Assistance Publique Hopitaux De Marseille
Centro verificato
Marsiglia, Francia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Questo studio clinico esamina l'uso di obinutuzumab nel trattamento della vasculite crioglobulinemica non infettiva attiva in pazienti che non hanno risposto o non tollerano il trattamento con rituximab. La vasculite crioglobulinemica è una malattia che causa infiammazione dei vasi sanguigni quando alcune proteine del sangue si raggruppano e si depositano nei vasi quando la temperatura corporea si abbassa.
Il farmaco Gazyvaro (Obinutuzumab) viene somministrato attraverso infusione endovenosa. Il trattamento prevede la somministrazione di 1000 mg del farmaco per un periodo di 7 mesi. Durante lo studio, i medici monitoreranno come il farmaco agisce sulla malattia e controlleranno eventuali effetti collaterali.
Lo studio valuterà l'efficacia del trattamento osservando se i sintomi della malattia migliorano o scompaiono completamente. I sintomi possono interessare la pelle, le articolazioni, i reni, i nervi, il sistema digestivo, i polmoni e il cuore. I pazienti verranno seguiti per verificare la risposta al trattamento e controllare eventuali complicazioni per un periodo di follow-up stabilito.
Lo studio si svolge in 5 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un anticorpo monoclonale utilizzato nel trattamento della vasculite crioglobulinemica non infettiva attiva. Questo farmaco viene somministrato ai pazienti che non hanno risposto bene al trattamento con rituximab o che non lo hanno tollerato. Obinutuzumab agisce sul sistema immunitario, mirando specificamente alle cellule B che sono responsabili della produzione di anticorpi anomali che causano l'infiammazione dei vasi sanguigni nella vasculite crioglobulinemica.
è il trattamento standard precedente per questa condizione. È anch'esso un anticorpo monoclonale che agisce sulle cellule B del sistema immunitario. Viene menzionato in questo studio come terapia di riferimento alla quale i pazienti non hanno risposto o che non hanno tollerato, portando alla necessità di trovare un'alternativa terapeutica con obinutuzumab.
Un anticorpo monoclonale somministrato per via endovenosa, utilizzato principalmente nel trattamento della vasculite crioglobulinemica non infettiva attiva in pazienti che sono refrattari o intolleranti al rituximab. Questo farmaco agisce legandosi specificamente all'antigene CD20 presente sulla superficie dei linfociti B, causando la morte cellulare attraverso meccanismi immunologici. Appartiene alla classe farmacologica degli anticorpi monoclonali umanizzati ed è attualmente oggetto di studi clinici di fase 2 per valutarne l'efficacia e la sicurezza in questa specifica indicazione terapeutica. La sua azione mirata rappresenta una promettente opzione terapeutica per i pazienti che non possono beneficiare del trattamento standard con rituximab.
Un anticorpo monoclonale somministrato per infusione endovenosa, considerato il trattamento standard per la vasculite crioglobulinemica non infettiva. Questo farmaco agisce eliminando selettivamente i linfociti B CD20-positivi, riducendo così la produzione di crioglobuline patogene. Appartiene alla classe degli anticorpi monoclonali ed è ampiamente utilizzato nella pratica clinica, anche se alcuni pazienti possono sviluppare refrattarietà o intolleranza al trattamento.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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