Lo studio clinico si concentra sull’ictus ischemico, una condizione in cui il flusso di sangue al cervello è ridotto o bloccato, causando danni alle cellule cerebrali. Il trattamento in esame utilizza cellule chiamate CD34+, che vengono somministrate direttamente nelle arterie. Queste cellule sono una frazione arricchita di cellule autologhe, cioè provenienti dallo stesso paziente, e sono state modificate con un vettore retrovirale che contiene il gene per l’adenosina deaminasi, un enzima importante per il funzionamento del sistema immunitario.
Lo scopo dello studio è valutare l’effetto di queste cellule CD34+ sul volume dell’infarto, cioè l’area del cervello danneggiata, a tre mesi dall’ictus ischemico. I partecipanti riceveranno il trattamento in una fase precoce (7 giorni) o tardiva (20 giorni) dopo l’ictus. Durante lo studio, i partecipanti saranno monitorati per valutare il miglioramento delle loro condizioni, utilizzando scale di valutazione come la Scala di Rankin modificata per l’esito funzionale, la Scala di Impatto dell’Ictus per la qualità della vita, e la Scala di Valutazione Cognitiva di Montreal per le prestazioni cognitive.
Lo studio prevede anche la valutazione della capacità funzionale e dell’indipendenza attraverso la Scala di Barthel, la capacità dell’arto superiore con la Stroke Upper Limb Capacity Scale, e la velocità del cammino. Inoltre, verranno esaminati aspetti come la depressione con la Scala di Ansia e Depressione Ospedaliera, la qualità della vita con la Scala EuroQol, e la deglutizione e l’afasia con test specifici. Questo studio mira a fornire nuove informazioni sull’efficacia delle cellule CD34+ nel trattamento dell’ictus ischemico.

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