Lo studio riguarda il trattamento del carcinoma gastrointestinale localmente avanzato o metastatico. Questo tipo di cancro colpisce l’apparato digerente e può essere difficile da trattare quando si è diffuso ad altre parti del corpo. Il trattamento in esame utilizza due farmaci: capecitabina e oxaliplatino. La capecitabina è un farmaco che si assume per via orale sotto forma di compresse rivestite, mentre loxaliplatino viene somministrato tramite infusione endovenosa, cioè direttamente in vena.
Lo scopo dello studio è esaminare come il corpo elabora la capecitabina e come questo possa influenzare la comparsa della sindrome mano-piede, un effetto collaterale che può causare dolore e gonfiore alle mani e ai piedi. In particolare, lo studio si concentra su persone che hanno una variante genetica specifica chiamata CES1 1165-33 C>A. I partecipanti riceveranno il trattamento standard con capecitabina e oxaliplatino e saranno monitorati per vedere come il loro corpo risponde al trattamento.
Durante lo studio, verranno effettuati esami per misurare i livelli di farmaco nel sangue e per valutare eventuali effetti collaterali. Questo aiuterà a capire se la variante genetica influisce sul modo in cui il farmaco viene metabolizzato e se ciò è collegato a un aumento degli effetti collaterali. Lo studio è previsto per durare fino al 2026, con l’inizio del reclutamento dei partecipanti nel 2024.

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