Indice dei Contenuti
- Cos’è il Glutatione?
- Condizione Medica: Cirrosi Scompensata
- Panoramica della Sperimentazione Clinica
- Come viene Utilizzato il Glutatione nello Studio
- Criteri di Idoneità
- Potenziali Benefici
- Considerazioni sulla Sicurezza
Cos’è il Glutatione?
Il glutatione, specificamente nella sua forma ridotta come sale sodico, è il focus di questa sperimentazione clinica. È una sostanza che viene studiata per i suoi potenziali benefici nel trattamento della cirrosi scompensata, una grave condizione epatica[1]. Il glutatione è conosciuto con diversi nomi, tra cui:
- GLUTATIONE (RIDOTTO), SALE SODICO (nome scientifico)
- RITION Glutatione (nome commerciale)
In questo studio, il glutatione viene utilizzato in combinazione con l’albumina umana, una proteina normalmente presente nel sangue, per potenzialmente migliorare il trattamento dei pazienti con cirrosi scompensata.
Condizione Medica: Cirrosi Scompensata
La cirrosi scompensata è uno stadio avanzato della malattia epatica in cui il fegato non può più funzionare correttamente[2]. Questa condizione può portare a varie complicazioni, tra cui:
- Accumulo di liquidi nell’addome (ascite)
- Confusione mentale (encefalopatia epatica)
- Problemi renali
- Problemi di sanguinamento
Queste complicazioni influenzano significativamente la qualità della vita del paziente e richiedono una gestione medica attenta.
Panoramica della Sperimentazione Clinica
La sperimentazione clinica è progettata per valutare la sicurezza e l’efficacia di una speciale soluzione di albumina contenente glutatione per pazienti con cirrosi scompensata[3]. Lo studio mira a confrontare questa nuova soluzione (chiamata reHA) con i trattamenti standard di albumina attualmente utilizzati per questi pazienti.
Come viene Utilizzato il Glutatione nello Studio
In questa sperimentazione, il glutatione viene combinato con l’albumina umana per creare una soluzione chiamata reHA. Questa soluzione viene somministrata ai pazienti tramite infusione endovenosa (IV), il che significa che viene data direttamente nel flusso sanguigno attraverso una vena[4]. Il dosaggio e la frequenza di somministrazione includono:
- Una dose iniziale di 0,5 grammi per chilogrammo di peso corporeo
- Seguita da 1 grammo per chilogrammo di peso corporeo (fino a un massimo di 80 grammi) una settimana dopo
Il periodo totale di trattamento dura 6 mesi, con controlli regolari a 1, 3 e 6 mesi dall’inizio del trattamento.
Criteri di Idoneità
Per partecipare a questo studio, i pazienti devono soddisfare determinati criteri[5]. Alcuni criteri di inclusione chiave sono:
- Diagnosi di cirrosi epatica
- Presenza di accumulo di liquidi nell’addome (ascite) da moderato a grave
- Età compresa tra 18 e 85 anni
Alcune ragioni per cui una persona potrebbe non essere idonea includono:
- Recenti infusioni di albumina (eccetto per complicazioni specifiche)
- Cancro attivo (con alcune eccezioni)
- Gravi problemi renali o cardiaci
- Gravidanza o allattamento
Potenziali Benefici
Mentre i benefici esatti sono ancora in fase di studio, i ricercatori sperano che questo trattamento possa migliorare vari aspetti della funzione epatica e della salute generale nei pazienti con cirrosi scompensata[6]. Alcune potenziali aree di miglioramento monitorate includono:
- Riduzione dell’accumulo di liquidi nell’addome
- Miglioramento della funzione mentale
- Migliore funzione renale
- Miglioramento generale nei test di funzionalità epatica
Considerazioni sulla Sicurezza
Come per qualsiasi trattamento medico, la sicurezza è una priorità assoluta in questo studio[7]. I ricercatori monitoreranno attentamente i pazienti per eventuali effetti collaterali o reazioni avverse. Alcune misure di sicurezza includono:
- Controlli regolari ed esami del sangue
- Monitoraggio dei segni vitali
- Registrazione di eventuali eventi avversi o reazioni al trattamento
È importante notare che i pazienti con allergie note all’albumina o alle preparazioni di glutatione non sono idonei per questo studio per evitare potenziali reazioni allergiche.











