La malattia di Gaucher tipo III è una rara patologia genetica che colpisce vari organi del corpo, compreso il sistema nervoso. Attualmente sono in corso 4 studi clinici che valutano nuovi trattamenti per questa condizione, concentrandosi su farmaci sperimentali come venglustat, eliglustat e ambroxol, sia in monoterapia che in combinazione con terapie enzimatiche sostitutive tradizionali.
Studi clinici in corso sulla malattia di Gaucher tipo III
La malattia di Gaucher tipo III è una patologia genetica rara caratterizzata dall’accumulo di sostanze grasse in determinati organi, in particolare milza, fegato e sistema nervoso centrale. A differenza del tipo I, questa forma comporta sintomi neurologici che possono includere disturbi dei movimenti oculari, problemi di coordinazione (atassia), difficoltà cognitive e, in alcuni casi, convulsioni. Attualmente sono attivi 4 studi clinici che stanno testando nuove opzioni terapeutiche per migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da questa condizione.
Studi clinici disponibili
Studio sull’efficacia e la sicurezza di venglustat per adulti e bambini con malattia di Gaucher tipo 3
Localizzazione: Francia, Germania, Italia
Questo studio clinico valuta l’efficacia e la sicurezza di venglustat (noto anche con i codici GZ402671 e SAR402671) in pazienti adulti e pediatrici con malattia di Gaucher tipo III che stanno già ricevendo una terapia enzimatica sostitutiva (ERT). Il farmaco sperimentale viene confrontato con Cerezyme (imiglucerase), un trattamento standard di ERT.
Lo studio si concentra sul miglioramento dei sintomi neurologici, in particolare sui problemi di movimento e sulle funzioni cognitive. L’efficacia viene valutata utilizzando la scala SARA (Scale for the Assessment and Rating of Ataxia) per i disturbi del movimento e la batteria RBANS (Repeatable Battery for the Assessment of Neuropsychological Status) per le funzioni cognitive.
I partecipanti devono soddisfare specifici criteri di inclusione: devono ricevere ERT da almeno 3 anni con dose stabile da almeno 6 mesi, avere livelli adeguati di emoglobina (almeno 11,0 g/dL per le femmine e 12,0 g/dL per i maschi), conta piastrinica di almeno 100.000/mm³, volume splenico inferiore a 10 volte la norma e volume epatico inferiore a 1,5 volte la norma. I pazienti devono inoltre presentare paralisi dello sguardo (principalmente orizzontale) e un punteggio SARA modificato di 1 o superiore. Il peso minimo richiesto è di 30 kg.
Durante lo studio vengono monitorati regolarmente vari parametri di salute, tra cui le dimensioni di milza e fegato, i livelli ematici e gli eventuali effetti collaterali. Venglustat agisce a livello molecolare inibendo l’enzima glucosilceramide sintasi, riducendo così l’accumulo di alcuni lipidi nelle cellule.
Studio di venglustat e imiglucerase per pazienti adulti con malattia di Gaucher tipo 3
Localizzazione: Germania
Questo studio clinico è articolato in quattro fasi e valuta la sicurezza e la tollerabilità di venglustat, sia in combinazione con Cerezyme (imiglucerase) che come trattamento autonomo, in pazienti adulti con malattia di Gaucher tipo 3.
La prima fase prevede la valutazione di specifici marcatori nel liquido cerebrospinale per distinguere tra malattia di Gaucher tipo 1 e tipo 3. Le fasi successive valutano gli effetti del trattamento combinato a breve e lungo termine. Infine, lo studio esplora gli effetti di venglustat da solo nei pazienti che hanno dimostrato stabilità con il trattamento combinato.
I criteri di inclusione prevedono che i partecipanti abbiano tra 18 e 40 anni per la malattia di Gaucher tipo 1, o almeno 18 anni per il tipo 3. Devono presentare aprassia oculomotoria (disturbo dei movimenti oculari) e aver ricevuto ERT per almeno 3 anni con dose stabile da almeno 6 mesi. I pazienti devono essere clinicamente stabili da almeno 1 anno e soddisfare obiettivi terapeutici specifici relativi ai livelli di emoglobina, conta piastrinica e dimensioni degli organi.
Durante lo studio, venglustat viene somministrato per via orale in capsule, mentre Cerezyme viene somministrato tramite infusione endovenosa. I partecipanti vengono monitorati regolarmente per valutare i cambiamenti nei marcatori del sistema nervoso centrale e garantire la sicurezza del trattamento.
Studio di eliglustat da solo o con imiglucerase in bambini e adolescenti di età compresa tra 2 e 17 anni con malattia di Gaucher tipo 1 e tipo 3
Localizzazione: Francia, Italia, Spagna
Questo studio valuta la sicurezza e l’efficacia di eliglustat in giovani pazienti tra i 2 e i 18 anni affetti da malattia di Gaucher tipo 1 e tipo 3. Lo studio prevede due gruppi: un gruppo riceve solo eliglustat, mentre l’altro riceve sia eliglustat che imiglucerase.
Il primo gruppo (Coorte 1) è destinato a pazienti che soddisfano specifici criteri di salute, inclusi adeguati livelli ematici e dimensioni degli organi entro determinati limiti. Questi pazienti devono essere stati in terapia enzimatica sostitutiva per almeno 24 mesi. Il secondo gruppo (Coorte 2) include pazienti con sintomi più gravi che hanno ricevuto terapia enzimatica per almeno 36 mesi e presentano almeno una delle seguenti condizioni: malattia polmonare, problemi ossei negli ultimi 12 mesi, o conta piastrinica costantemente bassa.
Eliglustat agisce riducendo la produzione di sostanze grasse che si accumulano nelle cellule del corpo. Appartiene alla classe degli inibitori della glucosilceramide sintasi e viene somministrato in forma di capsule. Per i pazienti del secondo gruppo, imiglucerase viene somministrato tramite infusione endovenosa ogni 2 settimane ad una dose di almeno 60 unità per chilogrammo di peso corporeo.
Durante lo studio, che prosegue fino a novembre 2025, vengono monitorati regolarmente i livelli ematici, le dimensioni di fegato e milza, la funzione polmonare e la salute ossea. Vengono inoltre valutati la qualità di vita attraverso il Pediatric Quality of Life Inventory e gli eventuali effetti collaterali.
Studio sull’efficacia di ambroxol e clenbuterolo in bambini e adulti con malattia di Gaucher tipo 3
Localizzazione: Paesi Bassi
Questo studio clinico indaga l’efficacia di ambroxol nel trattamento di pazienti con malattia di Gaucher tipo 3. L’ambroxol è tradizionalmente utilizzato per le condizioni respiratorie, ma in questo contesto viene testato per i suoi potenziali benefici nella malattia di Gaucher tipo 3.
Lo studio si concentra sull’effetto di ambroxol sui livelli di Lyso-GL1 nel liquido cerebrospinale, una sostanza correlata alla malattia. Vengono inoltre monitorati i cambiamenti nei livelli plasmatici di varie sostanze, tra cui GL-1, chitrotriosidasi e Lyso-GM3.
I pazienti di tutte le età, sia maschi che femmine, possono partecipare allo studio, a condizione che abbiano una deficienza documentata dell’attività dell’enzima GCase e un genotipo GBA compatibile con la malattia di Gaucher tipo 3. È fondamentale che i partecipanti stiano già ricevendo una terapia enzimatica sostitutiva al momento dell’arruolamento.
Lo studio prevede valutazioni regolari per monitorare i cambiamenti nei risultati funzionali e dello sviluppo, nella qualità di vita, nell’atassia e negli esiti neuropsicologici. Se pertinente, viene valutato anche l’effetto sul controllo delle convulsioni utilizzando scale specifiche e un diario delle crisi. Ambroxol viene somministrato per via orale e si ritiene che possa migliorare l’attività di determinati enzimi che aiutano a degradare i lipidi. Lo studio è previsto concludersi il 1° settembre 2027.
Considerazioni conclusive
Gli studi clinici attualmente in corso sulla malattia di Gaucher tipo III rappresentano importanti progressi nella ricerca di nuove opzioni terapeutiche per questa rara condizione genetica. È particolarmente significativo notare che diversi studi si concentrano su farmaci appartenenti alla classe degli inibitori della glucosilceramide sintasi (venglustat ed eliglustat), che rappresentano un approccio terapeutico alternativo alla tradizionale terapia enzimatica sostitutiva.
Un aspetto rilevante è che molti di questi studi includono popolazioni pediatriche, riconoscendo l’importanza di trovare trattamenti efficaci anche per i pazienti più giovani. Gli studi valutano non solo l’efficacia nel controllo dei sintomi sistemici (come le dimensioni di milza e fegato e i parametri ematici), ma anche il miglioramento dei sintomi neurologici specifici del tipo III, come l’atassia, i disturbi oculomotori e le funzioni cognitive.
La maggior parte degli studi richiede che i pazienti siano già stabili con la terapia enzimatica sostitutiva prima di entrare nello studio, suggerendo che i nuovi trattamenti vengono valutati come possibili alternative o integrazioni alla terapia standard. È inoltre interessante notare che uno studio sta esplorando l’utilizzo di ambroxol, un farmaco tradizionalmente utilizzato per le condizioni respiratorie, aprendo nuove prospettive terapeutiche.
I pazienti interessati a partecipare a questi studi devono consultare il proprio medico specialista per valutare l’idoneità e discutere i potenziali benefici e rischi della partecipazione a una sperimentazione clinica.


