Lo studio riguarda persone dopo un infarto del miocardio con frazione di eiezione preservata, cioè con una funzione di pompaggio del cuore ancora relativamente buona. Il trattamento in studio è il bisoprololo, un medicinale della famiglia dei beta-bloccanti, che rallenta il battito del cuore e ne riduce il lavoro. L’obiettivo dello studio è capire se questo trattamento influisce in modo negativo sulla qualità di vita e sul recupero durante un programma di riabilitazione cardiaca, che è un percorso di esercizio e controlli dopo un problema al cuore.
Nel corso dello studio, alcune persone ricevono bisoprololo e altre no, mentre tutte seguono la riabilitazione cardiaca per circa 3 mesi. Durante questo periodo vengono raccolte informazioni su come ci si sente nella vita quotidiana, sulla stanchezza, sul benessere fisico e mentale, e sulla capacità di svolgere attività ed esercizi. In alcuni momenti vengono anche valutati il recupero generale e la presenza di sintomi come ansia, tristezza e stress.
Lo studio osserva anche se ci sono differenze nel recupero a più lungo termine, fino a 1 anno, e se cambiano gli esiti legati alla salute del cuore dopo la riabilitazione. Vengono inoltre considerate eventuali differenze tra uomini e donne per alcuni aspetti della funzione sessuale. Il confronto tra i gruppi serve a capire meglio il ruolo dei beta-bloccanti dopo un infarto quando il cuore mantiene ancora una buona capacità di pompaggio.



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