Lo studio coinvolge pazienti con cancro ai polmoni in fase avanzata, definito clinicamente come non‑small cell lung cancer. Per partecipare, i tumori devono esprimere alti livelli della proteina PD‑L1 (più del 50 % delle cellule) e non devono presentare le mutazioni genetiche chiamate EGFR, ALK o ROS1. Il trattamento sperimentale consiste in una terapia mirata che blocca una proteina del sistema immunitario, somministrata per via endovenosa, utilizzando i farmaci pembrolizumab o cemiplimab.
Lo scopo principale è valutare quanti pazienti rimangono senza peggioramento della malattia nei primi 12 settimane di trattamento. I partecipanti vengono prima sottoposti a esami di laboratorio per confermare i requisiti di idoneità, poi ricevono l’infusione del farmaco ogni tre settimane per un periodo iniziale di circa tre mesi, con possibile proseguimento se il medico ritiene opportuno.
Dopo ogni ciclo di terapia, i pazienti vengono monitorati attraverso visite mediche regolari, esami di imaging (ad esempio radiografie o scanner) per verificare l’eventuale crescita del tumore e Questionari di qualità della vita per valutare il benessere generale. Vengono inoltre registrati gli eventuali effetti collaterali, con l’obiettivo di garantire la sicurezza del trattamento nel tempo.



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