Centre Leon Berard
Centro verificato
Lione, Francia
Malattie rare
Molecole in studio
Luoghi
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Questo studio clinico si concentra sul trattamento di tumori solidi avanzati o metastatici. La ricerca utilizza diversi farmaci antitumorali, tra cui olaparib (Lynparza), nilotinib (Tasigna), tremelimumab (Imjudo) e durvalumab (Imfinzi). Lo scopo è valutare l'efficacia di un trattamento di mantenimento personalizzato che si basa sulle specifiche alterazioni molecolari del tumore di ciascun paziente.
Lo studio è diviso in due periodi: un periodo di induzione iniziale e un periodo di mantenimento. Durante il periodo di induzione, i pazienti ricevono uno dei farmaci in studio. Nel periodo di mantenimento, alcuni pazienti continuano il trattamento mentre altri lo interrompono, per confrontare l'efficacia delle due strategie.
I farmaci vengono somministrati in modi diversi: olaparib e nilotinib vengono assunti per via orale sotto forma di compresse o capsule, mentre tremelimumab e durvalumab vengono somministrati tramite infusione endovenosa. Il trattamento può durare fino a 136 settimane, a seconda del farmaco utilizzato e della risposta del paziente alla terapia.
Lo studio si svolge in 4 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco a base di anticorpi monoclonali che blocca una proteina chiamata CTLA‑4, presente sulle cellule del sistema immunitario. In questo studio viene somministrato per via endovenosa durante il periodo di induzione per aiutare il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali. L’obiettivo è valutare se questo trattamento può aumentare la percentuale di pazienti che non mostrano progressione della malattia dopo la fase iniziale.
è una pillola orale che agisce come inibitore di una proteina chiamata BCR‑ABL, coinvolta nella crescita di alcune cellule tumorali. Viene dato ai pazienti per via orale durante la fase di induzione, con l’intento di bloccare la crescita del tumore e contribuire a mantenere la stabilità della malattia.
è un farmaco in forma di compressa rivestita che inibisce le proteine PARP, importanti per la riparazione del DNA nelle cellule. Viene somministrato per via orale durante il periodo di induzione e, se necessario, durante la fase di mantenimento. Il suo ruolo è quello di impedire alle cellule tumorali con difetti nella riparazione del DNA di proliferare, contribuendo così a controllare la progressione del cancro.
è un anticorpo monoclonale che blocca la proteina PD‑L1, una via che i tumori usano per nascondersi al sistema immunitario. Viene infuso per via endovenosa nella fase di induzione per stimolare il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali. L’obiettivo è valutare se questo approccio può migliorare il tempo in cui la malattia non peggiora.
Somministrato per infusione endovenosa come soluzione per infusione; è un farmaco in fase di approvazione ma già presente in numerosi studi clinici. Viene utilizzato per trattare tumori solidi avanzati, in particolare il melanoma. Agisce bloccando la proteina CTLA‑4, permettendo al sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. È classificato come inibitore del checkpoint immunitario.
Somministrato per via orale sotto forma di capsule dure; è un farmaco approvato e ampiamente studiato nella letteratura medica. È indicato per la leucemia mieloide cronica e per alcuni tumori solidi. Inibisce l’enzima BCR‑ABL, fermando la crescita delle cellule tumorali, e appartiene alla classe degli inibitori della tirosina chinasi.
Somministrato per via orale sotto forma di compresse rivestite; è un farmaco approvato e ben documentato in numerosi studi. È usato per trattare tumori con difetti nei geni BRCA, come alcuni tumori ovarici, al seno e della prostata. Blocca l’enzima PARP, impedendo alle cellule tumorali di riparare il DNA danneggiato, e rientra nella classe degli inibitori PARP.
Somministrato per infusione endovenosa come soluzione per infusione; è un farmaco approvato e presente in molte pubblicazioni scientifiche. Viene impiegato per trattare tumori solidi avanzati, ad esempio il cancro al polmone non a piccole cellule. Agisce legandosi alla proteina PD‑L1, così il sistema immunitario può attaccare le cellule tumorali, ed è classificato come inibitore del checkpoint immunitario.
È una condizione in cui le cellule tumorali si sono diffuse dal sito originale del tumore ad altre parti del corpo attraverso il sangue o il sistema linfatico. In questa fase avanzata della malattia, le cellule tumorali formano nuovi tumori in organi distanti dal tumore primario. Il processo di metastasi può interessare diversi organi contemporaneamente, con le localizzazioni più comuni che includono ossa, polmoni, fegato e cervello. La progressione della malattia comporta la crescita sia del tumore primario che dei tumori secondari. I sintomi variano a seconda degli organi coinvolti dalle metastasi. La malattia in questa fase richiede un approccio terapeutico sistemico poiché le cellule tumorali sono presenti in più parti del corpo.
Si riferisce a masse tumorali anomale che si sviluppano nei tessuti del corpo, escludendo i tumori del sangue e del sistema linfatico. Nella fase avanzata, questi tumori hanno raggiunto dimensioni significative e/o hanno iniziato a invadere i tessuti circostanti. La crescita del tumore può causare pressione sugli organi vicini e interferire con le loro funzioni normali. I tumori solidi possono originare in qualsiasi parte del corpo e possono presentare diversi tipi di tessuto (istologia). La progressione della malattia è caratterizzata dall'aumento delle dimensioni del tumore e dal possibile coinvolgimento di strutture anatomiche adiacenti.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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