Lo studio si concentra su pazienti che hanno avuto un infarto miocardico acuto, una condizione in cui il flusso di sangue al cuore è bloccato, aumentando il rischio di sviluppare uno shock cardiogeno, una situazione in cui il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue al corpo. L’obiettivo è esaminare gli effetti di due trattamenti: una bassa dose di dobutamina, un farmaco che aiuta il cuore a pompare meglio, e una singola dose di tocilizumab, un farmaco che riduce l’infiammazione, somministrati dopo una procedura chiamata PCI (intervento coronarico percutaneo) che riapre le arterie bloccate.
Lo studio è progettato per capire se questi trattamenti possono influenzare i livelli di una sostanza nel sangue chiamata NTproBNP, che è un indicatore di problemi cardiaci. I partecipanti riceveranno uno dei trattamenti o un placebo, e i loro livelli di NTproBNP saranno monitorati dall’ammissione in ospedale fino a 48 ore dopo. Inoltre, verranno esaminati altri aspetti della salute del cuore, come la dimensione dell’infarto e la funzione cardiaca, utilizzando tecniche come la risonanza magnetica (MRI) e l’ecocardiografia.
Lo studio è condotto in modo da non sapere quale trattamento riceve ciascun partecipante, per garantire risultati imparziali. I ricercatori sperano di determinare se la dobutamina e il tocilizumab possono aiutare a prevenire complicazioni gravi come lo shock cardiogeno o l’arresto cardiaco nei pazienti con infarto miocardico acuto. I risultati potrebbero fornire nuove informazioni su come gestire meglio questa condizione critica.

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