La ricerca si concentra sulla Malattia di Parkinson in fase iniziale, una condizione che colpisce il sistema nervoso e provoca sintomi come tremori, rigidità e difficoltà nei movimenti. Lo studio esamina l’efficacia di un trattamento chiamato prasinezumab, noto anche con il codice RO7046015. Questo farmaco viene somministrato come soluzione per infusione endovenosa, il che significa che viene introdotto direttamente nel flusso sanguigno attraverso una vena.
Lo scopo principale dello studio è valutare se il prasinezumab può migliorare i sintomi della Malattia di Parkinson rispetto a un placebo, in un periodo di 52 settimane. I partecipanti allo studio sono persone con diagnosi recente di Malattia di Parkinson che non necessitano ancora di farmaci dopaminergici, oppure che stanno assumendo stabilmente inibitori della monoamino ossidasi-B (MAO-B), come rasagilina o selegilina. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento o un placebo e verranno monitorati per eventuali cambiamenti nei sintomi della malattia.
Lo studio prevede anche un’estensione di sei anni in cui tutti i partecipanti riceveranno il trattamento. Questo permetterà di osservare gli effetti a lungo termine del prasinezumab. I risultati saranno valutati utilizzando una scala specifica per i disturbi del movimento, che aiuta a misurare i cambiamenti nei sintomi motori e non motori della Malattia di Parkinson. L’obiettivo è capire se il trattamento può rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità della vita dei partecipanti.

Austria
Francia
Germania
Spagna