Questo studio clinico si concentra sui pazienti che hanno ricevuto un trapianto di rene da un donatore vivente. L’obiettivo è valutare l’efficacia di un trattamento immunosoppressivo personalizzato basato su specifici biomarcatori. I biomarcatori sono indicatori biologici che possono aiutare a prevedere come il corpo reagirà al trapianto. In questo caso, i biomarcatori utilizzati sono la disparità di HLA e il test ELISPOT IFN-γ, che aiutano a determinare il rischio immunologico del paziente.
Il trattamento prevede l’uso di diversi farmaci immunosoppressori, tra cui Prednisone, Basiliximab (noto anche come CHI-621), Tacrolimus monoidrato, Micofenolato mofetile e Metilprednisolone. Questi farmaci aiutano a prevenire il rigetto del rene trapiantato riducendo l’attività del sistema immunitario. Alcuni pazienti potrebbero ricevere un placebo, che è una sostanza senza effetto terapeutico, per confrontare i risultati. Lo studio si svolgerà su un periodo di due anni, durante i quali i partecipanti saranno monitorati per valutare la funzione renale, l’incidenza di rigetto acuto e lo sviluppo di anticorpi specifici contro il donatore.
Durante lo studio, verranno anche osservati altri aspetti come la mortalità, la perdita del trapianto, l’incidenza di infezioni opportunistiche e disturbi metabolici legati al trattamento. Inoltre, verranno esaminati i cambiamenti nella risposta immunitaria e l’aderenza al trattamento. L’obiettivo finale è ottimizzare il trattamento immunosoppressivo per migliorare i risultati del trapianto di rene e ridurre i rischi associati.

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