Questo studio riguarda persone che soffrono di ipertensione polmonare e carenza di ferro. L’ipertensione polmonare è una condizione in cui la pressione del sangue nei vasi che portano il sangue ai polmoni è troppo alta, rendendo difficile per il cuore pompare il sangue attraverso questi vasi. La carenza di ferro significa che il corpo non ha abbastanza ferro, una sostanza importante che aiuta a trasportare l’ossigeno nel sangue. Lo studio include tre diversi tipi di ipertensione polmonare: il gruppo 1 che comprende forme come l’ipertensione arteriosa polmonare che può essere ereditaria o collegata ad altre malattie, il gruppo 2 che riguarda l’ipertensione polmonare causata da problemi al lato sinistro del cuore, e il gruppo 4 che include una forma chiamata ipertensione polmonare tromboembolica cronica. Il trattamento studiato è il ferric carboxymaltose, un medicinale che viene somministrato attraverso una vena per fornire ferro al corpo. Alcuni partecipanti riceveranno invece un placebo, che è una soluzione di cloruro di sodio.
Lo scopo dello studio è verificare se il trattamento con ferric carboxymaltose migliora la capacità di fare esercizio fisico nelle persone con ipertensione polmonare e carenza di ferro. Per misurare questo miglioramento viene utilizzato un test chiamato test del cammino di sei minuti, che misura quanta distanza una persona riesce a camminare in sei minuti. Lo studio vuole vedere se ci sono cambiamenti in questa distanza dopo ventiquattro settimane di trattamento rispetto all’inizio dello studio.
Durante lo studio i partecipanti riceveranno il trattamento attraverso infusione endovenosa, cioè attraverso una vena, per un periodo massimo di quattro settimane. La dose massima giornaliera del medicinale è di mille milligrammi e la dose totale massima è di duemila milligrammi. Lo studio valuterà anche altri aspetti come i cambiamenti nella qualità della vita, nella stanchezza e nel benessere generale dei partecipanti. Si tratta di uno studio controllato in doppio cieco, il che significa che né i partecipanti né i medici sapranno chi riceve il medicinale vero e chi riceve il placebo fino alla fine dello studio.

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