Questo studio riguarda la urolitiasi, una condizione in cui si formano calcoli nelle vie urinarie che possono causare episodi di dolore intenso e improvviso chiamato colica renale. Quando questi calcoli si spostano attraverso le vie urinarie, possono provocare un dolore molto forte che spesso richiede un trattamento immediato al pronto soccorso. Lo studio prevede l’uso di due trattamenti diversi somministrati tramite iniezione: il primo contiene ropivacaina cloridrato, che è un anestetico locale utilizzato per bloccare il dolore in una specifica area del corpo, mentre il secondo è una soluzione di cloruro di potassio e cloruro di sodio, che sono elettroliti comunemente usati in medicina. L’anestetico locale viene utilizzato in una tecnica chiamata blocco del piano dei muscoli erettori della colonna vertebrale, che mira a ridurre il dolore nella zona interessata dalla colica renale.
Lo scopo dello studio è verificare se questa tecnica di blocco del dolore sia efficace nel gestire il dolore causato dalla colica renale acuta al pronto soccorso. I ricercatori vogliono capire se questo trattamento possa aiutare a controllare meglio il dolore nei pazienti con calcoli renali, aumentare la soddisfazione dei pazienti e ridurre i costi sanitari diminuendo i ricoveri ospedalieri e gli interventi necessari. Lo studio confronterà i risultati tra i pazienti che ricevono il blocco con anestetico locale e quelli che ricevono la soluzione di elettroliti, misurando diversi aspetti come l’intensità del dolore, la necessità di ricovero ospedaliero o di interventi urologici entro sette giorni dal trattamento.
Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti dopo che la presenza di calcoli renali sarà stata confermata tramite ecografia o tomografia computerizzata e dopo che il dolore persiste nonostante i farmaci antidolorifici iniziali. Verranno valutati vari aspetti nel tempo, tra cui l’intensità del dolore a diversi intervalli dopo il trattamento, la necessità di tornare al pronto soccorso, lo sviluppo di dolore cronico dopo un mese, la qualità di vita, la soddisfazione del paziente, l’uso di farmaci antidolorifici aggiuntivi e la sicurezza del trattamento. Lo studio raccoglierà anche informazioni sui costi sanitari e sulla produttività per valutare l’efficacia economica del trattamento nel periodo di un mese dopo l’intervento.

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