Table of contents
- Panoramica dei trial su Imlifidase
- Studi nel trapianto di rene
- Studi in altre malattie gravi
- Quali risultati vengono misurati
- Chi può partecipare
- Fasi degli studi e dimensioni
- Trial principali identificati
Panoramica dei trial su Imlifidase
I trial clinici su Imlifidase studiano soprattutto persone con forte sensibilizzazione immunologica, cioè pazienti che hanno anticorpi contro un possibile donatore e quindi hanno più difficoltà a ricevere un trapianto.[1][2] In questi studi, il farmaco viene valutato per capire se può rendere possibile il trapianto o ridurre rapidamente gli anticorpi in malattie autoimmuni gravi.[3]
I trial trovati includono studi di fase 1, fase 2 e fase 3, con partecipanti sia adulti sia pediatrici.[1][4] Alcuni studi sono già completati, mentre altri sono autorizzati e quindi in corso o pronti a partire secondo i dati forniti.[1][5]
Studi nel trapianto di rene
La parte più grande della ricerca su Imlifidase riguarda il trapianto di rene in pazienti altamente sensibilizzati, cioè persone con molti anticorpi contro il rene del donatore.[2] In questi trial, l’obiettivo principale è vedere se il trattamento può trasformare un test di compatibilità da positivo a negativo, permettendo il trapianto.[2][6]
Nel trial NCT05369975, pazienti con malattia renale cronica allo stadio terminale e in lista per trapianto sono stati trattati per verificare la sopravvivenza del graft senza fallimento a 1 anno dopo il trapianto.[6] Questo significa che lo studio voleva capire per quanto tempo il rene trapiantato restava funzionante senza perdere la sua funzione.[6]
Nel trial NCT06461546, l’attenzione era sui riceventi di rene da donatore vivente altamente sensibilizzati, con misurazione della conversione del virtual crossmatch da positivo a negativo entro 6 ore.[7] Il virtual crossmatch è una valutazione basata sui dati immunologici, utile per stimare la compatibilità prima del trapianto.[7]
Lo studio 2022-500230-28-00 si concentra su bambini altamente sensibilizzati con crossmatch positivo verso un rene da donatore vivente o deceduto.[2] L’endpoint principale è la percentuale di pazienti che passano da crossmatch positivo a negativo entro 24 ore dall’inizio del trattamento.[2]
Il trial NCT05937750 è un follow-up a lungo termine di pazienti già trattati con imlifidase prima del trapianto, con un gruppo di confronto di pazienti meno sensibilizzati trapiantati con un rene compatibile.[4] Qui l’obiettivo principale è la sopravvivenza del graft senza fallimento fino a 5 anni nel gruppo trattato con imlifidase.[4]
Studi in altre malattie gravi
Non tutti i trial su Imlifidase riguardano il trapianto di rene.[3] Alcuni studi valutano se il farmaco può abbassare rapidamente anticorpi dannosi in malattie gravi mediate dal sistema immunitario.[3]
Nel trial NCT05679401, persone con anti-GBM antibody disease, chiamata anche malattia di Goodpasture, sono state trattate in uno studio randomizzato, controllato e in aperto di fase 3.[5] L’obiettivo principale era valutare la funzione renale misurata con l’eGFR a 6 mesi, per vedere se Imlifidase più standard of care fosse migliore della sola terapia standard.[5]
Nel trial 2024-516727-13-00, pazienti con vasculite associata ad ANCA e grave emorragia alveolare diffusa vengono studiati per vedere se gli anticorpi anti-ANCA scendono sotto il limite di rilevazione entro 24 ore.[3] Questo trial vuole definire l’efficacia di Imlifidase insieme alla terapia standard in una situazione polmonare molto grave.[3]
Nel trial 2024-517176-38-00, le persone con neuromielite ottica, o neuromyelitis optica spectrum disorder, vengono valutate per la riduzione degli anticorpi patogeni anti-AQP4 IgG entro 6 ore.[8] Il trial include partecipanti con neurite ottica grave e/o mielite, cioè infiammazione del nervo ottico e del midollo spinale.[8]
Quali risultati vengono misurati
Gli endpoint, cioè i risultati principali misurati nei trial, cambiano in base alla malattia studiata.[1][3] Nei trial di trapianto, gli endpoint più comuni sono la conversione del crossmatch, la sopravvivenza del graft e la funzione del rene trapiantato.[2][4][5]
Nel trial sulla distrofia muscolare di Duchenne, gli endpoint sono diversi e riguardano la quantità di dystrophin nel muscolo e la quantità di copie del vettore genetico nel tessuto muscolare dopo il trattamento con la terapia genica.[1] In altre parole, lo studio vuole capire se la terapia porta a produrre più proteina muscolare e se il materiale genetico arriva nel muscolo.[1]
Nel trial sul Crigler-Najjar syndrome, l’endpoint principale è la percentuale di partecipanti con bilirubina totale nel sangue pari o inferiore a 300 µmol/L a 48 settimane, senza fototerapia dalla settimana 16.[9] La bilirubina è una sostanza nel sangue che, se troppo alta, può essere un problema importante in questa malattia.[9]
Chi può partecipare
Le popolazioni studiate sono molto specifiche e spesso hanno bisogni clinici complessi.[2][3] La maggior parte dei trial include pazienti altamente sensibilizzati in attesa di trapianto di rene, ma ci sono anche bambini, adulti con malattie autoimmuni gravi e partecipanti con malattie genetiche rare.[2][3][8][9]
Pazienti in lista per trapianto di rene: negli studi NCT05369975 e NCT06461546, i partecipanti sono persone altamente sensibilizzate che hanno bisogno di superare un problema di compatibilità immunologica.[6][7]
Bambini con crossmatch positivo: nel trial 2022-500230-28-00, il focus è pediatrico e riguarda la possibilità di rendere possibile il trapianto.[2]
Pazienti con vasculite, anti-GBM disease o neuromielite ottica: questi trial cercano di capire se Imlifidase può ridurre rapidamente gli anticorpi coinvolti nella malattia.[3][5][8]
Persone con distrofia muscolare di Duchenne o sindrome di Crigler-Najjar: questi studi valutano Imlifidase come pre-trattamento per consentire una terapia genica in pazienti con anticorpi preesistenti contro il vettore virale.[1][9]
Fasi degli studi e dimensioni
Tra i trial identificati, la fase 2 è molto frequente, perché questi studi cercano segnali iniziali di efficacia in gruppi piccoli di pazienti.[2][3][7][8][9]
Ci sono anche studi di fase 3, che servono a confermare i risultati in gruppi più grandi e a confrontare il trattamento con la terapia standard.[4][5] Il trial di fase 1 in Duchenne è invece più piccolo e precoce, con 7 partecipanti, e guarda soprattutto ai segnali biologici nel muscolo.[1]
Le dimensioni degli studi sono generalmente ridotte, da 3 a 150 partecipanti, il che è coerente con malattie rare o popolazioni molto selezionate.[1][4][9]
Trial principali identificati
NCT05369975 è uno studio di fase 3 su pazienti con malattia renale cronica terminale altamente sensibilizzati in attesa di trapianto di rene, con obiettivo di sopravvivenza del graft a 1 anno.[6]
NCT05937750 è un follow-up di fase 3 che osserva i risultati a lungo termine dopo trapianto reso possibile da imlifidase, fino a 5 anni.[4]
2022-500230-28-00 è uno studio di fase 2 nei bambini con crossmatch positivo, con misurazione della conversione a negativo entro 24 ore.[2]
NCT06461546 è uno studio di fase 2 nel trapianto da donatore vivente, con endpoint sul virtual crossmatch entro 6 ore.[7]
NCT05679401 è uno studio di fase 3 nella malattia anti-GBM, con valutazione della funzione renale a 6 mesi.[5]
2024-516727-13-00 e 2024-517176-38-00 sono studi di fase 2 rispettivamente in vasculite ANCA con emorragia alveolare e in neuromielite ottica, con obiettivi di rapida riduzione degli anticorpi.[3][8]
NCT06241950 è un piccolo studio di fase 1 in distrofia muscolare di Duchenne dopo infusione di Imlifidase, con misure di espressione della distrofina nel muscolo.[1]
2023-510405-18-00 è uno studio di fase 2 nella sindrome di Crigler-Najjar, con valutazione della bilirubina totale a 48 settimane dopo la terapia genica.[9]






