Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII
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Bergamo, Italia
Malattie rare
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Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Questo studio clinico esamina il trattamento del cancro gastrico e della giunzione gastroesofagea con sovraespressione di FGFR2b. La ricerca valuta l'efficacia di una combinazione di farmaci che include il bemarituzumab (noto anche come AMG 552), il nivolumab e la chemioterapia standard composta da fluorouracile, acido folinico, oxaliplatino e capecitabina.
Lo studio è diviso in due fasi: una fase iniziale per valutare la sicurezza e la tollerabilità della combinazione dei farmaci, e una fase successiva per confrontare l'efficacia del trattamento completo rispetto alla chemioterapia standard con nivolumab e placebo. I farmaci vengono somministrati attraverso infusione endovenosa, ad eccezione della capecitabina che viene assunta per via orale.
L'obiettivo principale è determinare se l'aggiunta del bemarituzumab al trattamento standard possa migliorare la sopravvivenza dei pazienti con questo tipo specifico di tumore. Durante lo studio, i pazienti riceveranno regolari valutazioni mediche per monitorare la loro risposta al trattamento e eventuali effetti collaterali.
Lo studio si svolge in 4 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
12 criteri
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Un anticorpo monoclonale somministrato per via endovenosa, sviluppato per il trattamento del cancro gastrico e della giunzione gastroesofagea con sovraespressione di FGFR2b. Questo farmaco agisce specificamente legandosi al recettore FGFR2b sulle cellule tumorali, bloccando la crescita del tumore e la sua diffusione. Viene utilizzato in combinazione con chemioterapia (mFOLFOX6) e nivolumab come trattamento di prima linea per pazienti con cancro avanzato.
Un farmaco immunoterapico somministrato per via endovenosa che appartiene alla classe degli inibitori del checkpoint immunitario. Agisce bloccando la proteina PD-1 sulle cellule immunitarie, permettendo al sistema immunitario di riconoscere e attaccare più efficacemente le cellule tumorali. Viene utilizzato in combinazione con chemioterapia e bemarituzumab nel trattamento del cancro gastrico e della giunzione gastroesofagea avanzato non precedentemente trattato.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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