Indice dei Contenuti
- Cos’è l’AAV2-GDNF?
- Come Funziona l’AAV2-GDNF?
- Panoramica della Sperimentazione Clinica
- Criteri di Idoneità
- Obiettivi dello Studio
- Potenziali Benefici
- Considerazioni sulla Sicurezza
Cos’è l’AAV2-GDNF?
L’AAV2-GDNF è un’innovativa terapia genica in fase di studio per il trattamento del morbo di Parkinson. Questa terapia utilizza un tipo speciale di virus chiamato virus adeno-associato di sierotipo 2 (AAV2) per trasportare un gene che produce una proteina chiamata fattore neurotrofico derivato dalla linea cellulare gliale (GDNF).[1]
Il nome completo di questa terapia è “Vettore Virale Adeno-Associato di Sierotipo 2 che Codifica il Fattore Neurotrofico Derivato dalla Linea Cellulare Gliale”. È anche conosciuta con nomi più semplici come “AAV2-GDNF” o “AB-1005”.[1]
Come Funziona l’AAV2-GDNF?
L’AAV2-GDNF funziona introducendo un gene benefico direttamente nelle aree specifiche del cervello colpite dal morbo di Parkinson. Ecco una spiegazione del suo funzionamento:
- La terapia viene iniettata in un’area del cervello chiamata putamen, coinvolta nel controllo del movimento.
- Il virus AAV2 agisce come vettore, trasportando il gene GDNF alle cellule cerebrali.
- Una volta all’interno delle cellule, il gene GDNF le istruisce a produrre la proteina GDNF.
- Il GDNF è una proteina che aiuta a proteggere e potenzialmente a ripristinare le cellule cerebrali che producono dopamina, danneggiate nel morbo di Parkinson.
Aumentando i livelli di GDNF nel cervello, i ricercatori sperano di rallentare o potenzialmente invertire alcuni dei danni causati dal morbo di Parkinson.[1]
Panoramica della Sperimentazione Clinica
È attualmente in corso una sperimentazione clinica chiamata REGENERATE-PD per studiare l’efficacia e la sicurezza dell’AAV2-GDNF nelle persone con morbo di Parkinson moderato. Ecco alcuni punti chiave sulla sperimentazione:
- Si tratta di uno studio di Fase 2, il che significa che sta testando la terapia su un gruppo più ampio di persone dopo gli studi iniziali sulla sicurezza.
- Lo studio è randomizzato, in doppio cieco e controllato con chirurgia simulata. Ciò significa che i partecipanti vengono assegnati casualmente a ricevere il trattamento reale o un placebo (chirurgia simulata), e né i pazienti né la maggior parte del personale medico sanno chi ha ricevuto cosa.
- Lo studio durerà 18 mesi, con varie valutazioni durante il percorso per misurare gli effetti della terapia.[1]
Criteri di Idoneità
Per partecipare alla sperimentazione REGENERATE-PD, i pazienti devono soddisfare determinati criteri. Ecco alcuni dei principali requisiti:
Criteri di Inclusione:
- Adulti di età compresa tra 45 e 75 anni
- Diagnosi di morbo di Parkinson negli ultimi 4-10 anni
- Gravità moderata della malattia (stadio II-III di Hoehn e Yahr senza farmaci)
- Mostrare una risposta alla levodopa (un farmaco comune per il Parkinson)[1]
Criteri di Esclusione:
- Altre condizioni mediche che potrebbero spiegare i sintomi oltre al morbo di Parkinson
- Malattie cardiache o vascolari significative
- Compromissione cognitiva significativa o depressione/ansia mal controllate
- Storia di psicosi o disturbo del controllo degli impulsi
- Storia della maggior parte dei tipi di cancro
- Precedente chirurgia cerebrale o determinati altri trattamenti per il morbo di Parkinson
- Uso cronico di farmaci che sopprimono il sistema immunitario[1]
Obiettivi dello Studio
La sperimentazione REGENERATE-PD ha diversi obiettivi:
Obiettivo Principale:
Verificare se l’AAV2-GDNF può migliorare o stabilizzare i sintomi motori nelle persone con morbo di Parkinson moderato.[1]
Obiettivi Secondari:
- Valutare se l’AAV2-GDNF può migliorare o stabilizzare sia i sintomi motori che non motori
- Valutare i suoi effetti sulla compromissione funzionale, la qualità della vita e la gravità complessiva dei sintomi
- Valutare la sicurezza e la tollerabilità dell’AAV2-GDNF[1]
Potenziali Benefici
Se avesse successo, l’AAV2-GDNF potrebbe offrire diversi potenziali benefici per le persone affette dal morbo di Parkinson:
- Miglioramento dei sintomi motori, come tremore, rigidità e lentezza nei movimenti
- Potenziale stabilizzazione o rallentamento della progressione della malattia
- Miglioramenti nei sintomi non motori e nella qualità di vita complessiva
- Effetti duraturi da un singolo trattamento, poiché la terapia genica può potenzialmente fornire benefici continui[1]
Considerazioni sulla Sicurezza
Come per qualsiasi trattamento sperimentale, ci sono importanti considerazioni sulla sicurezza:
- La sperimentazione monitora attentamente eventuali effetti collaterali o eventi avversi.
- I partecipanti si sottopongono a regolari valutazioni di sicurezza, inclusi esami del sangue ed esami neurologici.
- Lo studio verifica anche eventuali risposte immunitarie alla terapia.
- Il trattamento comporta un intervento chirurgico al cervello, che comporta rischi propri che devono essere attentamente valutati rispetto ai potenziali benefici.[1]
È importante notare che l’AAV2-GDNF è ancora in fase di ricerca. Sebbene mostri promesse, sono necessari ulteriori studi per comprendere pienamente la sua efficacia e sicurezza nel trattamento del morbo di Parkinson.











