Lo studio riguarda pazienti anziani con non‑small cell lung cancer avanzato, una forma di cancro ai polmoni che si è diffusa oltre il polmone. Il trattamento sperimentale prevede l’uso di durvalumab, un farmaco di immunoterapia che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali, seguito da una combinazione di vinorelbine, pemetrexed, carboplatin, cisplatin, paclitaxel o gemcitabine in caso di progressione della malattia. Il confronto è con la sequenza tradizionale di chemotherapy iniziale (una delle combinazioni sopra) e durvalumab dopo la progressione. I pazienti hanno un livello di PDL1 pari o superiore al 25 % o valore sconosciuto.
Lo scopo dello studio è valutare l’efficacia e la sicurezza di queste due sequenze di trattamento in termini di sopravvivenza a 12 mesi e di mortalità entro 4 mesi. Dopo l’arruolamento, i partecipanti sono assegnati casualmente a uno dei due gruppi: il primo riceve durvalumab per via endovenosa ogni tre o quattro settimane fino a quando la malattia non peggiora; a quel punto passa alla terapia tradizionale con i farmaci citati. Il secondo gruppo inizia subito con la terapia tradizionale, somministrata anch’essa per via endovenosa a intervalli regolari, e passa a durvalumab solo se la malattia progredisce. Durante tutto il periodo i ricercatori monitorano la salute dei partecipanti, registrano eventuali effetti collaterali e verificano quanto tempo i pazienti rimangono in vita.



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