Lo studio si concentra sui pazienti adulti ricoverati in Terapia Intensiva, ovvero reparti ospedalieri specializzati per la cura di persone in condizioni critiche, che hanno trascorso più di 48 ore in ospedale. In questi contesti, i Disturbi del sonno sono comuni e possono influenzare il benessere generale. L’obiettivo della ricerca è verificare se la somministrazione per via Intravenosa, cioè attraverso una vena, di Ossibato di sodio possa migliorare la durata del sonno profondo in questi pazienti rispetto all’uso di un Placebo.
Durante lo studio, il farmaco sperimentale, identificato con il codice GAMMA-OH, viene confrontato con una soluzione di NaCl 0.9%. Per monitorare l’effetto del trattamento, viene utilizzata la Polisomnografia, una tecnica che permette di registrare l’attività elettrica del cervello e altri segnali corporei durante il riposo. Questa analisi serve a misurare con precisione le diverse fasi del sonno, inclusa la fase di Sonno a onde lente, che rappresenta lo stadio più profondo e ristoratore del riposo notturno.
I partecipanti vengono monitorati per valutare la qualità del riposo notturno e il livello di attenzione durante il giorno. Vengono inoltre controllati eventuali effetti collaterali, come alterazioni dei livelli di sali minerali nel sangue o variazioni della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. Il percorso prevede l’osservazione della capacità di partecipazione alle attività di riabilitazione e un controllo accurato di ogni variazione clinica durante il periodo di monitoraggio.



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