In breve
Questo articolo riassume gli studi clinici che stanno valutando Inclisiran in diverse popolazioni. I trial esaminano soprattutto efficacia e sicurezza, con attenzione a prevenzione cardiovascolare, ipercolesterolemia familiare e pazienti pediatrici.
Punti chiave
- Gli studi clinici su Inclisiran sono tutti in Fase 3 e riguardano soprattutto la prevenzione cardiovascolare e il controllo del colesterolo LDL. I trial includono adulti ad alto rischio, persone con malattia aterosclerotica già presente, pazienti con malattia coronarica non ostruttiva e bambini con ipercolesterolemia familiare. Alcuni studi misurano eventi cardiovascolari maggiori, mentre altri guardano alla riduzione dell’LDL-C o al volume della placca coronarica. È presente anche uno studio sulla sicurezza a lungo termine nei giovani con ipercolesterolemia familiare. Nel complesso, i dati mostrano un programma di ricerca ampio, con grandi studi e popolazioni diverse.
Panoramica degli studi
I trial disponibili su Inclisiran sono tutti di Fase 3 e sono studi interventistici, cioè confrontano un trattamento con placebo o con la terapia standard.
Le popolazioni studiate sono molto diverse: adulti con malattia cardiovascolare aterosclerotica, persone ad alto rischio in prevenzione primaria, pazienti con malattia coronarica non ostruttiva, bambini con ipercolesterolemia familiare e persone con ipercolesterolemia o dislipidemia mista.
Gli obiettivi principali dei trial sono verificare se Inclisiran può ridurre il colesterolo LDL, diminuire eventi cardiovascolari maggiori e valutare sicurezza, tollerabilità e altri esiti clinici rilevanti.
Prevenzione cardiovascolare negli adulti
Uno dei più grandi studi è VICTORION-1 PREVENT, che valuta se Inclisiran può prevenire eventi cardiovascolari maggiori in persone ad alto rischio nella prevenzione primaria dell’ASCVD.
Questo studio è in Fase 3, è autorizzato e prevede un arruolamento molto ampio: 14.648 partecipanti nel primo record e 14.673 nel record aggiornato.
L’esito principale è il tempo al primo evento di 4P-MACE, cioè il tempo fino alla prima comparsa di morte cardiovascolare, infarto non fatale, ictus ischemico non fatale o rivascolarizzazione coronarica urgente.
Un altro grande studio è quello su persone con ASCVD già presente, che confronta Inclisiran con placebo per ridurre il rischio di 3P-MACE.
In questo trial sono inclusi partecipanti con ASCVD e LDL-C pari o superiore a 1,8 mmol/L (70 mg/dL), e l’esito principale è il tempo al primo evento di morte cardiovascolare, infarto non fatale o ictus ischemico non fatale.
Un ulteriore studio, 2025-521670-34-00, valuta l’avvio precoce di Inclisiran in ospedale nei pazienti con sindrome coronarica acuta recente, come STEMI o NSTEMI.
In questo caso l’obiettivo è vedere se iniziare il trattamento prima o al momento della dimissione aiuta a ridurre l’LDL-C entro il giorno 150.
Studi nelle popolazioni pediatriche
Alcuni trial studiano Inclisiran nei bambini con ipercolesterolemia familiare, una condizione ereditaria che causa valori molto alti di LDL fin da giovani.
Lo studio in bambini da 2 a meno di 12 anni con ipercolesterolemia familiare omozigote confronta Inclisiran con placebo e misura la variazione percentuale dell’LDL-C dal basale al giorno 330, cioè circa a un anno.
Lo studio in bambini da 6 a meno di 12 anni con ipercolesterolemia familiare eterozigote ha un obiettivo simile: verificare se Inclisiran riduce l’LDL-C meglio del placebo entro il giorno 330.
Un altro trial pediatrico, PICOLO-FH, confronta Inclisiran o alirocumab con la terapia standard in bambini e adolescenti con ipercolesterolemia familiare eterozigote.
Qui il risultato principale è la percentuale di partecipanti che raggiunge il target terapeutico di LDL-C sotto 100 mg/dL dopo 104 settimane di trattamento.
C’è anche uno studio di sicurezza a lungo termine in partecipanti con ipercolesterolemia familiare eterozigote o omozigote che hanno già completato studi adolescenti precedenti.
Studi su placca coronarica e imaging
Lo studio V-PLAQUE valuta Inclisiran aggiunto alla terapia con statina al massimo della dose tollerata in persone con malattia coronarica non ostruttiva e senza precedenti eventi cardiovascolari.
Il principale risultato misurato è la variazione percentuale del volume totale dell’ateroma coronarico dal basale al mese 24, misurato con CCTA, cioè una tomografia computerizzata delle arterie coronariche.
Questo studio cerca di capire se Inclisiran può rallentare la progressione della placca nelle arterie del cuore quando si aggiunge alla terapia con statine già in uso.
Sicurezza e tollerabilità
Lo studio 2023-507278-41-00 si concentra sulla sicurezza e tollerabilità a lungo termine di Inclisiran in partecipanti con ipercolesterolemia familiare eterozigote o omozigote.
Gli esiti principali includono eventi avversi comparsi durante il trattamento, eventi avversi gravi, interruzioni dovute a eventi avversi, segni vitali, crescita e parametri di laboratorio.
Un altro studio, 2024-511263-28-00, valuta se Inclisiran abbassa meglio l’LDL-C rispetto al placebo quando viene aggiunto a una terapia ipolipemizzante già ottimizzata, e include anche la qualità di vita come obiettivo di studio.
L’esito principale è la percentuale di partecipanti che raggiunge il proprio target individuale di LDL-C entro il giorno 90.
Endpoint principali e cosa misurano
Nei trial su Inclisiran, gli endpoint sono i risultati che i ricercatori osservano per capire se lo studio ha successo.
- Eventi cardiovascolari maggiori: alcuni studi misurano il tempo fino al primo evento come morte cardiovascolare, infarto o ictus, perché questi sono esiti clinici importanti per i pazienti.
- Riduzione dell’LDL-C: molti trial valutano la variazione del colesterolo LDL, sia in percentuale sia come raggiungimento di un target specifico, perché è un obiettivo chiave nel controllo del rischio cardiovascolare.
- Placca coronarica: nello studio V-PLAQUE si osserva se il volume della placca nelle arterie del cuore cambia nel tempo.
- Sicurezza: alcuni trial raccolgono dati su eventi avversi, parametri di laboratorio, crescita e segni vitali, soprattutto nei pazienti più giovani o nei follow-up lunghi.
- Qualità di vita: in almeno uno studio viene considerato anche l’impatto del trattamento sulla vita quotidiana del partecipante.
