Questo studio riguarda pazienti con tumori solidi avanzati o metastatici, ovvero tumori che si sono diffusi ad altre parti del corpo o che sono in uno stadio avanzato. I pazienti devono avere un’alterazione genetica specifica chiamata fusione o mutazione RET, che è un cambiamento nel materiale genetico delle cellule tumorali. Il trattamento utilizzato nello studio è pralsetinib, noto anche con il nome commerciale Gavreto, che viene somministrato sotto forma di capsule per via orale. Durante lo studio verranno anche utilizzate alcune sostanze chiamate substrati, che servono per valutare come il corpo processa i farmaci, insieme agli ormoni estradiolo e noretisterone acetato.
Lo scopo dello studio è valutare come il pralsetinib influisce sulla presenza nel sangue di altre sostanze che vengono elaborate da specifici enzimi del fegato chiamati CYP3A4, CYP2C8 e CYP2C9, oltre agli ormoni menzionati. Questi enzimi sono importanti perché aiutano il corpo a scomporre e eliminare molti farmaci e sostanze. Comprendere questa interazione è importante per capire se il pralsetinib può modificare il modo in cui il corpo gestisce altri farmaci che un paziente potrebbe assumere contemporaneamente.
Durante lo studio i pazienti riceveranno il pralsetinib in capsule, con una dose massima giornaliera di quattrocento milligrammi. Verranno effettuati prelievi di sangue in diversi momenti per misurare la quantità delle sostanze e degli ormoni nel sangue e per capire come vengono assorbiti ed eliminati dal corpo. Lo studio è aperto, il che significa che sia i pazienti che i medici sapranno quale trattamento viene somministrato. I pazienti continueranno a ricevere il trattamento per un periodo stabilito mentre vengono monitorati per valutare come il loro corpo risponde al farmaco e come questo interagisce con le altre sostanze studiate.

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