Nel contesto di un intracranial aneurysm, una zona debole del vaso sanguigno nel cervello che può ingrandirsi e rischiare di rompersi, il trattamento standard prevede la chiusura dell’anomalia mediante una procedura chiamata embolizzazione. Durante questa procedura vengono somministrati diversi farmaci: un anticoagulante chiamato heparin per ridurre la formazione di coaguli, una dose di protamine sulfate per neutralizzare l’effetto dell’eparina dopo l’intervento, acetylsalicylic acid (aspirina) per prevenire ulteriori coaguli e ticagrelor per lo stesso scopo. L’eparina viene data in due quantità diverse, una più bassa (30 UI/kg) e una più alta (70 UI/kg), per verificare quale dose sia più sicura.
Lo scopo dello studio è confrontare l’impatto di queste due dosi di eparina sul verificarsi di piccole lesioni cerebrali silenti, cioè aree di danno non sintomatico, rilevate con una MRI eseguita circa 24 ore dopo la procedura. La diffusion-weighted imaging è una tecnica di questa scansione che permette di vedere rapidamente se qualche piccola zona del cervello ha ricevuto meno sangue. Dopo l’intervento, i pazienti rimangono sotto osservazione per un giorno, ricevono la scansione cerebrale e vengono monitorati per eventuali segni di ictus, sanguinamento o altri problemi; i risultati vengono poi confrontati tra i due gruppi di dose.



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