Studio sull’uso di Rituximab e Asfotase Alfa per pazienti con ipofosfatasia

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Di cosa tratta questo studio?

Lo studio si concentra su una malattia rara chiamata ipofosfatasia, che colpisce le ossa e i denti, rendendoli deboli. Il trattamento principale utilizzato in questo studio è un farmaco chiamato asfotase alfa, noto anche come STRENSIQ®. Questo farmaco aiuta a migliorare la salute delle ossa nei pazienti con ipofosfatasia. Tuttavia, alcuni pazienti possono sviluppare una risposta immunitaria che riduce l’efficacia del trattamento. Lo scopo dello studio è valutare l’effetto di terapie immunosoppressive per mitigare questa perdita di efficacia.

Nel corso dello studio, i partecipanti riceveranno asfotase alfa insieme a terapie immunosoppressive per vedere se queste possono aiutare a mantenere l’efficacia del trattamento. Le terapie immunosoppressive sono farmaci che riducono l’attività del sistema immunitario, impedendo che attacchi il farmaco. I partecipanti saranno monitorati per un periodo di tempo per valutare la risposta al trattamento e la sicurezza delle terapie utilizzate.

Lo studio prevede l’uso di diversi farmaci, tra cui rituximab, bortezomib, e metotrexato disodio, che sono noti per le loro proprietà immunosoppressive. Alcuni partecipanti potrebbero ricevere un placebo, che è una sostanza senza effetto terapeutico, per confrontare i risultati. L’obiettivo principale è vedere quanti partecipanti rispondono completamente al trattamento entro 100 settimane. Durante lo studio, verranno effettuati esami per monitorare la salute dei partecipanti e l’efficacia del trattamento.

1 inizio del trattamento

Il trattamento inizia con la somministrazione di asfotase alfa per via sottocutanea. Questo farmaco è utilizzato per trattare l’ipoparatiroidismo e viene somministrato per aiutare a migliorare la condizione ossea.

La frequenza e il dosaggio di asfotase alfa saranno determinati dal medico in base alle esigenze specifiche del paziente.

2 monitoraggio della risposta immunitaria

Durante il trattamento, verrà monitorata la risposta immunitaria del paziente per identificare eventuali perdite di efficacia dovute a reazioni immunitarie.

Saranno effettuati esami del sangue per misurare la presenza di anticorpi anti-farmaco (ADA) e anticorpi neutralizzanti (NAb).

3 terapia immunosoppressiva

Se viene rilevata una perdita di efficacia, potrebbe essere introdotta una terapia immunosoppressiva per mitigare la risposta immunitaria.

I farmaci utilizzati possono includere immunoglobuline umane normali per via endovenosa, rituximab per via endovenosa, e bortezomib per via endovenosa o sottocutanea.

4 valutazione della risposta al trattamento

La risposta al trattamento sarà valutata periodicamente per determinare l’efficacia della terapia immunosoppressiva.

L’obiettivo è ridurre il titolo degli anticorpi e migliorare le condizioni ossee, come evidenziato da miglioramenti radiografici.

5 monitoraggio della sicurezza

Durante tutto il periodo di trattamento, verranno monitorati gli eventi avversi e la sicurezza del paziente.

Saranno effettuati esami di laboratorio, elettrocardiogrammi e altri test clinici per garantire la sicurezza del trattamento.

6 conclusione del trattamento

Il trattamento si concluderà dopo un periodo di 100 settimane, a meno che non sia necessario interromperlo prima per motivi clinici.

Alla fine del trattamento, verrà effettuata una valutazione finale per determinare l’efficacia complessiva e la sicurezza della terapia.

Chi può partecipare allo studio?

  • I partecipanti devono avere un’età compresa tra i 2 e i 18 anni e devono avere le placche di crescita epifisarie aperte. Le placche di crescita sono aree delle ossa dove avviene la crescita.
  • Devono aver avuto un peggioramento o una ricomparsa del rachitismo per almeno gli ultimi 3 mesi, dopo aver mostrato una risposta iniziale positiva al trattamento con asfotase alfa per almeno 6 mesi consecutivi. Il rachitismo è una condizione che colpisce la crescita delle ossa nei bambini.
  • Devono essere presenti ADAs, con o senza NAbs, indipendentemente dai loro livelli. Gli ADAs sono anticorpi che il corpo può produrre contro un farmaco, e i NAbs sono un tipo specifico di questi anticorpi.
  • Deve esserci una conferma da parte del Treatment Monitoring Board (TMB) che ci sono prove cliniche e un’associazione mediata dall’immunogenicità. L’immunogenicità si riferisce alla capacità di una sostanza di provocare una risposta immunitaria.
  • Possono partecipare sia maschi che femmine.
  • Le partecipanti di sesso femminile in età fertile e i partecipanti di sesso maschile con partner in età fertile devono seguire le indicazioni specifiche del protocollo per la contraccezione.
  • Il partecipante, o il tutore legale del partecipante, deve essere in grado di firmare il consenso informato o l’assenso, che include il rispetto dei requisiti e delle restrizioni elencati nel modulo di consenso informato o di assenso e in questo protocollo.

Chi non può partecipare allo studio?

  • Non possono partecipare persone che non hanno la ipofosfatasia, una condizione medica specifica.
  • Non possono partecipare persone che non hanno dimostrato una perdita di efficacia del trattamento a causa del sistema immunitario.
  • Non possono partecipare persone che non sono trattate con asfotase alfa, un tipo di terapia specifica.

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Stato della sperimentazione

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Non reclutando

Sedi della sperimentazione

Asfotase Alfa è un farmaco utilizzato per trattare l’ipoparatiroidismo, una condizione rara che colpisce le ossa e i denti. In questo studio, viene somministrato ai partecipanti per valutare la sua efficacia nel trattamento della malattia. Tuttavia, alcuni pazienti possono sviluppare una risposta immunitaria che riduce l’efficacia del farmaco.

Terapie Immunosoppressive sono utilizzate per ridurre o prevenire la risposta immunitaria del corpo. In questo studio, vengono somministrate ai partecipanti che mostrano una perdita di efficacia del trattamento con Asfotase Alfa a causa di una risposta immunitaria. L’obiettivo è mitigare questa risposta per migliorare l’efficacia del trattamento.

Malattie in studio:

Ipofosfatasia – L’ipofosfatasia è una malattia genetica rara che colpisce il metabolismo delle ossa e dei denti. È causata da mutazioni nel gene che codifica per l’enzima fosfatasi alcalina non specifica dei tessuti, essenziale per la mineralizzazione ossea. Nei bambini, può manifestarsi con ossa deboli, deformità scheletriche e difficoltà di crescita. Negli adulti, i sintomi possono includere dolori ossei, fratture frequenti e perdita dei denti. La gravità della malattia varia ampiamente, con alcune forme che si manifestano già alla nascita e altre che compaiono solo in età adulta. La progressione della malattia dipende dalla specifica mutazione genetica e dall’età di insorgenza dei sintomi.

Ultimo aggiornamento: 12.12.2025 13:03

ID della sperimentazione:
2022-502793-17-00
Codice del protocollo:
AA-HPP-407
NCT ID:
NCT06015750
Fase della sperimentazione:
Uso terapeutico (Fase IV)

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