Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS
Centro verificato
Roma, Italia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Questo studio riguarda persone con diabete di tipo 2, una condizione in cui il corpo non riesce a controllare adeguatamente i livelli di zucchero nel sangue. Lo studio valuterà gli effetti di alcuni farmaci chiamati inibitori SGLT-2, che includono empagliflozin, dapagliflozin, canagliflozin ed ertugliflozin. Questi farmaci aiutano a ridurre lo zucchero nel sangue favorendone l'eliminazione attraverso le urine. Durante lo studio, i partecipanti potrebbero anche continuare a prendere altri farmaci per il diabete che già utilizzano, come semaglutide, pioglitazone, sitagliptin, linagliptin, o vari tipi di insulina tra cui insulina glargine, insulina lispro, insulina aspart e insulina degludec.
Lo scopo principale dello studio è capire se questi farmaci SGLT-2 possano influenzare positivamente il sistema nervoso autonomo, che controlla automaticamente il cuore e altri organi, e se possano rallentare la progressione di una complicanza del diabete chiamata neuropatia autonomica cardiovascolare. Questa complicanza può causare problemi nel modo in cui il sistema nervoso regola il battito cardiaco e la pressione sanguigna. Lo studio vuole anche verificare come questi farmaci influenzino la funzione del pancreas nella produzione di insulina e come aiutino a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue durante la giornata.
Lo studio durerà sei mesi per ogni partecipante. Durante questo periodo, verranno effettuate diverse valutazioni per misurare il funzionamento del cuore e del sistema nervoso autonomo attraverso test specifici che controllano come il battito cardiaco risponde a diverse situazioni. Verrà anche utilizzato un dispositivo che misura continuamente i livelli di zucchero nel sangue per due settimane all'inizio e alla fine dello studio. I partecipanti riceveranno il trattamento con gli inibitori SGLT-2 secondo le indicazioni del medico, mantenendo stabile la terapia per il diabete che già seguono da almeno tre mesi prima dell'inizio dello studio.
Lo studio si svolge in 4 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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Inibitori SGLT-2 sono medicinali utilizzati principalmente per il trattamento del diabete di tipo 2. Questi farmaci aiutano a ridurre i livelli di zucchero nel sangue favorendo l'eliminazione del glucosio attraverso le urine. In questo studio, i ricercatori vogliono capire se questi medicinali possono avere effetti positivi sul cuore e sul sistema nervoso che controlla il funzionamento automatico del cuore e dei vasi sanguigni, chiamato sistema nervoso autonomo. L'obiettivo è anche verificare se questi farmaci possono rallentare o migliorare i danni ai nervi che controllano il cuore, una complicazione che può verificarsi nelle persone con diabete di tipo 2.
Il diabete mellito di tipo 2 è una malattia cronica caratterizzata da livelli elevati di zucchero nel sangue. Si sviluppa quando il corpo non riesce a utilizzare correttamente l'insulina, un ormone che regola il glucosio, oppure quando il pancreas non produce insulina sufficiente. Questa condizione progredisce gradualmente nel tempo e spesso è associata a sovrappeso, obesità e stile di vita sedentario. Con il passare degli anni, il diabete di tipo 2 può causare danni ai nervi e ai vasi sanguigni in tutto il corpo. La malattia può interessare anche il sistema nervoso autonomo, che controlla funzioni involontarie come il battito cardiaco. Molte persone convivono con questa condizione per anni prima che venga diagnosticata.
La neuropatia autonomica cardiovascolare è una complicanza del diabete che colpisce i nervi del sistema nervoso autonomo che controllano il cuore e i vasi sanguigni. Questa condizione si manifesta quando livelli elevati di glucosio nel sangue danneggiano progressivamente le fibre nervose. I pazienti possono sperimentare alterazioni della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna. La malattia progredisce nel tempo, compromettendo gradualmente la capacità del sistema nervoso di regolare le funzioni cardiovascolari. Può influenzare la variabilità della frequenza cardiaca, riducendo la capacità del cuore di adattarsi a diverse situazioni. Questa neuropatia rappresenta una delle complicanze croniche più significative nei pazienti diabetici.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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