Il deficit di fattore IX, noto anche come emofilia B, è un raro disturbo emorragico genetico che compromette la capacità del sangue di coagulare correttamente. Attualmente sono in corso diversi studi clinici che stanno testando trattamenti innovativi, tra cui terapie geniche e nuovi farmaci preventivi, con l’obiettivo di migliorare la gestione di questa condizione e la qualità di vita dei pazienti.
Studi clinici in corso sul deficit di fattore IX (Emofilia B)
Il deficit di fattore IX, comunemente chiamato emofilia B, è una malattia genetica rara che causa problemi nella coagulazione del sangue. Le persone affette da questa condizione hanno livelli ridotti di una proteina chiamata fattore IX, essenziale per la formazione dei coaguli. Questo porta a episodi di sanguinamento prolungato dopo traumi, interventi chirurgici o anche spontaneamente, in particolare nelle articolazioni e nei muscoli.
Attualmente sono disponibili 12 studi clinici per il deficit di fattore IX in tutto il mondo. In questo articolo, presentiamo in dettaglio 10 di questi studi, che stanno valutando nuovi approcci terapeutici, incluse terapie geniche innovative e farmaci preventivi di nuova generazione.
Terapie geniche per l’emofilia B
Le terapie geniche rappresentano uno degli sviluppi più promettenti nel trattamento del deficit di fattore IX. Questi trattamenti innovativi mirano a fornire all’organismo una copia funzionante del gene del fattore IX, consentendo potenzialmente al corpo di produrre autonomamente la proteina mancante.
Studio su Etranacogene Dezaparvovec (CSL222) in adolescenti maschi con emofilia B grave o moderatamente grave
Localizzazione: Austria, Belgio, Francia, Spagna
Questo studio si concentra su adolescenti maschi di età compresa tra 12 e 18 anni con emofilia B grave o moderatamente grave. Il CSL222 (etranacogene dezaparvovec) è una terapia genica somministrata in una singola dose per via endovenosa, progettata per aiutare l’organismo a produrre il proprio fattore IX.
Lo studio prevede un periodo iniziale di almeno 6 mesi durante il quale i partecipanti continuano il loro trattamento preventivo standard con fattore IX, mentre vengono monitorati i loro episodi di sanguinamento. Successivamente, ricevono la terapia genica e vengono seguiti a lungo termine per valutare l’efficacia del trattamento nel ridurre gli episodi di sanguinamento e la necessità di trattamenti regolari con fattore IX.
Criteri principali di inclusione: maschi di età compresa tra 12 e 18 anni al momento del trattamento, con emofilia B grave o moderatamente grave (attività del fattore IX ≤2%), attualmente in terapia profilattica con fattore IX.
Criteri principali di esclusione: terapia genica precedente, infezioni attive da epatite B o C, storia di inibitori del fattore IX, malattia epatica o renale significativa.
Studio sulla sicurezza ed efficacia della terapia genica etranacogene dezaparvovec per adulti con emofilia B grave o moderatamente grave e anticorpi AAV5
Localizzazione: Bulgaria, Polonia
Questo studio è dedicato agli adulti con emofilia B grave o moderatamente grave che presentano anticorpi neutralizzanti AAV5 rilevabili. La terapia genica utilizza un virus adeno-associato (AAV5) per veicolare il gene funzionale del fattore IX, quindi questo studio è particolarmente importante per comprendere l’efficacia del trattamento in pazienti con esposizione precedente a questo tipo di virus.
I partecipanti ricevono una singola infusione endovenosa di CSL222 dopo un periodo di osservazione di almeno 6 mesi. Lo studio confronta il tasso annualizzato di sanguinamento (ABR) dopo il trattamento con quello del periodo precedente sotto terapia standard.
Criteri principali di inclusione: adulti di almeno 18 anni con emofilia B grave o moderatamente grave (attività del fattore IX ≤2%), due risultati consecutivi positivi per anticorpi AAV5, più di 150 giorni di trattamento precedente con fattore IX.
Studio sulla sicurezza ed efficacia a lungo termine di etranacogene dezaparvovec per adulti con emofilia B grave o moderatamente grave
Localizzazione: Germania, Paesi Bassi
Questo è uno studio di follow-up a lungo termine che monitora i pazienti per un periodo compreso tra 6 e 10 anni dopo aver ricevuto la terapia genica AAV5-hFIX. Lo studio è essenziale per valutare la sicurezza e la durata dell’effetto terapeutico nel tempo.
I partecipanti vengono sottoposti a controlli regolari che includono esami del sangue per misurare l’attività del fattore IX, ecografie epatiche per monitorare la salute del fegato e valutazioni della qualità della vita. Lo studio registra anche il numero di episodi di sanguinamento e la necessità di trattamenti aggiuntivi con fattore IX.
Criteri principali di inclusione: maschi adulti con emofilia B congenita che hanno completato lo studio precedente CT-AMT-060-01.
Studio di sicurezza a lungo termine di etranacogene dezaparvovec in uomini adulti con emofilia B
Localizzazione: Belgio, Danimarca, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Svezia
Questo studio di follow-up a lungo termine monitora uomini adulti che hanno precedentemente ricevuto il trattamento CSL222 in studi precedenti. L’obiettivo è valutare la sicurezza a lungo termine e l’efficacia duratura della terapia genica.
I partecipanti vengono seguiti fino al 2035, con valutazioni regolari della frequenza degli episodi di sanguinamento, dei livelli di attività del fattore IX e della qualità della vita. Lo studio è cruciale per comprendere i benefici e i rischi del trattamento sul lungo periodo.
Criteri principali di inclusione: maschi adulti con emofilia B che hanno ricevuto CSL222 negli studi CSL222_2001 o CSL222_3001 e hanno completato questi studi o sono passati almeno 5 anni dalla somministrazione del trattamento.
Studio sulla terapia genica etranacogene dezaparvovec (Hemgenix) in pazienti adulti con emofilia B da moderata a grave
Localizzazione: Belgio, Danimarca, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Svezia
Questo studio valuta se una singola infusione di terapia genica Hemgenix può funzionare altrettanto bene del trattamento standard con iniezioni preventive regolari di fattore IX. La terapia genica utilizza un vettore virale AAV5 per veicolare una versione funzionale del gene del fattore IX alle cellule epatiche.
I partecipanti ricevono una singola dose di 2 × 10^13 copie del genoma per chilogrammo di peso corporeo e vengono monitorati per 18 mesi. Durante questo periodo, i ricercatori valutano il tasso di sanguinamento, i livelli di attività del fattore IX e la qualità della vita.
Criteri principali di inclusione: maschi di almeno 18 anni con emofilia B congenita grave o moderatamente grave (attività del fattore IX ≤2%), attualmente in profilassi con fattore IX, con più di 150 giorni di trattamento precedente con fattore IX.
Criteri principali di esclusione: età inferiore a 18 anni o superiore a 65 anni, emofilia B lieve, terapia genica precedente, infezioni attive da epatite.
Trattamenti preventivi innovativi
Oltre alle terapie geniche, sono in corso studi su nuovi farmaci preventivi che possono offrire alternative alla terapia sostitutiva tradizionale con fattore IX.
Studio sull’efficacia di concizumab per bambini sotto i 12 anni con emofilia A o B, con o senza inibitori
Localizzazione: Bulgaria, Francia, Grecia, Italia, Lituania, Norvegia, Polonia, Romania, Spagna, Svezia
Questo studio valuta l’efficacia di concizumab, un anticorpo monoclonale somministrato tramite iniezione sottocutanea, in bambini sotto i 12 anni con emofilia A o B, sia con che senza inibitori. Il concizumab funziona inibendo una proteina chiamata inibitore della via del fattore tissutale (TFPI), che regola la coagulazione del sangue.
Il farmaco viene somministrato regolarmente utilizzando un dispositivo pen-injector e lo studio confronta il numero di episodi di sanguinamento con quelli verificatisi durante il trattamento precedente. Lo studio monitora anche gli effetti collaterali, le reazioni nel sito di iniezione e lo sviluppo di anticorpi contro il concizumab.
Criteri principali di inclusione: maschi sotto i 12 anni con diagnosi di emofilia A congenita grave o emofilia B congenita moderata/grave, con o senza inibitori, con documentazione di almeno 26 settimane di trattamento precedente.
Studio su come funziona concizumab per pazienti con emofilia A o B senza inibitori
Localizzazione: Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Lituania, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia
Questo studio confronta l’efficacia della profilassi regolare con concizumab rispetto al trattamento al bisogno in pazienti di almeno 12 anni con emofilia A o B grave senza inibitori. I partecipanti vengono assegnati casualmente a ricevere concizumab regolare o trattamento al bisogno per almeno 32 settimane.
Il concizumab viene somministrato tramite iniezione sottocutanea con dosaggi di 40 mg/mL o 100 mg/mL. Lo studio valuta il tasso annualizzato di sanguinamento, le reazioni nel sito di iniezione e la qualità della vita dei partecipanti.
Criteri principali di inclusione: maschi di almeno 12 anni, peso corporeo superiore a 25 kg, emofilia A grave (fattore VIII <1%) o emofilia B moderata/grave (fattore IX ≤2%), documentazione di utilizzo di fattore di coagulazione nelle ultime 24 settimane.
Studi su trattamenti sostitutivi a lunga durata d’azione
Studio sulla salute articolare in pazienti con emofilia A e B che utilizzano efmoroctocog alfa o eftrenonacog alfa
Localizzazione: Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Ungheria, Irlanda, Italia, Romania, Slovenia, Spagna
Questo studio di 18 mesi valuta la salute articolare in pazienti con emofilia A e B che ricevono trattamenti sostitutivi a lunga durata d’azione. L’efmoroctocog alfa è una proteina di fusione ricombinante che agisce come il fattore VIII umano, mentre l’eftrenonacog alfa agisce come il fattore IX.
Lo studio utilizza l’ecografia per monitorare la salute delle articolazioni nel tempo e valuta anche la frequenza degli episodi di sanguinamento e la qualità della vita. I partecipanti devono avere almeno 6 anni e una storia documentata di trattamento di almeno 6 mesi.
Criteri principali di inclusione: età di almeno 6 anni, diagnosi di emofilia A o B, almeno 6 mesi di storia documentata di trattamento, in terapia profilattica con rFVIIIFc o rFIXFc.
Studio su marstacimab per bambini con emofilia A o B grave, con o senza inibitori
Localizzazione: Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Slovacchia, Spagna
Questo studio valuta l’efficacia e la sicurezza di marstacimab in bambini e adolescenti sotto i 18 anni con emofilia A o B grave, con o senza inibitori. Il marstacimab viene somministrato tramite iniezione sottocutanea utilizzando una siringa preriempita.
Lo studio confronta il numero di episodi di sanguinamento durante il trattamento con marstacimab rispetto al trattamento precedente ricevuto dai partecipanti. La durata dello studio è di circa 48 settimane, durante le quali viene monitorata attentamente la sicurezza del farmaco.
Criteri principali di inclusione: maschi di età compresa tra 1 e 18 anni con emofilia A grave o emofilia B moderata/grave, con o senza inibitori.
Studio sulla sicurezza ed effetti a lungo termine di marstacimab per pazienti con emofilia A o B grave, con o senza inibitori
Localizzazione: Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Slovacchia, Spagna
Questo è uno studio di estensione a lungo termine per pazienti che hanno completato studi precedenti con marstacimab. Lo studio valuta la sicurezza e la tollerabilità del farmaco quando utilizzato per periodi prolungati, monitorando gli effetti collaterali, le reazioni nel sito di iniezione e i cambiamenti nei parametri di laboratorio.
I partecipanti ricevono il marstacimab tramite iniezione sottocutanea e vengono seguiti per diversi anni per raccogliere dati completi sull’impatto a lungo termine del trattamento sulla salute articolare e sulla qualità della vita.
Criteri principali di inclusione: maschi di età compresa tra 1 e 74 anni con emofilia che hanno completato con successo lo Studio B7841005 o lo Studio B7841008, disposti a partecipare a tutte le visite programmate.
Riepilogo
Gli studi clinici attualmente in corso per il deficit di fattore IX rappresentano un momento entusiasmante nello sviluppo di nuove opzioni terapeutiche. Le terapie geniche, in particolare l’etranacogene dezaparvovec, mostrano un potenziale notevole nell’offrire una soluzione a lungo termine riducendo o eliminando la necessità di iniezioni regolari di fattore IX.
Diversi studi si concentrano sulla popolazione pediatrica e adolescenziale, riconoscendo l’importanza di interventi precoci per prevenire il danno articolare e migliorare la qualità della vita a lungo termine. Gli studi su farmaci come il concizumab e il marstacimab offrono alternative promettenti per pazienti con e senza inibitori, ampliando le opzioni terapeutiche disponibili.
Un aspetto importante di molti di questi studi è l’attenzione alla sicurezza a lungo termine, con periodi di follow-up che si estendono per diversi anni. Questo è fondamentale per comprendere pienamente i benefici e i rischi di questi trattamenti innovativi, specialmente per le terapie geniche che rappresentano un intervento permanente.
La distribuzione geografica di questi studi in tutta Europa garantisce che i pazienti in molti paesi abbiano accesso a queste terapie sperimentali. Tuttavia, è importante notare che la partecipazione a uno studio clinico richiede il rispetto di criteri di inclusione ed esclusione specifici e un impegno a lungo termine per visite di follow-up regolari.
Per i pazienti e le famiglie interessati a partecipare a uno di questi studi, è essenziale discutere con il proprio ematologo le opzioni disponibili e valutare attentamente i potenziali benefici e rischi. Ogni studio ha requisiti specifici e obiettivi diversi, quindi la scelta del giusto studio clinico dovrebbe essere personalizzata in base alle esigenze individuali del paziente.
