Università degli studi Gabriele D’Annunzio Chieti-Pescara Centro di Studi e tecnologie avanzate
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Chieti, Italia
Malattie rare
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Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio clinico si concentra sui pazienti con diabete di tipo 2 che non hanno avuto eventi cardiovascolari precedenti. L'obiettivo è valutare l'efficacia e la sicurezza di due trattamenti: colchicina e aspirina non rivestita enterica. Questi farmaci saranno somministrati da soli o in combinazione per migliorare i risultati cardiovascolari nei pazienti ad alto rischio. La colchicina è un farmaco antinfiammatorio, mentre l'aspirina è nota per le sue proprietà analgesiche, antipiretiche e antinfiammatorie.
Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei trattamenti o un placebo. Il termine "placebo" si riferisce a una sostanza senza effetto terapeutico utilizzata per confrontare i risultati. Lo studio durerà fino a 54 settimane, durante le quali i partecipanti saranno monitorati per valutare l'efficacia dei trattamenti nel ridurre il rischio di eventi cardiovascolari come infarto, ictus o morte cardiovascolare. I partecipanti saranno seguiti regolarmente per monitorare eventuali effetti collaterali e per valutare i cambiamenti nei loro risultati di salute.
Lo scopo principale è determinare se l'aggiunta di colchicina o aspirina alla cura standard possa ridurre il rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti con diabete di tipo 2 ma senza malattie cardiovascolari evidenti. I risultati dello studio potrebbero fornire nuove informazioni su come gestire meglio il rischio cardiovascolare in questa popolazione di pazienti.
Lo studio si svolge in 5 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco utilizzato per ridurre l'infiammazione. In questo studio, viene testato per vedere se può migliorare i risultati cardiovascolari nei pazienti con diabete di tipo 2. L'obiettivo è capire se la colchicina può ridurre il rischio di eventi cardiaci gravi, come infarti o ictus, in persone con diabete ma senza malattie cardiovascolari evidenti.
è un tipo di aspirina che non ha un rivestimento speciale per proteggere lo stomaco. Viene utilizzata per ridurre il rischio di coaguli di sangue, che possono portare a infarti o ictus. In questo studio, si sta valutando se l'aspirina non enterica, assunta due volte al giorno, può migliorare i risultati cardiovascolari nei pazienti con diabete di tipo 2, riducendo il rischio di eventi cardiaci gravi.
La colchicina è somministrata per via orale sotto forma di compresse. Attualmente, è in fase di studio per il suo potenziale utilizzo nella prevenzione di eventi cardiovascolari in pazienti con diabete di tipo 2 che non hanno avuto eventi cardiovascolari precedenti. È principalmente indicata per ridurre il rischio di morte cardiovascolare, arresto cardiaco rianimato, infarto miocardico non fatale, ictus non fatale o ospedalizzazione urgente per angina che richiede rivascolarizzazione coronarica. A livello molecolare, la colchicina agisce riducendo l'infiammazione attraverso l'inibizione della polimerizzazione della tubulina, che è una proteina coinvolta nella divisione cellulare. È classificata come un agente antinfiammatorio.
L'aspirina non enterica è somministrata per via orale sotto forma di compresse e viene assunta due volte al giorno. È in fase di studio per il suo potenziale effetto nel migliorare gli esiti cardiovascolari in pazienti con diabete di tipo 2 senza malattie cardiovascolari evidenti. È indicata per ridurre il rischio di morte cardiovascolare, arresto cardiaco rianimato, infarto miocardico non fatale, ictus non fatale o ospedalizzazione urgente per angina che richiede rivascolarizzazione coronarica. A livello molecolare, l'aspirina agisce inibendo l'enzima cicloossigenasi, riducendo così la produzione di prostaglandine e trombossani, che sono sostanze coinvolte nell'infiammazione e nella coagulazione del sangue. È classificata come un agente antinfiammatorio e antipiastrinico.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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