Studio FOSTER: cabozantinib come terapia di mantenimento per pazienti con osteosarcoma in remission o con malattia stabile dopo chemioterapia di prima linea
Lo studio riguarda il Osteosarcoma, un tumore osseo aggressivo che colpisce soprattutto bambini e adolescenti. Dopo la prima linea di chemioterapia standard, i partecipanti saranno suddivisi in due gruppi: uno riceverà il farmaco sperimentale cabozantinib, l’altro seguirà la best supportive care, ovvero cure volte a gestire i sintomi senza trattamenti antitumorali specifici.
L’obiettivo principale è valutare se il nuovo farmaco può prolungare il periodo durante il quale il paziente resta libero da recidiva o peggioramento della malattia, indicato come event‑free survival, rispetto alla cura di supporto. I pazienti saranno seguiti per diversi anni con visite regolari, esami del sangue, immagini radiologiche e questionari sul benessere quotidiano (quality of life). Si monitorerà inoltre la overall survival, cioè il tempo trascorso dalla diagnosi fino al decesso per qualsiasi causa. Gli effetti indesiderati del farmaco saranno registrati e gestiti secondo protocolli di sicurezza.
1enrollment and consent
after joining the study you sign the informed consent form, confirming that you understand the aim of the trial and the procedures involved.
the study staff records your basic information and assigns a study identification number.
2baseline examinations
you undergo clinical assessment, imaging studies and laboratory tests to document the status of your osteosarcoma before any study treatment.
the results are used to determine eligibility for the randomisation phase.
3randomisation to maintenance therapy
based on the study protocol you are randomly assigned either to receive cabometyx (cabozantinib) as maintenance therapy or to receive best supportive care.
the assignment is made by the study system and you are informed of the group to which you belong.
4start of medication
if you are assigned to the cabozantinib arm you receive cabometyx 60 mg film‑coated tablets for oral use.
the tablet is taken by mouth as directed by the study protocol; the exact frequency is defined in the protocol and you follow that schedule.
treatment continues until disease progression, unacceptable toxicity, withdrawal from the study, or the end of the study period (up to 3 years).
5regular follow‑up visits
you attend scheduled clinic visits at intervals defined by the protocol (typically every few weeks to months).
during each visit clinical evaluation, blood tests and imaging are performed to monitor disease status and safety.
6daily self‑administration of medication
you take the prescribed tablet each day according to the schedule.
you keep a record of each dose taken and bring the record to the follow‑up visits.
7monitoring for adverse events
you are instructed to observe any side effects and report them promptly to the study team.
for the first 8 weeks after starting cabozantinib, reporting of grade 3 or higher adverse events is required in real time.
8dose adjustments or interruptions
if the study team determines that side effects are significant, they may modify the dose, pause treatment temporarily, or discontinue the medication according to the protocol.
9continuation of treatment
you continue the assigned maintenance therapy for the duration specified in the protocol, which may extend up to 3 years from the start of the study (2026‑07‑06 to 2034‑07‑06).
the primary endpoint is event‑free survival, defined as the time from randomisation to the first recurrence, progression, or death.
10final study visit and data collection
at the end of the study period or upon early discontinuation, you attend a final visit where all remaining assessments are performed.
the study team collects the final data for analysis and closes your participation in the trial.
Chi può partecipare allo studio?
Diagnosi confermata di osteosarcoma ad alta gradazione tramite biopsia, ovvero un tumore osseo aggressivo identificato al microscopio.
Età pari o superiore a 4 anni (paziente deve essere in grado di deglutire una compressa); non è previsto un limite di età superiore.
Avere completato il trattamento di prima linea (chemioterapia, chirurgia, radioterapia o ablazione termica) secondo le linee guida nazionali, includendo eventuali farmaci come il mifamurtide se utilizzati dal centro.
Essere in remissione completa o avere una malattia stabile residua secondo i criteri RECIST (metodi per valutare la dimensione dei tumori).
Stato di performance Karnofsky superiore al 70% per gli adulti (valuta la capacità di svolgere attività quotidiane) oppure Lansky superiore a 2 per i bambini.
Intervallo di tempo tra l’ultimo trattamento (chemioterapia, chirurgia, radioterapia o ablazione) e la data di randomizzazione compreso tra 4 settimane e 2 mesi.
Essere considerato idoneo a ricevere il trattamento previsto dallo studio e a partecipare al follow‑up.
Avere una funzione cardiaca adeguata: frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) ≥ 50% o frazione di accorciamento (FS) > 28%, misurata con ecocardiografia o, se non possibile, con una scansione MUGA.
Avere la pressione arteriosa sotto controllo: per i pazienti > 18 anni ≤ 150/90 mmHg e senza modifiche recenti ai farmaci antipertensivi; per i più giovani pressione ≤ 95° percentile per età, sesso e altezza.
Valori di laboratorio entro i limiti richiesti (prelevati entro 7 giorni dalla randomizzazione):
Conta assoluta di neutrofili ≥ 1 × 10⁹/L (cellule del sangue che combattono le infezioni).
Piastrine ≥ 100 × 10⁹/L (aiutano la coagulazione).
Emoglobina ≥ 8,0 g/dL (trasporta l’ossigeno; se inferiore, deve essere corretta con fattori di crescita o trasfusioni).
Creatinina sierica ≤ 1,5 volte il valore normale (valuta la funzione renale) oppure clearance della creatinina > 60 ml/min/1,73 m².
Proteine nelle urine inferiori a 2+; se ≥ 2+, il rapporto proteina/creatinina deve essere di grado 2 o meno.
Assenza di sindrome nefrosica clinica (malattia renale grave).
ALT/AST (enzimi epatici) ≤ 2,5 volte il limite superiore normale (senza metastasi epatiche) o ≤ 5 volte se presenti metastasi al fegato.
Bilirubina totale ≤ 1,5 volte il limite normale (≤ 3 mg/dL in caso di sindrome di Gilbert) o ≤ 5 volte se ci sono metastasi al fegato.
Fosfatasi alcalina ≤ 2,5 volte il limite normale (≤ 5 volte se coinvolgimento epatico); se più alta, il GGT deve essere < 1,5 volte il limite normale.
Lipasi ≤ 1,5 volte il limite normale (enzima pancreatico).
INR/PTT ≤ 1,5 volte il limite normale (valuta la coagulazione del sangue).
Uso di farmaci anticoagulanti (come warfarin, eparina o LMWH) è consentito purché non vi siano anomalie note nei parametri di coagulazione.
Le donne in età fertile o che hanno iniziato la pubertà devono avere un test di gravidanza negativo (siero o urine) effettuato entro 7 giorni dalla randomizzazione.
Uso di metodi contraccettivi efficaci da parte di entrambi i sessi (e dei loro partner) durante il trattamento e per almeno 4 mesi dopo la fine della terapia; le pillole anticoncezionali devono essere associate a un altro metodo, come quello barriera.
Fornire un consenso informato firmato e datato prima di qualsiasi procedura dello studio.
Avere un’assicurazione sanitaria o un regime equivalente, se richiesto dal paese di residenza.
Chi non può partecipare allo studio?
Osteosarcoma a basso grado, osteosarcoma parosteoide o periosteoide, o osteosarcoma a piccole cellule (tipo di tumore più lento) non sono ammessi.
Presenza di malattia progressiva in qualsiasi sede durante la chemioterapia pre‑operatoria o post‑operatoria, confermata prima della randomizzazione (eccetto se la crescita è limitata al tumore primario e viene rimossa completamente).
Malattia sistemica clinicamente significativa non correlata (ad esempio infezione grave, problemi seri al cuore, ai polmoni, al fegato o ad altri organi) che potrebbe impedire di tollerare il trattamento o influenzare i risultati.
Uso di farmaci proibiti durante lo studio (vedi elenco di trattamenti non consentiti).
Donne incinte, che allattano o che intendono rimanere incinte durante lo studio.
Condizioni psicologiche, familiari, sociali o geografiche che rendono difficile rispettare il protocollo e le visite di controllo.
Storia di mancata aderenza alle terapie o incapacità di rispettare il protocollo di studio.
Incapacità di dare il consenso perché si è sotto tutela legale o privati della libertà.
Trattamento precedente con inibitori del recettore VEGF (es. sunitinib, sorafenib, pazopanib, regorafenib, bevacizumab) o altri farmaci simili.
Presenza di disfunzione cardiovascolare (problemi al cuore o ai vasi sanguigni).
Ipertensione non controllata (pressione sanguigna sopra il 95° percentile o >150/90 mmHg negli adulti) nonostante la terapia ottimale.
Infezione attiva da epatite B o C o epatite cronica che richiede terapia antivirale.
Eventi trombotici o embolici recenti (ad esempio ictus, attacco ischemico transitorio, trombosi venosa profonda, embolia polmonare) negli ultimi 6 mesi.
Intervento chirurgico importante o trauma significativo entro 3 settimane prima del primo farmaco dello studio, o ferite che non sono guarite.
Infezione in corso di grado superiore a 2 secondo la scala NCI‑CTCAE, a meno di completa guarigione prima del giorno 1 del ciclo 1.
Infezione da HIV nota.
Reazione allergica nota al farmaco investigazionale o ai suoi eccipienti (ipersensibilità).
Disidratazione di grado superiore a 1 secondo la scala NCI‑CTC.
Difficoltà a deglutire compresse, problemi di malassorbimento o malattie gastrointestinali che potrebbero alterare l’assorbimento del farmaco (ad esempio ulcere, nausea/vomito incontrollati, diarrea, sindrome da malassorbimento, resezione dell’intestino tenue).
Disturbo convulsivo (epilessia) che richiede farmaci.
Presenza di malattia polmonare interstiziale con sintomi attivi al momento del consenso informato.
Ferite, ulcere o fratture ossee che non guariscono.
Storia di tendenza al sanguinamento (diatachesi) di qualsiasi gravità.
Emorragia o evento di sanguinamento di grado 3 o superiore entro 4 settimane prima del primo farmaco dello studio.
CABOMETYX è una compressa rivestita da assumere per via orale. Contiene il principio attivo cabozantinib, un farmaco che agisce bloccando alcune proteine coinvolte nella crescita e nella diffusione delle cellule tumorali. Nello studio FOSTER‑CabOS, viene usato come terapia di mantenimento dopo la chemioterapia di prima linea, per aiutare a prolungare il periodo in cui la malattia non peggiora (survival senza eventi). Il farmaco è somministrato ai pazienti che hanno risposto alla prima terapia o che hanno una malattia residua stabile, con l’obiettivo di migliorare la loro sopravvivenza a tre anni.
Osteosarcoma – Osteosarcoma è un tumore maligno che nasce dalle cellule ossee, di solito nelle ossa lunghe di braccia e gambe. Si sviluppa rapidamente e può provocare dolore e gonfiore nella zona colpita. Con il tempo le cellule tumorali possono invadere il tessuto circostante e distruggere l’osso. Il tumore può anche diffondersi attraverso il sangue verso altri organi, soprattutto i polmoni. La crescita è più comune durante l’adolescenza, quando le ossa sono in fase di crescita.
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