Lo studio riguarda la preeclampsia, una condizione che può verificarsi durante la gravidanza e che è caratterizzata da pressione alta e danni ad altri organi, spesso i reni. Questa ricerca si concentra su donne in gravidanza che hanno avuto un trasferimento di embrioni congelati. L’obiettivo è capire se l’uso di una bassa dose di acido acetilsalicilico (noto anche come ASA o aspirina) può aiutare a prevenire la preeclampsia in queste donne.
Nel corso dello studio, le partecipanti saranno divise in due gruppi: uno riceverà 160 mg di acido acetilsalicilico al giorno, mentre l’altro non riceverà alcun trattamento. L’acido acetilsalicilico è un farmaco comunemente usato per ridurre il dolore, la febbre e l’infiammazione, e in questo caso viene studiato per il suo potenziale effetto preventivo sulla preeclampsia. Le compresse utilizzate sono di tipo gastro-resistente, il che significa che sono progettate per resistere all’acido dello stomaco e dissolversi nell’intestino.
Lo scopo principale dello studio è valutare quante donne sviluppano la preeclampsia nei due gruppi. Questo aiuterà a determinare se lacido acetilsalicilico può essere un trattamento efficace per prevenire questa condizione in donne che hanno avuto un trasferimento di embrioni congelati. Lo studio è progettato per durare fino al 2025, con l’obiettivo di raccogliere dati sufficienti per trarre conclusioni affidabili. Durante il periodo di studio, le partecipanti saranno monitorate per verificare la presenza di segni di preeclampsia e per garantire la loro sicurezza e benessere.

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