Indice
- Panoramica dei trial su Ibuprofen Lysine
- Dolore acuto in età pediatrica
- Altri studi clinici in cui compare ibuprofene
- Fasi di studio e partecipanti
- Esiti misurati nei trial
- Cosa significano i principali termini clinici
Panoramica dei trial su Ibuprofen Lysine
Nei dati disponibili, Ibuprofen Lysine compare in uno studio clinico dedicato al dolore acuto in età pediatrica, con obiettivo di valutare la velocità d’azione rispetto a un’altra sospensione di ibuprofene.[1] Gli altri trial elencati non studiano direttamente Ibuprofen Lysine, ma includono ibuprofene orale tra i trattamenti usati nello studio o come supporto clinico.[2][3][4][5]
Dolore acuto in età pediatrica
Lo studio SAPed è un trial randomizzato, in singolo cieco e di non inferiorità, completato in fase 3, con 192 partecipanti.[1] Ha confrontato la sospensione di lysin ibuprofen con una sospensione di ibuprofene nel trattamento del dolore acuto nei bambini.[1]
L’obiettivo principale era verificare se la velocità d’azione della sospensione di lysin ibuprofen non fosse peggiore rispetto al confronto, usando scale validate adatte all’età, come la Wong-Baker Faces Pain Scale e la Numerical Rating Scale.[1] La misura principale veniva valutata a cinque minuti, quindi molto presto dopo la somministrazione.[1]
Questo tipo di studio è importante perché nei bambini il sollievo rapido dal dolore è un obiettivo concreto e facilmente osservabile.[1] Il trial era pensato per capire se la formulazione studiata potesse offrire un’azione rapida senza essere meno efficace del confronto usato nello studio.[1]
Altri studi clinici in cui compare ibuprofene
In uno studio di fase 3 su pazienti con spondiloartrite assiale, l’ibuprofene orale era uno dei trattamenti confrontati con altri farmaci antinfiammatori non steroidei e con un bloccante del TNF.[2] L’obiettivo era confrontare la quota di pazienti che raggiungevano una bassa attività di malattia dopo 12 settimane di trattamento.[2]
In un altro studio di fase 1/2 su partecipanti con fenilchetonuria, l’ibuprofene orale era incluso tra i farmaci di supporto usati nello studio, mentre il trattamento principale era mRNA-3210 per via endovenosa.[3] L’esito principale era il numero di partecipanti con eventi avversi durante lo studio.[3]
Uno studio su acidemia propionica, in fase 1/2, includeva ibuprofene orale insieme ad altri farmaci di supporto, mentre il trattamento in studio era mRNA-3927 per via endovenosa.[4] Qui gli esiti principali riguardavano sicurezza, tollerabilità e riduzione della frequenza degli episodi metabolici maggiori.[4]
In uno studio su glicogenosi di tipo 1a, anche qui in fase 1/2, l’ibuprofene orale compariva tra i trattamenti di supporto usati durante la valutazione di mRNA-3745.[5] Gli esiti principali erano eventi avversi, segni vitali, elettrocardiogramma e risultati di laboratorio.[5]
Fasi di studio e partecipanti
Nei trial disponibili, le fasi vanno dalla fase 1/2 alla fase 3.[1][2][3][4][5] Le fasi 1/2 sono studi iniziali che servono soprattutto a capire sicurezza e tollerabilità, mentre la fase 3 confronta i trattamenti in modo più ampio.[1][2]
I partecipanti variano in base alla malattia studiata: bambini con dolore acuto, pazienti con spondiloartrite assiale, e persone con malattie genetiche o metaboliche come fenilchetonuria, acidemia propionica e glicogenosi di tipo 1a.[1][2][3][4][5]
Gli arruolamenti riportati nei dati sono 192, 100, 54, 57 e 59 partecipanti nei cinque trial elencati.[1][2][3][4][5] Questo aiuta a capire quanto siano diversi per dimensione e obiettivo gli studi presenti nei dati.[1][2][3][4][5]
Esiti misurati nei trial
Nei trial su Ibuprofen Lysine e negli studi in cui compare ibuprofene, gli esiti principali riguardano soprattutto sicurezza, tollerabilità ed efficacia clinica.[1][2][3][4][5]
Nel trial pediatrico, l’esito chiave era la riduzione del dolore misurata con scale validate e in tempi molto brevi, soprattutto a cinque minuti.[1] Negli studi su spondiloartrite assiale, l’esito principale era la percentuale di pazienti con bassa attività di malattia dopo 12 settimane.[2]
Negli studi di fase 1/2 su fenilchetonuria, acidemia propionica e glicogenosi di tipo 1a, gli esiti principali includevano eventi avversi, eventi avversi gravi, interruzioni del trattamento, segni vitali, elettrocardiogramma e dati di laboratorio.[3][4][5] In uno di questi studi si valutava anche la frequenza annualizzata degli episodi metabolici maggiori.[4]
Cosa significano i principali termini clinici
Non inferiorità significa che un trattamento viene testato per vedere se non è peggiore di un altro oltre una certa soglia prestabilita.[1] Nel trial pediatrico, questo concetto serviva a confrontare la velocità d’azione della sospensione studiata con quella di confronto.[1]
Singolo cieco vuol dire che una delle persone coinvolte nello studio non sa quale trattamento sta ricevendo il partecipante, per ridurre il rischio di bias, cioè di errore legato alle aspettative.[1]
Eventi avversi sono problemi o sintomi che compaiono durante lo studio, mentre gli eventi avversi gravi sono quelli più seri e importanti dal punto di vista clinico.[1][3][4][5]
ASDAS è un punteggio che misura l’attività della spondiloartrite assiale; valori più bassi indicano malattia meno attiva.[2] MDE indica un episodio metabolico maggiore, cioè una crisi importante legata alla malattia metabolica studiata.[4]
TEAE indica un evento avverso comparso durante il trattamento, mentre SAE indica un evento avverso grave.[1][3][5] Questi termini sono usati spesso nei trial per descrivere in modo preciso la sicurezza di un trattamento.[1]




