Lo studio riguarda il Gastroesophageal adenocarcinoma, un tumore che si sviluppa nello stomaco o nell’esofago, nella sua forma HER2-positive, cioè caratterizzata dalla presenza di una proteina HER2 che favorisce la crescita delle cellule tumorali. Il trattamento sperimentato combina il farmaco zanidatamab, somministrato per via endovenosa (cioè attraverso una flebo), con il regime chemioterapico noto come FLOT, una combinazione di diversi farmaci anticancro, e in alcuni pazienti include anche il farmaco tislelizumab, anch’esso dato per via endovenosa.
Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e la fattibilità di questa combinazione e verificare se aumenta la percentuale di pazienti che, al termine del trattamento preoperatorio, non mostrano più cellule tumorali nel tessuto rimosso (cosiddetto “risposta patologica completa”). I partecipanti ricevono le infusioni di farmaco per diversi cicli prima dell’intervento chirurgico (trattamento “neoadiuvante”), poi vengono sottoposti all’operazione per rimuovere il tumore e infine continuano a essere seguiti per monitorare eventuali effetti collaterali e la salute generale.



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