Lo studio riguarda la post-COVID syndrome, chiamata anche long COVID, una condizione in cui alcuni disturbi continuano per molto tempo dopo l’infezione da COVID-19. Viene usato flutemetamol (18F), una sostanza somministrata in vena, insieme alla PET, un esame di medicina nucleare che permette di vedere alcune sostanze presenti nel corpo. Lo scopo dello studio è capire se questo esame può mostrare piccoli grumi nel sangue contenenti amiloide, cioè una proteina che può accumularsi in modo anomalo.
Nel corso dello studio, i partecipanti vengono sottoposti a una scansione PET del corpo intero dopo la somministrazione di flutemetamol (18F). In alcuni casi possono essere raccolti anche campioni di sangue e possono essere usati questionari sui disturbi presenti. Può essere eseguita anche una MRI, un esame che usa campi magnetici per ottenere immagini del cervello. Lo studio confronta i risultati tra persone con post-COVID syndrome e persone senza questa condizione.



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