La ricerca si concentra sulla Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), una malattia polmonare che rende difficile respirare. Durante le riacutizzazioni gravi di questa malattia, i pazienti possono necessitare di supporto respiratorio in terapia intensiva. Lo studio esamina l’uso di corticosteroidi, come il metilprednisolone, rispetto a un placebo per vedere se possono ridurre il tempo in cui i pazienti hanno bisogno di ventilazione meccanica. Il metilprednisolone è un farmaco che aiuta a ridurre l’infiammazione nel corpo.
Il trattamento prevede la somministrazione di metilprednisolone per via endovenosa, che significa che viene iniettato direttamente nel flusso sanguigno. Un altro farmaco utilizzato nello studio è il cloruro di sodio, che serve come soluzione di controllo. L’obiettivo principale è determinare se i corticosteroidi possono aumentare il numero di giorni in cui i pazienti sono liberi dalla ventilazione e ancora in vita entro 28 giorni dall’inizio del trattamento. Lo studio si svolge in più centri e coinvolge pazienti ricoverati in unità di terapia intensiva o simili.
Durante lo studio, i pazienti riceveranno il trattamento per un massimo di cinque giorni. I ricercatori monitoreranno diversi aspetti della salute dei partecipanti, come la durata del supporto respiratorio e la presenza di eventuali complicazioni. L’obiettivo è migliorare la gestione delle riacutizzazioni gravi della BPCO e ridurre il tempo di dipendenza dalla ventilazione meccanica, migliorando così la qualità della vita dei pazienti.

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