Semmelweis University
Centro verificato
Budapest, Ungheria
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Questo studio clinico riguarda bambini e adolescenti gravemente malati con infezione batterica sospetta o confermata che necessitano di cure intensive. Lo studio confronta due diversi modi di somministrare antibiotici chiamati beta-lattamici in questi pazienti. I beta-lattamici sono una famiglia di antibiotici comunemente usati per trattare le infezioni batteriche gravi. Nello studio verranno utilizzati diversi antibiotici beta-lattamici, tra cui meropenem, piperacillina combinata con tazobactam, cefepime e ceftriaxone. Questi farmaci vengono somministrati attraverso una vena, cioè per via endovenosa.
Lo scopo dello studio è verificare quale metodo di somministrazione degli antibiotici funzioni meglio nei bambini gravemente malati. Un metodo prevede la somministrazione dell'antibiotico lentamente nell'arco di tre ore, chiamata infusione prolungata. L'altro metodo prevede la somministrazione più rapida in mezz'ora, chiamata infusione intermittente. I ricercatori vogliono capire quale dei due metodi permetta all'antibiotico di rimanere nel sangue a livelli sufficientemente alti per un tempo abbastanza lungo da combattere efficacemente i batteri che causano l'infezione. Questo viene valutato misurando la concentrazione del farmaco nel sangue dei pazienti.
Durante lo studio, i pazienti riceveranno uno dei due metodi di somministrazione dell'antibiotico scelto in modo casuale. I medici monitoreranno vari aspetti della salute del paziente, tra cui i livelli di sostanze nel sangue che indicano la presenza di infezione, come la proteina C-reattiva, la procalcitonina e i globuli bianchi. Verranno anche osservati eventuali effetti indesiderati, la capacità dell'antibiotico di eliminare i batteri, il miglioramento delle condizioni cliniche del paziente e la durata del ricovero in ospedale. Lo studio valuterà anche quanti pazienti rispondono positivamente al trattamento e quanto tempo è necessario perché l'infezione migliori o si risolva completamente.
Lo studio si svolge in 8 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un antibiotico che appartiene alla famiglia dei beta-lattamici. Viene utilizzato per combattere le infezioni causate da batteri. In questo studio, il farmaco viene somministrato per via endovenosa (attraverso una vena) per trattare infezioni gravi nei bambini ricoverati in terapia intensiva.
è un antibiotico del gruppo dei beta-lattamici che aiuta a eliminare i batteri responsabili di infezioni. Viene somministrato per via endovenosa ed è utilizzato per trattare varie infezioni batteriche gravi nei pazienti pediatrici in condizioni critiche.
è un antibiotico potente appartenente ai beta-lattamici, utilizzato per combattere infezioni batteriche gravi e complicate. Viene somministrato attraverso una vena ed è particolarmente efficace contro molti tipi di batteri che possono causare infezioni nei bambini ricoverati in terapia intensiva.
è una combinazione di due farmaci: un antibiotico beta-lattamico (piperacillina) e una sostanza (tazobactam) che aiuta l'antibiotico a funzionare meglio. Questa combinazione viene somministrata per via endovenosa per trattare infezioni batteriche gravi nei bambini in condizioni critiche.
Il cefepime è un antibiotico della classe delle cefalosporine di quarta generazione che viene somministrato per via endovenosa attraverso infusione, e nello studio viene confrontata la somministrazione prolungata (3 ore) rispetto a quella intermittente breve (0,5 ore). Questo farmaco è ampiamente utilizzato nella pratica clinica per trattare infezioni gravi, specialmente nei pazienti critici, e agisce bloccando la formazione della parete cellulare dei batteri, causandone la morte. Il meccanismo d'azione si basa sul legame con specifiche proteine presenti nella membrana batterica, impedendo ai batteri di costruire la loro struttura protettiva esterna. Lo studio PEBBLE valuta l'efficacia di questo antibiotico nei bambini gravemente malati con infezioni sospette o confermate.
Il ceftriaxone è un antibiotico appartenente alla famiglia delle cefalosporine di terza generazione, somministrato per via endovenosa mediante infusione che può essere prolungata nel tempo (3 ore) o breve (0,5 ore). È un farmaco ben consolidato nella letteratura medica e ampiamente utilizzato per trattare varie infezioni batteriche gravi, agendo attraverso l'interruzione della sintesi della parete cellulare dei batteri. A livello molecolare, si lega a proteine specifiche della membrana batterica impedendo la corretta formazione della struttura protettiva dei microrganismi, portandoli alla distruzione. Questo studio clinico esamina quale modalità di somministrazione sia più efficace nei pazienti pediatrici in condizioni critiche.
Il meropenem è un antibiotico ad ampio spettro della classe dei carbapenemi, somministrato per infusione endovenosa con durata variabile tra 3 ore (infusione prolungata) e 0,5 ore (infusione intermittente breve). Questo farmaco è considerato uno degli antibiotici più potenti disponibili in medicina ed è riservato principalmente al trattamento di infezioni gravi in pazienti critici. Il suo meccanismo d'azione consiste nell'inibire la costruzione della parete cellulare batterica legandosi a proteine essenziali per la sopravvivenza dei batteri, causandone la morte. Lo studio PEBBLE valuta quale metodo di somministrazione permetta di mantenere concentrazioni efficaci del farmaco nel sangue dei bambini gravemente malati.
La piperacillina/tazobactam è una combinazione di due sostanze: un antibiotico della classe delle penicilline (piperacillina) e un inibitore che protegge l'antibiotico dalla distruzione da parte dei batteri (tazobactam), somministrata per via endovenosa con infusione prolungata (3 ore) o breve (0,5 ore). Questo farmaco è comunemente utilizzato negli ospedali per trattare infezioni gravi e complicate, e funziona impedendo ai batteri di costruire la loro parete cellulare protettiva, mentre il tazobactam blocca gli enzimi batterici che normalmente distruggerebbero la piperacillina. A livello molecolare, la piperacillina si lega a proteine specifiche della membrana batterica interrompendo la sintesi della parete cellulare. La ricerca PEBBLE confronta l'efficacia delle diverse modalità di somministrazione in bambini in condizioni critiche con infezioni sospette o confermate.
Si tratta di una condizione in cui è presente il sospetto clinico oppure la conferma di un processo infettivo nell'organismo. L'infezione può essere causata da batteri, virus, funghi o altri microrganismi patogeni. I sintomi variano a seconda della localizzazione e del tipo di agente infettivo coinvolto. Possono manifestarsi febbre, alterazioni dei parametri infiammatori e segni locali o sistemici di infezione. La gravità può variare da forme lievi a condizioni che richiedono cure intensive. Il decorso dipende dal tipo di patogeno, dalla risposta immunitaria del paziente e dalla tempestività dell'intervento.
È una condizione di grave compromissione delle funzioni vitali dell'organismo che richiede monitoraggio e supporto intensivo. Si caratterizza per l'instabilità di uno o più sistemi d'organo, come quello respiratorio, cardiovascolare, renale o neurologico. I pazienti presentano alterazioni significative dei parametri vitali e necessitano di cure specialistiche in ambiente di terapia intensiva. Durante il decorso possono manifestarsi complicanze multiple e disfunzioni d'organo progressive. La condizione può evolvere con fasi di miglioramento o peggioramento che richiedono continui aggiustamenti terapeutici. Il recupero delle funzioni vitali avviene gradualmente e può richiedere tempi prolungati.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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