Lo studio clinico si concentra sullorticaria cronica spontanea, una condizione caratterizzata da prurito e orticaria che persiste per almeno sei settimane. Questa condizione può essere difficile da gestire con i trattamenti standard, come gli antistaminici di seconda generazione. Lo scopo dello studio è valutare l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di un nuovo farmaco chiamato remibrutinib (noto anche come LOU064), somministrato in compresse rivestite da 25 mg due volte al giorno. Il remibrutinib agisce bloccando un enzima specifico nel corpo, noto come tirosina chinasi di Bruton, che è coinvolto nella risposta infiammatoria.
Nel corso dello studio, i partecipanti riceveranno il remibrutinib o un placebo, che è una sostanza senza effetto terapeutico, per un periodo di 52 settimane. Inoltre, un gruppo di controllo riceverà omalizumab, un farmaco già utilizzato per trattare l’orticaria cronica spontanea, somministrato tramite iniezione ogni quattro settimane. L’omalizumab è un tipo di anticorpo monoclonale che aiuta a ridurre i sintomi dell’orticaria. Lo studio mira a confrontare i cambiamenti nei sintomi dell’orticaria, come il prurito e le eruzioni cutanee, tra i diversi gruppi di trattamento.
Lo studio è progettato per determinare se il remibrutinib è più efficace del placebo nel migliorare i sintomi dell’orticaria cronica spontanea. I partecipanti saranno monitorati per valutare i cambiamenti nei sintomi e per identificare eventuali effetti collaterali. I risultati aiuteranno a capire se il remibrutinib può essere un’opzione di trattamento efficace per le persone che non rispondono adeguatamente agli antistaminici di seconda generazione.

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