estese richiedono tipicamente antibiotici orali. La cellulite, che è un’infezione degli strati più profondi della pelle, di solito richiede antibiotici orali e talvolta trattamento endovenoso se l’infezione è grave.

Le infezioni streptococciche invasive gravi, come la fascite necrotizzante (talvolta chiamata “malattia mangia-carne”) o la sindrome da shock tossico streptococcico, richiedono un ricovero immediato e un trattamento aggressivo[10]. Queste condizioni potenzialmente letali richiedono antibiotici per via endovenosa somministrati direttamente nel flusso sanguigno ad alte dosi. La fascite necrotizzante necessita anche di intervento chirurgico per rimuovere il tessuto morto e infetto, una procedura nota come sbrigliamento. Possono essere necessari più interventi chirurgici per garantire che tutto il tessuto infetto venga rimosso e per impedire che l’infezione si diffonda ulteriormente.

Gli effetti collaterali del trattamento antibiotico sono solitamente lievi e gestibili. Gli effetti collaterali comuni includono disturbi di stomaco, nausea, vomito, diarrea e vertigini[17]. Questi si risolvono tipicamente una volta completato il ciclo di farmaci. Meno comunemente, alcune persone possono sviluppare infezioni da lieviti come risultato degli antibiotici che alterano il normale equilibrio dei microrganismi nel corpo. Le reazioni allergiche gravi agli antibiotici sono rare ma possono includere sintomi come difficoltà respiratorie, respiro sibilante, eruzioni cutanee o gonfiore del viso, delle labbra, della lingua o della gola. Chiunque manifesti questi sintomi dovrebbe cercare immediatamente assistenza medica d’emergenza.

Approcci terapeutici in fase di studio nelle sperimentazioni cliniche

Sebbene la terapia antibiotica standard rimanga altamente efficace per la maggior parte delle infezioni streptococciche, i ricercatori continuano a indagare nuovi approcci terapeutici attraverso sperimentazioni cliniche. Il materiale disponibile nelle fonti non fornisce informazioni specifiche su farmaci sperimentali, molecole innovative o particolari protocolli di sperimentazione clinica attualmente in fase di test per le infezioni streptococciche. Pertanto, i pazienti interessati a conoscere le opportunità di sperimentazioni cliniche per le infezioni streptococciche dovrebbero consultare i propri operatori sanitari, che possono fornire informazioni su eventuali studi rilevanti che potrebbero essere in fase di arruolamento dei partecipanti.

Le sperimentazioni cliniche rappresentano un’importante via per far avanzare la conoscenza medica e sviluppare potenziali nuovi trattamenti. Questi studi progrediscono tipicamente attraverso tre fasi: la Fase I si concentra sulla sicurezza e sul dosaggio appropriato in piccoli gruppi di persone, la Fase II valuta se un trattamento mostra promesse di efficacia in gruppi più grandi, e la Fase III confronta il nuovo trattamento con i trattamenti standard attuali in popolazioni ancora più ampie. Tuttavia, è importante capire che la partecipazione a sperimentazioni cliniche comporta potenziali rischi e benefici che dovrebbero essere discussi attentamente con gli operatori sanitari.

Metodi di trattamento più comuni

  • Terapia antibiotica
    • Penicillina o amoxicillina come trattamento di prima linea per la faringite streptococcica, tipicamente somministrate per 10 giorni
    • Singola iniezione intramuscolare di penicillina G benzatina come alternativa agli antibiotici orali
    • Antibiotici alternativi tra cui azitromicina, cefalosporine, claritromicina e clindamicina per pazienti con allergie alla penicillina
    • Antibiotici per via endovenosa per infezioni invasive gravi che richiedono ospedalizzazione
  • Gestione del dolore e della febbre
    • Paracetamolo (Tachipirina) per ridurre la febbre e alleviare il dolore
    • Ibuprofene (Brufen, Moment) o altri farmaci antinfiammatori non steroidei per il sollievo dal dolore e la riduzione della febbre
    • Spray per la gola o pastiglie da banco per il sollievo temporaneo dal dolore alla gola
  • Cure di supporto domiciliari
    • Gargarismi con acqua tiepida salata per ridurre il gonfiore e il disagio della gola
    • Bere molti liquidi, inclusi liquidi caldi come tè o brodo
    • Consumare cibi freddi come ghiaccioli o gelato per lenire il dolore alla gola
    • Riposare adeguatamente per aiutare il corpo a combattere l’infezione
  • Trattamento chirurgico
    • Sbrigliamento chirurgico per la fascite necrotizzante per rimuovere il tessuto morto e infetto
    • Tonsillectomia in casi selezionati di faringite streptococcica ricorrente (sette o più episodi in un anno)

Riconoscere quando è necessaria l’assistenza medica

Sapere quando cercare assistenza medica per una possibile infezione streptococcica è cruciale per ricevere un trattamento tempestivo. Se tu o tuo figlio sviluppate un mal di gola accompagnato da febbre, in particolare quando il mal di gola si presenta improvvisamente ed è grave, è consigliabile contattare un operatore sanitario per una valutazione[1]. Ulteriori sintomi che giustificano l’attenzione medica includono linfonodi gonfi e dolenti nel collo, macchie bianche o striature sulle tonsille, o un’eruzione cutanea che al tatto sembra ruvida come carta vetrata.

Alcuni sintomi segnalano la necessità di cure mediche urgenti. Questi includono un mal di gola che dura più di 48 ore senza miglioramento, difficoltà respiratorie, grave difficoltà a deglutire liquidi o saliva, febbre superiore a 40°C, o segni di disidratazione come bocca molto secca, assenza di lacrime durante il pianto o mancata minzione per più di otto ore[1]. I bambini piccoli di età inferiore ai tre mesi con qualsiasi febbre, o i bambini di età compresa tra tre e sei mesi con febbre di 39°C o superiore, dovrebbero essere valutati tempestivamente da un operatore sanitario.

Le cure mediche di emergenza sono necessarie se qualcuno manifesta grave difficoltà respiratoria (lotta per ogni respiro o è appena in grado di parlare), collo rigido, incapacità di muovere normalmente il collo, colorazione bluastra o grigia della pelle, delle labbra o della lingua, o estrema letargia dove una persona è flaccida e non si sveglia o non rimane sveglia[7]. Questi sintomi potrebbero indicare un’infezione invasiva grave o complicazioni che richiedono un trattamento immediato in ambito ospedaliero.

Diagnosi e test

Una diagnosi accurata delle infezioni streptococciche richiede più di un semplice esame fisico, poiché molti dei sintomi si sovrappongono a infezioni virali che non richiedono antibiotici. Quando un paziente si presenta con sintomi suggestivi di faringite streptococcica, gli operatori sanitari eseguono tipicamente uno o più test diagnostici per confermare la presenza dei batteri Streptococco di gruppo A.

Il test rapido di rilevamento dell’antigene (RADT) è uno strumento diagnostico di prima linea comune. Durante questo test, un operatore sanitario utilizza un tampone sterile per raccogliere un campione dalla parte posteriore della gola e dalle tonsille[12]. Il processo di tamponamento può causare un momentaneo conato di vomito ma non è doloroso. Il campione viene quindi testato per la presenza di sostanze (antigeni) specifiche dei batteri Streptococco di gruppo A. I risultati sono tipicamente disponibili in pochi minuti, consentendo una rapida decisione sul trattamento.

Sebbene i test rapidi per lo streptococco siano altamente specifici (il che significa che un risultato positivo è molto affidabile), hanno una sensibilità variabile, il che significa che possono talvolta mancare infezioni effettivamente presenti. Per questo motivo, le linee guida cliniche raccomandano che i test rapidi negativi nei bambini di età pari o superiore a tre anni vengano confermati con una coltura della gola[13]. Una coltura della gola comporta il prelievo di un campione simile con tampone e il suo posizionamento in un ambiente di laboratorio dove eventuali batteri presenti possono crescere ed essere identificati. Sebbene la coltura della gola sia considerata il gold standard per la diagnosi, i risultati richiedono tipicamente da uno a due giorni per diventare disponibili.

Alcune strutture sanitarie utilizzano anche test molecolari, come i test di reazione a catena della polimerasi (PCR), che rilevano il materiale genetico dei batteri. Questi test possono essere molto accurati e più veloci delle colture tradizionali. Per le infezioni cutanee, la diagnosi si basa spesso sull’esame visivo dell’area interessata, anche se a volte un campione di liquido dalle piaghe o un tampone della pelle infetta può essere inviato per la coltura per confermare la presenza di batteri streptococcici.

Strategie di prevenzione

Sebbene attualmente non sia disponibile un vaccino per prevenire le infezioni streptococciche di gruppo A, diversi passaggi pratici possono ridurre significativamente il rischio di contrarre o diffondere queste infezioni[22]. Gli sforzi di prevenzione si concentrano sulla limitazione dell’esposizione ai batteri, sulla pratica di una buona igiene e sul trattamento tempestivo delle infezioni quando si verificano.

L’igiene delle mani è una delle misure preventive più efficaci. Lavarsi le mani frequentemente con acqua e sapone, specialmente dopo aver tossito, starnutito o essere stati in luoghi pubblici, aiuta a rimuovere i batteri prima che possano causare infezioni[5]. Quando acqua e sapone non sono disponibili, i disinfettanti per le mani a base di alcol possono fornire un’alternativa efficace. È particolarmente importante evitare di toccarsi il viso, specialmente la bocca e il naso, poiché questi sono punti di ingresso comuni per i batteri.

Quando qualcuno in famiglia ha un’infezione streptococcica, prendere precauzioni può aiutare a proteggere gli altri membri della famiglia. La persona infetta dovrebbe coprire bocca e naso con un fazzoletto o con il gomito (non con le mani) quando tossisce o starnutisce. I fazzoletti usati dovrebbero essere smaltiti immediatamente. Evitare il contatto stretto, come baciare o condividere posate, bicchieri o oggetti personali, aiuta a prevenire la trasmissione. Una volta che una persona ha assunto antibiotici per 24 ore, generalmente non è più contagiosa e può tornare a scuola, al lavoro o ad altre attività se si sente abbastanza bene[7].

Una buona cura delle ferite è essenziale per prevenire le infezioni cutanee. Tutti i tagli, le abrasioni e altre lesioni della pelle dovrebbero essere puliti accuratamente con acqua e sapone e poi coperti con bende pulite e asciutte fino a quando non guariscono[22]. Controllare regolarmente la ferita per segni di infezione—come arrossamento crescente, gonfiore, calore o pus—consente un trattamento precoce se si sviluppa un’infezione. Le persone con diabete dovrebbero essere particolarmente vigili nel controllare quotidianamente i loro piedi per eventuali lesioni o segni di infezione.

Mantenere una buona salute generale supporta il sistema immunitario nel combattere le infezioni. Ciò include dormire adeguatamente, seguire una dieta equilibrata ricca di frutta e verdura, rimanere fisicamente attivi e mantenere una buona idratazione[24]. Una buona igiene dentale, inclusa la spazzolatura regolare dei denti e i controlli dentistici, aiuta anche a ridurre la carica batterica nella bocca e nella gola. Alcune persone trovano che fare gargarismi con un collutorio antisettico possa aiutare a ridurre i batteri, anche se questo non dovrebbe sostituire altre misure igieniche.

In alcune circostanze speciali, possono essere raccomandati antibiotici preventivi. Ciò è particolarmente importante per le persone con una storia di febbre reumatica, che potrebbero dover assumere antibiotici preventivi per molti anni per prevenire la recidiva[22]. Questi individui potrebbero assumere antibiotici orali quotidiani o ricevere iniezioni ogni poche settimane. Inoltre, i contatti stretti di qualcuno con un’infezione streptococcica invasiva grave possono talvolta ricevere antibiotici preventivi se hanno 65 anni o più o presentano altri fattori di rischio.

Studi clinici in corso su Infezione streptococcica

Riferimenti

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Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole perché gli antibiotici facciano effetto per la faringite streptococcica?

La maggior parte delle persone inizia a sentirsi meglio entro uno o due giorni dall’inizio del trattamento antibiotico. Tuttavia, dovresti completare l’intero ciclo prescritto (di solito 10 giorni) anche se ti senti meglio prima. Se non c’è miglioramento dopo 48 ore dall’assunzione di antibiotici, contatta il tuo operatore sanitario.

Quando posso io o mio figlio tornare a scuola o al lavoro dopo una diagnosi di faringite streptococcica?

Tu o tuo figlio potete tipicamente tornare a scuola, al lavoro o all’asilo 24 ore dopo aver iniziato il trattamento antibiotico, purché non ci sia febbre e vi sentiate abbastanza bene. Prima di questo momento, la faringite streptococcica è altamente contagiosa e può facilmente diffondersi ad altri.

La faringite streptococcica può andare via senza antibiotici?

Sebbene la faringite streptococcica possa migliorare da sola in alcuni casi, gli antibiotici sono fortemente raccomandati perché accelerano il recupero, riducono la gravità dei sintomi, prevengono complicazioni gravi come la febbre reumatica e l’infiammazione renale e aiutano a fermare la diffusione ad altri. Senza trattamento, puoi rimanere contagioso per un paio di settimane.

Come posso distinguere tra faringite streptococcica e mal di gola virale?

È difficile distinguere la differenza solo in base ai sintomi. La faringite streptococcica causa tipicamente mal di gola improvviso e grave, febbre e linfonodi gonfi senza tosse, naso che cola o raucedine. I mal di gola virali spesso includono tosse e sintomi del raffreddore. L’unico modo per saperlo con certezza è attraverso un test rapido per lo streptococco o una coltura della gola eseguiti da un operatore sanitario.

Cosa succede se la faringite streptococcica non viene trattata?

La faringite streptococcica non trattata può portare a gravi complicazioni tra cui la febbre reumatica (che può danneggiare le valvole cardiache, le articolazioni e il cervello), l’infiammazione renale (glomerulonefrite post-streptococcica), infezioni dell’orecchio e dei seni paranasali e la formazione di ascessi intorno alle tonsille. Queste complicazioni sono il motivo per cui è importante cercare un trattamento quando viene diagnosticato lo streptococco.

🎯 Punti chiave

  • La faringite streptococcica rappresenta solo il 20-30% dei mal di gola nei bambini e appena il 5-15% negli adulti, motivo per cui i test sono essenziali prima di prescrivere antibiotici.
  • Completare l’intero ciclo di 10 giorni di antibiotici è cruciale anche quando ci si sente meglio dopo un giorno o due, poiché interrompere prematuramente può portare a gravi complicazioni cardiache e renali.
  • Le persone diventano molto meno contagiose solo 24 ore dopo l’inizio degli antibiotici, ma senza trattamento possono diffondere i batteri per settimane.
  • Una tosse di solito significa che non hai la faringite streptococcica—è più probabilmente un’infezione virale che non necessita di antibiotici.
  • Circa 9.000-11.500 infezioni invasive da Streptococco di gruppo A si verificano ogni anno negli Stati Uniti, causando da 1.000 a 1.800 decessi, rendendo le infezioni gravi rare ma serie.
  • La fascite necrotizzante (malattia mangia-carne) richiede non solo forti antibiotici per via endovenosa ma anche chirurgia immediata per rimuovere il tessuto infetto, spesso necessitando di più operazioni.
  • Semplici misure igieniche come il lavaggio frequente delle mani e coprire la tosse prevengono efficacemente la trasmissione, poiché lo streptococco si diffonde attraverso goccioline respiratorie e contatto diretto.
  • I bambini con faringite streptococcica ricorrente (sette episodi in un anno) possono beneficiare di tonsillectomia, anche se questo è raccomandato solo in casi selezionati.