Lo studio riguarda il cancro ovarico che è tornato a crescere dopo un trattamento con inibitori di PARP. Alcune di queste neoplasie mostrano la presenza della proteina HER2 IHC 1+/2+/3+ sulla superficie delle cellule tumorali. Il nuovo farmaco in esame è trastuzumab deruxtecan, a volte indicato con il nome di codice T‑DXd, che può essere somministrato da solo o in combinazione con bevacizumab. Come confronto, il gruppo di controllo riceve una chemioterapia a base di platino, eventualmente anch’essa associata a bevacizumab. Lo scopo dello studio è confrontare quanto tempo le due terapie riescano a mantenere la malattia stabile senza peggiorare.
I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a uno dei due trattamenti e ricevono il farmaco tramite infusione endovenosa ogni tre o quattro settimane, con controlli regolari in ambulatorio. Durante il periodo di studio vengono effettuate visite mediche, esami del sangue e scansioni per valutare la dimensione del tumore secondo criteri chiamati RECIST, che servono a capire se il tumore è cresciuto, diminuito o rimasto stabile. Il periodo in cui il tumore non mostra segni di crescita, chiamato “survival senza progressione”, viene registrato per confrontare l’efficacia delle due opzioni terapeutiche.



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